Serie che vieni, Serie che vai #1 – La fine della gestione Remender del Punitore

gennaio 26, 2012

Buongiorno carissimi. Nel periodo natalizio sono stato particolarmente oberato, ma non è che prima e dopo me la passassi meglio. Comunque invece che star qua a campar scuse per il mio lassismo spero sappiate che in questi ultimi mesi tra serie che finiscono, gestioni che iniziano, ristamponi e compagnia bella avrei avuto da parlare su queste pagine per un bel pezzo. E lo faccio ora, a puntate.

Partiamo da un argomento ricorrente, ossia dal Punitore. È finita la run di Remender e la conclusione a cui sono arrivato è una: il buon Frank Castle deve stargli proprio sul cazzo a sto qua. Ma gli vuole male proprio, ma male malissimo.
Perché va benissimo far succedere cose spiacevoli ai nostri eroi per poi vederli battere il cattivone e uscirne a testa alta, ma qua si esagera. E pensare che io trovavo tosta la parte di una storia di Ennis di cui non ricordo il titolo in cui un mafioso piscia sulla tomba dei parenti morti del Punitore.
Qua nell’ordine succedono al buon Frank le seguenti cose:
1- Hood gli riporta in vita moglie e figli e Frank li brucia vivi.
2- Muore ucciso da uno smidollato come Daken.
3- Torna in vita come mostrone.
4- Tornato normale, in quest’ultimo volume, una donna misteriosa ustionata col vestito supersadomaso identico a quello di catwoman spacciata per la moglie di Frank sopravvissuta all’incenerimento di cui al punto 1, prima prova a ucciderlo e poi si fa filmare mentre si fa trombare da Mosaico e un altro tizio di cui ora non ricordo il nome in un threesome da brividoni. Il tutto mostrato allegramente al povero Punitore su megaschermo mentre si trova intrappolato in una cella.
E meno male che finisce qua, sennò che gli facevano a sto poveraccio? Gli ci mancavano giusto i cacciaviti nelle balle e la visione di un’intera puntata di “Uomini e donne” coi vecchi, che ho scoperto che esiste qualche giorno fa e beh, è peggio di un porno amatoriale con due sfigurati e una grande ustionata che credi sia la tua moglie defunta, rediviva e bruciacchiata e un attimo più maiala della donna angelicata che vive nei tuoi ricordi di vigilante sciroccato.

Comunque in via definitiva questo finale di run non è niente male, non divertente come Frankencastle, non ben riuscito come le storie che precedono la morte di Frank, ma comunque un’ottima lettura, e ora aspetto al varco il Punisher di Greg Rucka che a me piace un bel po’ come sceneggiatore e con una serie poliziottesca come “Gotham central” aveva fatto felice il mio cuoricino di lettore.

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