Vorrei ricordare l’autunno 2013 come la stagione delle scimmie megagalattiche

novembre 11, 2013

gorillas

Non bastava il trailer del nuovo film di Capitan America a creare un hype mostruoso, così come non bastava neanche quello del ritorno di Singer a dirigere un film degli x-men che dovrebbe prendere le fila da una delle storie mutanti più belle della gestione Claremont, arriva infatti ad aumentare le aspettative di questo autunno un annuncio a dir poco pazzesco.

Partiamo da un presupposto. Quali sono le serie degli ultimi anni che più mi sono piaciute? Che più mi hanno appassionato facendomi attendere con ansia ogni nuova uscita?

Prima tra tutte la gestione Brubaker di Cap, che come abbiamo visto potrebbe (perché in questi casi i condizionali sono d’obbligo) incidere pesantemente sulla già citata nuova pellicola dedicata a Steve Rogers.

Poi il Devil di Waid, che a ogni uscita è sempre una più perfetta unione di azione, momenti scanzonati e trovate ad orologeria che tengono il lettore appeso al filo della narrazione col fiato sospeso praticamente ad ogni pagina.

Andando indietro di qualche anno c’è poi la serie dedicata a Iron Fist, di cui si queste pagine si è spesso parlato e non solo per la presenza del sempre mitico Fratello Cane n.1 (NUMERO UNOOOOOO!!! Giusto così per ricordarcelo).

Ora, qualche giorno fa, è stato annunciato che la Marvel ha in cantiere non una, non due, non tre, non quattro, ma bensì cinque serie che se ci penso la mia reazione è praticamente questa:

 

Perché le quattro serie tv saranno dedicate a:

1-      Devil (vedi sopra per commento, uno dei miei super preferiti che per ora appare solo in film che è vomito su pellicola di cui non voglio ricordare neanche un frame);

2-      Iron Fist (vedi sopra e le botte singori, le botte!!!);

3-      Luke Cage (che è oltremodo ganzo da sempre);

4-      Jessica Jones (che “Alias” anche se scritta da Bendis era una serie splendida);

5-      Una serie contenitore che unirà questi quattro sotto il nome di Defenders.

Il tutto dovrebbe arrivare nel 2015, e io ho già preparato una specie di calendario dell’avvento che qua non si vede l’ora di avere tutto sto ben di dio davanti agli occhi. Daje!!!


Di draghi, tornei, kung fu e altri calci volanti.

luglio 9, 2009

Io sono uno di quei ragazzini cresciuti a pane e Jean Claude Van Damme, vivevo in campagna, lontano dalle torri del castello del nostro signore Destino, e quando era bel tempo con gli amichetti passavamo tutto il giorno per prati e boschi a fare quelle attività costruttive tipo corcarci di mazzate con pugni, calci e bastoni per poi tornare a casa tumefatti e felici. Quando era brutto tempo si passavano le giornate a corcarci di mazzate a Street Fighter 2 o a guardare quei bei film di botte.

Questo è uno dei tantissimi motivi per cui ho sempre amato un personaggio come Pugno d’Acciaio, nonostante le sue sporadiche apparizioni nelle testate fumettistiche italiane. Quindi potete facilmente immaginare che parlerò di questo secondo volume delle avventure di “Iron Fist” (non solo l’attuale Danny Rand, ma anche coloro che in passato hanno portato il marchio di Shou Lao sulla panza) come di un capolavoro.

A voler andare a esaminare tutte le sottotrame imbastite dai sempre ottimi Ed Brubaker e Matt Fraction e disegnate divinamente da David Aja andrei troppo per le lunghe, quindi mi limiterò a parlarvi di sette parole: “Il torneo delle sette capitali del paradiso”.
Leggetele lentamente, ripetetele a occhi chiusi.
Pensate al paradiso, e riempitelo di tizi vestiti come dei perfetti idioti che si frantumano di sganassoni.
Non è bellissimo tutto ciò?

Per non parlare poi dei contendenti che oltre al sempre sciccoso Iron fist annoverano tra le loro fila il tenero cicciobomba guerriero sumo, ovviamente velocissimo e prodigo di randellate, o il già idolo delle masse Fratello Cane n.1, una specie di accattone che si porta dietro randagi pulciosi e orfani non meno antigienici utili in battaglia quanto una birra analcolica a un raduno di motociclisti.

Una lunga serie di personaggi e situazioni (da Luke Cage a suo agio tra le montagne dell’Himalaya quanto una zoccola tra i mormoni a Danny Rand che rivela come il chi di Shou lao bruci le droghe presenti nel suo corpo rendendo al sua vita peggiore nonostante i supercazzotti che può tirare) incastrati in un intreccio narrativo perfetto raccontato con disegni da urlo rendono questa serie una delle (poche) proposte da non perdere nell’attuale produzione di casa Marvel.
Ci sono le botte, ci sono un sacco di momenti ganassa, ci sono i vestiti sgargianti, c’è il misticismo del kung fu, ci sono le tope disegnate (per ora non hanno sfruttato a dovere il personaggio, ma Misty è la supergnocca più funky di sempre), c’è un protagonista che anche quando le busca sa essere sempre un ganzo, ci sono tutte quelle cose che spesso mancano al fumetto moderno, e non solo.