“Batman illustrato da Gene Colan Vol. 1”: Stommàle.

marzo 9, 2012

Ci avventuriamo nel mondo post-Planeta DeAgostini con un pezzone, che personalmente attendevo con la bava alla bocca. Da quando lo vidi nel piano di uscite con cui la Lion voleva prendere le redini della DC in Italia ebbi subito le palpitazioni

Oddioddio

Il Batman della Bronze-Age per me è un amore fortissimo ed una delle mie iniziazioni fumettistiche, le stesse cose posso dirle del compianto Gene Colan. Per questo volume quindi è chiaro perchè cistommàle. I fumetti che non li fanno più così signora mia!

Il volume ha delle dimensioni più contenute della serie “collega” su Neal Adams fatta dalla Planeta, è anche un pochino più caro e ha le pagine più leggere (ma sono un pochino di più). Quindi sotto l’aspetto qualità prezzo perde il confronto e citando il latveriano hipurforderai “Giobatta is not amused”!

La veste grafica esterna mi piace, semplice ed efficace; quella interna per niente così come non mi piace il non fare la cover-gallery finale che è sempre una goduria avercela.

Veniamo ai contenuti quindi. Che vi devo dire: per me questa è roba che si vende da sola, neanche dovremmo parlarne.

Però lo facciamo perchè fare bar in Latveria ci piace. Anche bere al bar, onestamente.

Il cast di questo primo volume parla da se, oltre ovviamente a Gene Colan figurano: Roy Thomas, Gerry Conaway, Jim Aparo, Klaus Janson… Stommàle. Le storie marciano nel segno tracciato da O’Neill per Adams dieci anni prima: cupe, urbane, tenebrose. Bruce Wayne e Jim Gordon sono quelli che ha guardato Nolan per i suoi film, con il primo che ha abbandonato La Wayne Manor per stabilirsi nel supertecnologico attico in centro e il secondo compassato con i capelli scarmigliati e i baffoni e la batmobile è quella super-sport.

Giobatta is not amused

Gene Colan vola e fa volare altissimi: anatomie e inquadrature ricercatissime, personaggi espressivi e ovviamente le luci & ombre  per le quali è stato maestro indiscusso. Anche qui come per La Tomba di Dracula sarebbe da vedere le tavole in bianco e nero, perchè secondo me ne guadagnerebbero, soprattutto quando alle chine ci sta un giovane ma bravissimo Klaus Janson che con i suoi tratti graficissimi, nervosi ed espressivi si sposa con Colan in maniera stupenda. Per non parlare di quando agli inchiostri ci si mette Dick Giordano, neanche a dirvelo: cistommàle.

Adeguati i contributi biografici e storiografici.

Insomma: se amate il buon fumetto d’annata è un acquisto obbligato nonostante il rapporto qualità prezzo.

È un must anche perchè le storie che verranno presentate nella collana sono inedite in Italia, dove nei primi anni  ottanta (periodo in cui sono state pubblicate queste storie) si vedeva appunto chiudere la Cenisio quando questa stava ancora pubblicando materiale degli anni settanta del Cavaliere Oscuro.

Statecimale anche voi, su.


La Tomba di Dracula

gennaio 28, 2012

Con la solita veste grafica degna di un menù del kebabbaro ecco che la Panini si degna a far uscire qualcosa che mancava da un bel po’ sugli scaffali italiani, dalle ristampe Star Comics per l’esattezza: La Tomba di Dracula

Il vampiro torna quindi con la sua prima miniserie: “Uccidere un Vampiro”, un classicone. I nomi in copertina già dovrebbero farvi uscire a comperarlo direi. No? Allora siete sul blog sbagliato mi sa eh.

Due colossi della Marvel di sempre: Marv Wolfman e il compianto Gene Colan, qui alle prese con il personaggio più suo di tutti.

Non ci sono critiche di sorta su questa run di storie a parte che -ma non è una critica solo un osservazione- le colorazioni assolutamente legittime levano qualcosa ai disegni di Colan. Sono storie che, avendo avuto modo di vederle all’epoca Corno anche con pagine in bianco e nero, rendono tantissimo di più in bicromia come per tutte le opere di Colan del resto.

Sul prezzo, modicissimi diciotto euri per un brossurato, avrei un paio di cose da ridire invece ma ormai sappiamo che Marvel Gold deve il suo nome non tanto alla qualità indiscutibile dei cicli che ristampa ma più probabilmente al prezzo degli albi.

Da segnalare nella miniserie la prima apparizione del cacciatore di vampiri più famoso dei fumetti, Blade qui quando ancora sfoggiava un look decisamente più groovie.

Acquisto consigliatissimo quindi, sperando in più uscite del personaggio.

Su Gene Colan poi ritorniamo presto perchè è in uscita roba sua sulla neonata prosecutrice della Planeta DeAgostini…


Il felino parte bene

ottobre 26, 2011

Giusto poco tempo fa vi raccontavamo della possibile fine del regno sgrammaticato del magnifico tradutor col passaggio dei diritti dc comics dalla planeta de agostini a tale lion/rw/quel che è che non ci ho capito moltissimo.
Avevamo anche un pochetto di tristezza però per la possibile scomparsa dalle fumetterie dell’ottima proposta di ristampe fatta dalla casa editrice spagnola.
Ecco invece le pubblicazioni annunciate per dicembre:

Debutta la LION con la prosecuzione delle serie Planeta e 5 numeri 0 imperdibili !!!!!

Una sfilza di numeri zero con storie natalizie.

DC MINISERIE # 1 – BATMAN: CAVALIERE E SCUDIERO
Contiene: Knight & Squire # 1-6
160 pag. – col. – € 14.95

GRANDI OPERE DC – BATMAN: BATMAN ILLUSTRATO DA GENE COLAN
cartonato
288 pag. – col. – € 24.95

SUPERBOY # 1
Contiene: Superboy # 1-5
128 pag. – col. – € 11.95

SUPERMAN IL RITORNO DI DOOMSDAY
Contiene:
Steel # 1, Outsiders # 37, Superboy # 6, Superman/Batman annual # 5
128 pag. – col. – € 12.95

GRANDI OPERE DC – SUPERMAN: STAGIONI
Loeb & Sale
(gli autori di BATMAN – IL LUNGO HALLOWEEN, DEVIL: YELLOW…)
Cartonato
Contiene Superman For All Seasons
208 pag. – col. – € 19.95

DC UNIVERSE JLA ULTRAMARINE CORPS
Grant Morrison e Ed McGuinnes
cartonato
Contiene JLA Classified # 1-3 e JLA/Wildcats
144 pag. – col. – € 15.95

DC ESSENTIAL JLI # 1
Giffen DeMatteis, Maguire – Contiene JLI TP # 1,2
400 pag. – col. – € 29.95

CLASSICI DC BATMAN # 1
Contiene: Batman # 300-305
144 pag. – col. – € 13.95

VERTIGO HITS VOLUME 1: CENERENTOLA – LE FIABE SONO PER SEMPRE
Contiene Cinderella Fables are Forever
144 pag. – col. – € 13.95

VERTIGO CLASSIC VOLUME 1: TRANSMETROPOLITAN # 1
Warren Ellis e Darick Robertson
144 pag. – col. – € 13.95

Basta il Batman di Colan a festeggiare a suon di birrette fino a vedere i nostri fumetti opachi e annebbiati.


Addio Gene Colan pt 2

giugno 28, 2011

Come promesso eccomi a redigere un commiato a una delle figure cardine del mondo fumettistico che io preferisco e che mi ha letteralmente cresciuto ovvero la Bronze Age.

Da bambino mi imbattei a breve distanza -grazie a una piletta di “Raccolta Super-Eroi” della Corno ereditata da un fratello maggiore di un amico- in due fumetti strani, diversi ma a loro modo ambedue ugualmente affascinanti e torvi. Il primo era il Devil col costume rosso il secondo era La Tomba di Dracula.

Che ombre drammatiche, che tratti cupi, che figure plastiche! Letti varie volte i due volumetti, dopo qualche tempo notai che li disegnava lo stesso signore dal nome per me buffo: Gene Colan. Come si pronunciava quel “Gene”? Io dicevo “Gène Còlan” e se volevo darmi un tocco da esperto osavo un “Gèn Còlan”. Scoprii che si pronunciava Gìn Còlan molti anni dopo, quasi al liceo.

Quel nome mi si stampò, per quanto con la pronuncia sbagliata, in testa per i rimanenti decenni come quelli di altri signori suoi contemporanei ad ognuno dei quali nella mia schematicità di ragazzino assegnavo una “mansione”, un concetto-chiave particolare: Romita era la pulizia e il tratto, Kirby era la potenza, il difforme e il dinamismo, Adams era l’eleganza e il realismo… Gene Colan erano le luci e ombre, l’inquadratura, l’inchiostro.

Da quando segnai a mente il suo nome lo vidi sbucare in tante serie degli anni ’70 che mi piacevano: Dr. Strange, I Vendicatori e poi negli ’80 in Batman, Pantera Nera e ogni volta tanto di cappello a questo autore così tradizionale ma così intramontabile e sempre intento ad evolvere il suo tratto. Mai sugli allori, sempre al tavolo da disegno a perfezionarsi, basta guardare le sue matite… Praticamente si inchiostrano da sole.

E mi sento scemo a dire cose trite e ritrite sulla plasticità, sul senso narrativo delle inquadrature, sulle ombre, sull’importanza di Colan, sono ovvietà che sa chiunque ami il Fumetto, sono cose che trovate su Wikipedia se non le sapete. Con Colan se ne va un altro pezzetto dei miei ricordi di bambino, e quelli sono ciò con cui voglio salutare il signor Gèn Còlan, quelli su Wikipedia non ci stanno.

Tipo quando tutto felice scoprii che Colan era anche quello che disegnava Howard il Papero e rosicai tantissimo perchè non avevo a chi raccontarlo visto che nessuno dei miei due amici -mi ero trasferito da poco- sapeva chi fosse Howard il papero e tantomeno Gene Colan.

Ossequi Maestro.


Addio Gene Colan

giugno 24, 2011

Se ne va uno dei miei colossi, una delle colonne attraverso le quali la parola “Fumetti” e “Supereroi” hanno preso forma nella mia testa.

Un lutto vero per me -anche se non imprevisto data la salute precaria del maestro- e non ho neanche il tempo per un necrologio come si deve, maledizione. Rimedierò al più presto e con dovizia, giuro.

Nel frattempo addio grandissimo signor Colan.

Tutti giù il cappello, nessuno escluso. E asciugatevi gli occhi.


Consigli per gli acquisti (e la tappezzeria)

aprile 15, 2010

Nel numero di “Thor e i nuovi vendicatori” che trovate in edicola questo mese troverete la prima parte (potevano anche pubblicarla tutta in una botta solo, ma vabbeh, l’importante è che l’abbiano pubblicata) di una storia che non potete assolutamente perdervi.
Si tratta del già storico numero 601 di Capitan America che per un attimo tiene da parte le vicende recenti per raccontarci una storia d’altri tempi.
Ed Brubaker, col solito piglio, ci racconta una vicenda della seconda guerra mondiale di Cap attraverso le parole di Bucky, uno scontro con una minaccia vampirica nel già poco accogliente scenario francese della seconda guerra mondiale.

Ma non è la storia, per quanto piacevole, a rendere importantissimo questo albo. Sono i disegni, ossia l’ultima opera del maestro Gene Colan!
Questo vero e proprio mostro sacro del fumetto americano, ormai ultraottantenne e malato ha deciso di congedarsi dai suoi estimatori illustrando un’ultima avventura del capitano a stelle e strisce, personaggio a cui ha dato tantissimo nella Silver age, realizzando un vero e proprio capolavoro. Le tavole si contraddistinguono per un tratto tanto antico quanto dinamico e rapido come il fumetto moderno richiede, si resta abbagliati nonostante il prevalere dei toni scuri da tanta magnificenza.
Un’opera commovente, che vi riempirà gli occhi con tanta signorile eleganza da lasciare senza fiato.

Se avrete il mio stesso pensiero vorrete comprare due copie dell’albo se non di più, prendere queste pagine, tagliarle con cura senza danneggiarne i bordi, e cambiare la tappezzeria delle vostre case nello stile delle migliori star di Hollywood dalle capigliature incredibilmente belle.

Sennò, se considerate l’idea un giorno di vendere la vostra magione, recuperate ugualmente questo numero 601 di Capitan America, in italiano, in inglese, non importa. Quello che importa è che se amate il fumetto vi possiate godere la lettura e la visione di una meraviglia simile.

Ps: a chiudere l’albo poi ci sono, come sempre ultimamente, le storie di Asgard di Lee e Kirby, quindi non spendente 3 euro e 30 proprio per niente. Il Thor di Stracziynski e Djurdjevic è più che discreto, mentre i Nuovi Vendicatori non sono granchè.