Io volevo parlarvi del Capitan America di Mark Waid…

settembre 26, 2011

Io volevo parlarvi del Capitan America di Mark Waid. Ma tipo che son due mesi che provo a scrivere l’articolo e mi esce un pattume incredibile di farneticazioni.
Prendiamo la partenza dell’articolo. A furia di riscriverlo partendo dal film dedicato al capitano a stelle e strisce mi avvicino sempre di più al momento in cui lo daranno in prima tv su canale 5.
Perché il film di Capitan America è bello, e questo l’abbiam già detto. Ed è bello perché ci riporta a quel fumetto di sganassoni e intrecci narrativi che negli anni novanta usciva dalla penna di Mark Waid.
Poi avrei parlato di come non tutto il mondo Marvel degli anni novanta era da buttare, la rinascita degli eroi, il ragno rosso e simili sono una merda senza eguali, e questo è un dato di fatto, ma il Capitan America di Waid era una figata, e avrei scritto come la nostalgia degli anni novanta mi fa sentire vecchio lanciandomi in qualcosa di molto sconclusionato sulla figura tragica di Mauro Repetto e sulla sua parabola discendente.
Tutto per arrivare a consigliarvi l’acquisto di “Capitan America – Operazione rinascita”, saga meravigliosa da poco ripubliccata in volumone, e ancora di più il ritorno di Waid attuale alle storie di Steve Rogers con quella specie di splendido What if che è “Capitan America – Man out of time” che sta venendo pubblicato su “I Vendicatori la leggenda” da tre mesi e che vede in maniera anche abbastanza gonza Capitan America svegliarsi nel mondo di oggi.

Volevo fare questo, scrivere questo articolo e dilungarmi su tutte queste cose. Ma mi usciva sempre qualcosa di cagosissimo e quindi vi parlo dei nuovi Thunderbolts.

I Thunderbolts dell’era “Heroic age” sono guidati da Luke Cage, uno dei miei tamarri preferiti, e hanno tra le loro fila membri del calibro del Fenomeno e Crossbones, quindi sono ancora più tamarri. Ma più che altro danno spazio a un grandissimo dell’universo Marvel, ossia l’Uomo Cosa, la versione tarocca di Swamp thing.
Il fantastico paludone (non scrivo paludoso perché mi viene troppo da pensare al personaggio di Simon the sorcerer e rido nerdicamente da solo come un idiota per un’ilarità di cui io stesso mi vergogno) ricopre in questa serie il bellissimo ruolo di veicolo a sbafo per la squadra grazie alla sua abilità di teletrasporto. E basta.

Non solo le storie sono allo stesso livello di tutte le avventure recenti dei Thunderbolts, non solo c’è l’uomo cosa, ma c’è anche, nel volume appena pubblicato in Italia, una bellissima storia sulle origini del Fantasma il cui significato è “non fate mai, e quando dico mai intendo mai, incazzare un nerd con della figa!”.

Quindi se non sapete cosa leggere ultimamente non limitatevi ai classiconi di Mark Waid, o al suo bellissimo ritorno alle storie di Capitan America, ma gustatevi anche questi Thunderbolts. E se non vi basta il fatto che io volevo parlarvi di una saga storica e son finito a parlarvi dell’Uomo cosa usato come mezzo di trasporto non saprei che altro aggiungervi.


Ma quanti vendicatori madama Dorè, ma quanti vendicatori

febbraio 23, 2011

Basta! Mi sono stufato di sputazzi sulla Marvel a tutti i costi, mi sono stufato di leggere in giro diatribe, insulti e discussioni infinite su morti, resurrezioni e linee editoriali merdose.
Basta! Io leggo i fumetti della Marvel e con molti di questi mi diverto come raramente mi è successo dal primo albo dell’uomo ragno che mi capitò fra le mani.

Partendo dalle pubblicazioni più recenti, il “Dark reign” a me ha gasato parecchio, confermando alcune ottime impressioni delle prime letture.
“Assedio” come già detto è una cagata pazzesca, ma ci siamo levati dai coglini quei due personaggi di merda di Ares e più che altro Sentry, e sono sicuro che Loki tornerà entro breve.
Arriviamo così alla Heroic Age, e non so se avete letto qualcosa, ma io per ora sono ancora più gasato che col Dark Reign.

Diciamocelo, Steve Rogers a capo dello Shield è un’idea della madonna.
Non mi piace molto la scelta di lasciare i Nuovi Vendicatori (che infatti non ho letto), ma già i Vendicatori ufficiali, nonostante la prezzemolina presenza dell’Uomo ragno e di Wolverine, iniziano col botto, pur con tutti i difetti tipici delle storie di Bendis.
Iron man, Cap e Thor di nuovo insieme sono sempre un bel vedere, e poi il fatto che il tutto parta a 2000 all’ora va a migliorare le cose.
I nostri infatti non fanno in tempo a riunirsi, dare il via al gruppo e fare un brindisino col moscato che arriva un cazzutone come Kang.
Kang a sua volta non fa in tempo a dire “Uè raga come butta nel passato?” che Thor gli tira una martellata in mezzo alla panza. Sta a vedere che ora mi iniziano a garbare pure le storie scritte da Bendis…

Se l’Iron man di Fraction, pur nella sua semplicità e per certi versi ripetitività (una nuova impresa commerciale del buon Tony Stark? Dio che palle!), è sempre una lettura più che piacevole, il vero colpaccio sono le storie contenute nel nono albo di Capitan America.

Partiamo dalla serie regolare di Cap, ormai interamente dedicata al nuovo eroe a stelle e strisce splendidamente interpretato dal buon Bucky. L’arrivo del Barone Zemo incazzoso come poche altre volte e il recupero di supercriminali come Hauptmann Mano di ferro fa pensare a un ritorno alle trame intricate della gestione Brubaker pre-reborn, ossia a una delle migliori serie a fumetti di sempre per il sottoscritto.
Serve altro?
I Vendicatori segreti sempre opera di Brubaker poi si rivelano da subito la squadra più interessante del nuovo corso Marvel, tra spionaggio e avventure spaziali. Anche se a rendere il tutto golosissimo è la presenza di personaggi tra le fila del team come Nova, Moon knight e la Bestia.
Il vero e proprio asso nella mancia di Brubaker arriva però con la serie dedicata a Steve Rogers agente segreto. In pratica lo sceneggiatore mette il vecchio Cap nelle vesti che furono di Nick Fury andando a imbastire una trama supereroistica tra noir e spionaggio.
Steranko a badilate, e non solo per la splendida tavola-citazione presente nell’episodio di Capitan America.

In poche parole le premesse di questa Heroic age sono una gran ganzata, e il buon vecchio Steve Rogers senza scudi e tutine attillate ma a capo della baracca mi si rivela a ogni pagina che leggo sempre più come l’idea migliore passata in casa Marvel degli ultimi anni, se non degli ultimi decenni.