Solo gli stupidi non cambiano mai opinione: considerazioni sparse dopo la lettura del secondo albo di Infinity

aprile 11, 2014

indexRicordate qualche giorno fa che tessevo le lodi del nuovo maxievento Marvel tutto galvanizzato dopo la lettura del primo numero della serie?

Non è che ho cambiato proprio idea come sostengo nel titolo di questo breve articoletto.

Semplicemente mi strarode il culo che si “Infinity” è composto da solo sei uscite, ma quelli che normalmente sarebbero tie in*, ossia le storie dei vendicatori, sono in questa occasione parte integrante della storia. In pratica per leggere BENE “Infinity” bisognerebbe comprare tre albi diversi ogni mese.

Ora io non so voi, ma personalmente odio andare a comprare le scarpe da Foot locker, per il motivo che quando ho finito di provarmi il paio che mi va bene mi impallonano per venti minuti per cercare di vendermi anche le solette, le stringhe, e salcazzo che altro, e io sono troppo pigro per litigare.

Mi sembra che questo maxievento faccia la medesima cosa. Una multinazionale che mi rompe i coglioni per cercare di vendermi prodotti che non voglio comprare.

Detto questo comunque anche nel secondo albo la storia è bella e avvincente. E questo forse mi fa girare ancora di più i coglioni.

giobatta is not amused

giobatta is not amused

Ma sono un idiota, quindi non cambio opinione e continuerò a comprare e a leggere “Infinity”, pur col giramento di coglioni, sperando di trovare qualche sempre qualche minimo riferimento a cosa cazzo è successo nelle testate vendicative e nonostante la storia di silver surfer in coda per ora mi sembri abbastanza una porcheria.

 

*che normalmente, vedi i casi “civil war” o “fear itself” erano delle storie insulse spesso ininfluenti che facevano giusto da contornino.


“Batman illustrato da Gene Colan Vol. 1”: Stommàle.

marzo 9, 2012

Ci avventuriamo nel mondo post-Planeta DeAgostini con un pezzone, che personalmente attendevo con la bava alla bocca. Da quando lo vidi nel piano di uscite con cui la Lion voleva prendere le redini della DC in Italia ebbi subito le palpitazioni

Oddioddio

Il Batman della Bronze-Age per me è un amore fortissimo ed una delle mie iniziazioni fumettistiche, le stesse cose posso dirle del compianto Gene Colan. Per questo volume quindi è chiaro perchè cistommàle. I fumetti che non li fanno più così signora mia!

Il volume ha delle dimensioni più contenute della serie “collega” su Neal Adams fatta dalla Planeta, è anche un pochino più caro e ha le pagine più leggere (ma sono un pochino di più). Quindi sotto l’aspetto qualità prezzo perde il confronto e citando il latveriano hipurforderai “Giobatta is not amused”!

La veste grafica esterna mi piace, semplice ed efficace; quella interna per niente così come non mi piace il non fare la cover-gallery finale che è sempre una goduria avercela.

Veniamo ai contenuti quindi. Che vi devo dire: per me questa è roba che si vende da sola, neanche dovremmo parlarne.

Però lo facciamo perchè fare bar in Latveria ci piace. Anche bere al bar, onestamente.

Il cast di questo primo volume parla da se, oltre ovviamente a Gene Colan figurano: Roy Thomas, Gerry Conaway, Jim Aparo, Klaus Janson… Stommàle. Le storie marciano nel segno tracciato da O’Neill per Adams dieci anni prima: cupe, urbane, tenebrose. Bruce Wayne e Jim Gordon sono quelli che ha guardato Nolan per i suoi film, con il primo che ha abbandonato La Wayne Manor per stabilirsi nel supertecnologico attico in centro e il secondo compassato con i capelli scarmigliati e i baffoni e la batmobile è quella super-sport.

Giobatta is not amused

Gene Colan vola e fa volare altissimi: anatomie e inquadrature ricercatissime, personaggi espressivi e ovviamente le luci & ombre  per le quali è stato maestro indiscusso. Anche qui come per La Tomba di Dracula sarebbe da vedere le tavole in bianco e nero, perchè secondo me ne guadagnerebbero, soprattutto quando alle chine ci sta un giovane ma bravissimo Klaus Janson che con i suoi tratti graficissimi, nervosi ed espressivi si sposa con Colan in maniera stupenda. Per non parlare di quando agli inchiostri ci si mette Dick Giordano, neanche a dirvelo: cistommàle.

Adeguati i contributi biografici e storiografici.

Insomma: se amate il buon fumetto d’annata è un acquisto obbligato nonostante il rapporto qualità prezzo.

È un must anche perchè le storie che verranno presentate nella collana sono inedite in Italia, dove nei primi anni  ottanta (periodo in cui sono state pubblicate queste storie) si vedeva appunto chiudere la Cenisio quando questa stava ancora pubblicando materiale degli anni settanta del Cavaliere Oscuro.

Statecimale anche voi, su.


Nick Fury e i benefici della fine del Dark Reign

marzo 3, 2011

Poco fa parlavo con entusiasmo della appena iniziata Heroic Age, e oggi persevero nel tessere le lodi delle conseguenze dovute alla fine del Dark Reign.
È uscito infatti in questi giorni il nuovo albo voluminoso di storie dei Secret warriors, la squadra di Nick Fury di cui già vi abbiamo parlato e che praticamente consiste nelle nuove storie del nostro guercio preferito con qualche amico e nemico suo.

Libero dell’ombra del Dark reign e di Norman Osborne finalmente Hickman torna al puro spionaggio supereroi stico in un albo in cui si spara e si agisce pochissimo, concentrandosi sulle macchinazioni tra Hydra, Leviathan e il buon vecchio Fury, continuando così quella che si rivelava come una delle migliori proposte marvelliane attuali.

Dei Secret warriors ben poche tracce tra queste pagine anche se decisive. Un po’ come se nei Vendicatori si pubblicasse un intero ciclo dedicato a Jarvis con ogni tanto qualche comparsata di Cap o di Iron man.
Ma questo non pesa, perché mentre l’intricata storia principale va avanti, le poche notizie che abbiamo sui giovani supereroi agli ordini di Fury si rivelano decisive.

Detto questo, oltre a consigliarvi quindi abbastanza esplicitamente di leggere o continuare a leggere i Secret Warriors, vorrei parlare di Hickman. O meglio, vorrei parlare di un’opera di Hickman.
No, non la morte ad opera sua della Torcia, frega nulla.

Giobatta is not amused

Giobatta is not amused

Voglio parlare di Shield, la miniserie di cui avevamo postato qualche tavola parecchio tempo fa, e che in Italia invece di uscire, non so, in un bel volume, verrà pubblicata in appendice ai Fantastici quattro, mensile che non leggo da secoli e che non ho intenzione di ricominciare a comprare, particolarmente dopo aver visto le prime immagini dei Fantastici spermatozoi.Spero di trovare un edicolante di larghe vedute che me la faccia sfogliare a sbafo, ma se non siete adepti di Giobatta come me fatemi sapere se aspettare una riproposizione o se vale davvero la pena spendere tutti quei soldi per leggere solo una ventina di pagine al mese.
Grazie.


Kick-ass, ossia come cagare fuori dal vaso

marzo 23, 2010

Giobatta is not amused

Giobatta is not amused

Per far uscire “Kick-ass” anche in Italia hanno aspettato che iniziassero a girare i trailer del film tratto da questa nuova fatica di Mark Millar così da avere già un discreto hype aggratis.
Una strategia di marketing niente male a cui si vanno ad aggiungere due cose:
1- un sottotitolo “SPACCA!” che non attirerebbe nessuno con più di tredici anni.
2- 11 euro di spesa per metà della mini = solo 96 fottute pagine di fumetto.

Per il punto 2 Giobatta sta organizzando una manifestazione in Piazza del Popolo a Roma.

Andiamo diretti al punto: “Kick-ass” merita i vostri soldi?
Secondo me assolutamente no.
Meglio, non ne merita così tanti.

“Kick-ass” narra la storia di uno sfigato liceale che si mette un costume per imitare gli eroi che gli garbano e prende un sacco di ceffoni anche da Capitan Bidello, un supercattivo sovrappeso e inutile che mi sono appena inventato.
Fine.

Mark Millar delinea però uno sfigato veramente sfigato, ma così sfigato da non avere metri di paragone in nessun media. E questo caspita se lo fa bene!
Il problema è che nel farlo Millar caga fuori dal vaso (un po’ come chi ha stabilito le modalità di stampa e i prezzi dell’edizione italiana), creando così una macchietta. Ok lo sfrenato onanismo, ok l’essere una mezzasega, ok l’essere un coglione, ok le pippe sull’insegnante milf tettona, ok la mamma morta e il padre tonto ma buono… ma quando si arriva alla cotta per la sbarba strappona della classe si raggiunge il baratro della mestizia.
Ora, io, e la maggior parte della gente che conosco abbiamo avuto la nostra bella infatuazione non corrisposta ai tempi del liceo, ma io e ci posso giurare nessuno di quelli che conosco avrebbero finto di essere froci per starci assieme sperando di toccare una tetta prima o poi.
Si, sto spoilerando e me ne sbatto allegramente, 11 euro per 96 pagine mi danno il diritto di farlo.
Con questa pantomima Millar va a costruire il momento più forzatamente patetico della storia del fumetto, roba da far cascare i coglioni, peggio della scena di “Spiderman 2” in cui la vecchia dà 10 dollari a Peter Parker come regalo di compleanno (si, era un bel film, ma quella scena era una merda).

Per quanto riguarda il resto, nel trailer del film si punta molto sul personaggio di Hit girl (che qua appare solo verso la fine del volume), ragazzina sui dieci anni che fa massacri a suon di spadate. Scusatemi, ma continuo a preferire Panda, la manza tredicenne di “Body bags” con tette enormi e rigorosamente vestita da troia.

Detto questo comunque “Kick-ass” sarebbe anche carino, ritmo frenetico, disegni strabelli del sempre ottimo Romita jr e una storia che alla fine dei conti si legge in scioltezza.
Il problema è che a me Millar piace, “Chosen” è un capolavoro, “Wanted” era molto bello, idem “1985”. Le sue serie di “Ultimates” sono una meraviglia e anche altre cose scritte per la Marvel come “Wolverine nemico pubblico” alzano il ganzometro, in questo “Kick-ass” però lo scrittore scozzese se la canta e se la suona da solo, spesso tra le pagine si leggono momenti in cui sembra che si stia dando un numero eccessivo di pacche sulle spalle, e mi è sempre stata sulle palle la gente che si masturba sulle sue opere pensando “yeah quanto sono fighissimo, oltraggioso, moderno, ganzo, bravo, imprevedibile…”.

Quindi se avete 11 euro (22 considerando che saranno due volumi) da buttare, siete pronti ad abbassare lo sguardo mentre Giobatta vi insacca, e non avete niente da meglio da leggere compratevi pure “Kick-ass”, sennò aspettate il film e vivete sereni.


A sto giro Giobatta s’incazza come un Grizzly!

febbraio 1, 2010
Giobatta is not amused

Giobatta is not amused

Io vorrei che tutti quelli che osanna(va)no la Planeta de Agostini e le sue scelte editoriali ora fossero qua. Vorrei metterli di fronte a Giobatta a sentirgli dire al nostro anziano amico ligure “Eh ma alla fine è giusto, la qualità! Cacchio, la qualità!”, oppure “certo ok, ma la proposta è sempre meglio di quella della marvel/panini”, e questo perchè in pochi ricordano il lavoro svolto da “El magnifico tradutor” con le prime uscite italiche della casa editrice spagnola, quando ti trovavi un baloon su tre nella lingua di Sancho Panza, se non intere pagine ed editoriali.

Li vorrei qua adesso i Planeta fanboys, davanti a Giobatta, a spiegargli questo:

TRE EURO E CINQUANTA PER 48 PAGINE!
Altafini direbbe “incredibbile amisci!”.
Non contenti l’aumento di prezzo è segnalato da un simpatico adesivo messo alla cazzo di cane a rendere ancora più appetitosa la vostra copertina, un po’ come gli avanzi di magazzino di Skorpio e Lancio story che trovi all’edicola della stazione di fianco ai pornazzoni.
Che meraviglia di iniziativa editoriale!
Che edizione pregiata!

E intanto per la collana Le grandi saghe oggi esce il volume con TUTTA la run di Ellis dei Thunderbolts. Roba che se non lo comprate siete nemici del fumetto.
Inizio a pensare che la Planeta faccia proposte degne di nota quasi esclusivamente con ristampe e volumoni da fumetteria…


Quando pensi che il peggio sia già stato raggiunto e superato…

gennaio 15, 2010

… Vieni subito smentito!

Perchè io davvero, ero convinto che con “One more day” si fosse toccato il punto più basso della carriera dell’Uomo Ragno, peggio della ragno-buggy e della saga del clone.

E invece no, a così breve distanza quei pazzi che ancora spendono i loro danari (ah cosa vi direbbe il nostro Giobatta, altro che not amused, vi urlerebbe contro più moccoli di Eminem) per comprare l’uomo ragno* la Marvel fa vedere questo:

CAVATEMI GLI OCCHI!

* io ho smesso da parecchio di comperare l’Uomo Ragno, sono andato a cercare quest’orrore di immagine in rete per rendervi partecipi dopo aver letto in giro di questa scenetta aberrante.


E semmu de zena… II

novembre 15, 2009

Ritorno a parlare di fumetti e risparmio, e ricado nell’argomento sempre a proposito di collane di volumoni da edicola.

Giobatta is not amused

Giobatta is not amused


Questo volta a far girare il belino a me e al povero Giobatta è il recente (lo trovate ancora in edicola fino a domenica, ma io lo lascerei li) “Wolverine the end”.
Lunedì scorso dovendo fare un viaggio in treno di un’ora buona sia ad andare che a tornare (i regionali in Liguria ci mettono quel tempo a fare trenta chilometri. Hai voluto vivere sul mare? E ora dov’è il tuo Dio?), ho deciso così di sperperare questi 10 euri per prendere il volume uscito per “Supereroi le grandi saghe”, serie che ha regalato per ora grandi gioie a noi fumettofili (su tutte “Gli eterni” di Kirby a 9,99 euro, roba da masturbarsi mentri pretendi il centesimo di resto dall’edicolante), ma che ha anche proposto delle grandi schifezze (tra le prime uscite c’era “One more day”…).

Il volume dedicato a “Wolverine the end” non mi attirava per niente, del resto supponevo quello che sarebbe stato l’esito di quest’acquisto: trovarmi a leggere una cagata pazzesca.
Volete sapere altro? Ci ho già buttato 9 euro e 99, non ci perdo altro tempo, è una cagata pazzesca.GY404_977182492825290034ms

Però in fondo al volume c’erano anche “Hulk, the end” (media-leggibile) e, più che altro, “Punisher – the end”, gran bella storia, come al solito, di Garth Ennis dedicata a Frank Castle.

Dove voglio arrivare?
Se volete leggere una bellissima storia ma pagandola quella cifra e trovandovi in mano anche un bel po’ di pagine che non sarebbero buone manco per accendere un camino, fatelo.
Sennò aspettate che mi venga la voglia di andarlo a vendere a qualche mercante di fumetti usati, in maniera da pagarlo una cifra più che accettabile.
E non penso di essere l’unico che a metà volume valutava già questa opzione.

Oppure se volete leggere una bella storia del Punisher di Ennis in questo periodo dovrebbero ristampare “Una banda d’idioti”, la mia storia preferita della sua gestione del personaggio, in cui Frank Castle umilia Wolverine, l’Uomo ragno e Devil.