Nick Fury e i benefici della fine del Dark Reign

marzo 3, 2011

Poco fa parlavo con entusiasmo della appena iniziata Heroic Age, e oggi persevero nel tessere le lodi delle conseguenze dovute alla fine del Dark Reign.
È uscito infatti in questi giorni il nuovo albo voluminoso di storie dei Secret warriors, la squadra di Nick Fury di cui già vi abbiamo parlato e che praticamente consiste nelle nuove storie del nostro guercio preferito con qualche amico e nemico suo.

Libero dell’ombra del Dark reign e di Norman Osborne finalmente Hickman torna al puro spionaggio supereroi stico in un albo in cui si spara e si agisce pochissimo, concentrandosi sulle macchinazioni tra Hydra, Leviathan e il buon vecchio Fury, continuando così quella che si rivelava come una delle migliori proposte marvelliane attuali.

Dei Secret warriors ben poche tracce tra queste pagine anche se decisive. Un po’ come se nei Vendicatori si pubblicasse un intero ciclo dedicato a Jarvis con ogni tanto qualche comparsata di Cap o di Iron man.
Ma questo non pesa, perché mentre l’intricata storia principale va avanti, le poche notizie che abbiamo sui giovani supereroi agli ordini di Fury si rivelano decisive.

Detto questo, oltre a consigliarvi quindi abbastanza esplicitamente di leggere o continuare a leggere i Secret Warriors, vorrei parlare di Hickman. O meglio, vorrei parlare di un’opera di Hickman.
No, non la morte ad opera sua della Torcia, frega nulla.

Giobatta is not amused

Giobatta is not amused

Voglio parlare di Shield, la miniserie di cui avevamo postato qualche tavola parecchio tempo fa, e che in Italia invece di uscire, non so, in un bel volume, verrà pubblicata in appendice ai Fantastici quattro, mensile che non leggo da secoli e che non ho intenzione di ricominciare a comprare, particolarmente dopo aver visto le prime immagini dei Fantastici spermatozoi.Spero di trovare un edicolante di larghe vedute che me la faccia sfogliare a sbafo, ma se non siete adepti di Giobatta come me fatemi sapere se aspettare una riproposizione o se vale davvero la pena spendere tutti quei soldi per leggere solo una ventina di pagine al mese.
Grazie.


Personaggi: Wolfgang von Strucker

marzo 31, 2010

C’è tutto: Costantino della Gherardesca, dISPENSER, e un personaggio di tale cattiveria e cinismo che qui da noi a Latveria sarebbe il benvenuto. Ah, il nostro fine dicitore di scheda, qualora la domanda vi assillasse, dopo questa prova è stato subito chiamato a fare l’arbitro in una serie di incontri di Sumo ripresi in modo bizzarro.

WOLFGANG VON STRUCKER


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Nato al termine del XIX secolo, Wolfgang Von Strucker, è uno dei più perfidi – o quantomeno uno dei più longevi – cattivi di tutto il mondo dei fumetti. Prussiano, di nobili natali, cresce all’ombra della guerra Franco Prussiana nella cittadina di Heidelberg. Arrognate, spietato ed estremamente coraggioso fin da piccolo, diventa un campione di Mensur. Il Mensur è una disciplina praticata in ristretti circoli, in cui i contendenti si fronteggiano armati di spade. Lo scopo non è tanto quello di sconfiggere l’avversario, quanto quello di dimostrare di non retrocedere mai di fronte al pericolo o alle ferite. Wolfgang, come si diceva, è un campione nato in questa pratica. La conseguenza è che il suo volto è profondamente deturpato da pesanti cicatrici. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale, dove comincia a sviluppare un profondo interesse per l’occulto. È anche per questa ragione che si avvicina al Nazismo. Passa la Seconda Guerra Mondiale in giro per il pianeta, continuamente alle prese con quello che diventerà la sua nemesi: il supersoldato e agente segreto americano Nick Fury. Verso la fine del conflitto, dopo aver tentato di conquistare qualsiasi territorio conquistabile, fugge in Giappone. Qui entra in contatto con l’organizzazione terroristica Hydra, di cui diviene in poco tempo l’indiscusso leader. Successivamente entra in contatto con una pacifica specie aliena dalla avanzatissima tecnologia, atterrata per un guasto alla loro nave spaziale nella città di Gruenstadt. Von Strucker non ci pensa un secondo: si fa amici gli alieni con il solo scopo di mettere le mani sulle loro invenzioni e, per cancellare ogni traccia di questo evento, uccide tutti gli abitanti della cittadina. Potente, immune all’invecchiamento e circondato dai peggiori criminali della Storia, si ritira presso la sua base privata, un’isola sperduta in mezzo all’oceano Pacifico. E trama nell’ombra.

BONUS: una sequenza tratta dal film Der Untertan in cui viene mostrata una sequenza di Mensur, uno sport bello e simpatico e che noi Latveriani vorremmo portare alle Olimpiadi.


Secret Warriors: se c’è di mezzo Nick, noi ci siamo.

marzo 11, 2010

Ve l’abbiamo già presentato anche nella galleria dei nostri personaggi. Oggi parliamo di Nick Fury. Una di quelle vecchie canaglie che ci stanno particolarmente a cuore. Sarà che è un vero e proprio duro, sarà la benda sull’occhio… Non lo so. Fatto sta che noi, al caro e vecchio Nicholas Joseph Fury, ci vogliamo tanto bene. Per cui è normale che gli ultimi straovolgimenti in casa Marvel ci abbiano lasciati un po’ sconvolti, un po’ F4. Facciamo mente locale: dopo essere stato rimosso dal comando dello S.H.I.E.L.D. (proprio a causa di un attacco a Latveria… che ti perdoniamo, Nick… ti perdoniamo) il nostro – a causa di alcuni squallidi giochi di potere – si è dovuto nascondere e agire nell’ombra. Durante Civil War ha inevitabilmente preso le parti di Cap. & Soci e ha contribuito alla causa mettendo a disposizione armi, case e quanto fosse in suo potere. È stato il primo ad accorgersi dell’invasione degli Skrull (gli eventi narrati in Secret Invasion) ed è ovviamente tra quelli scesi in campo durante la battaglia finale contro gli alieni. Anzi, è proprio qui che Nick ha presentato al mondo il suo nuovo commando: un manipolo di giovani agenti segreti dalle straordinarie abilità. Conclusa Secret Invasion – con la presa di potere di Osborn, lo smantellamento dello S.H.I.E.L.D. e la consegunte creazione della H.A.M.M.E.R. – Nick, ancora una volta, è obbligato a tornare ad agire nell’ombra. Ricercato, dannato, sempre più incazzato, Nick Fury deve ripartire da zero. Da Secret Warriors


Le avventure di Secret Warriors partono da qui. Partono presentandoci un Nick Fury che sembra uscito da Il Mucchio Selvaggio, da Gli Spietati. La sua fama lo precede, è un gigante che cammina tra noi poveri omarini, ma il mondo gli ha voltato le spalle. Rimasto solo, sfanculato da chiunque, agisce perché sa che qualcuno deve pur riportare le cose a un normale equilibrio. E se c’è una cosa che Nick Fury sa, è che non bisogna aspettare che le cose le faqccia qualcunaltro al posto tuo. Bisogna tornare a sporcarsi le mani. Non che per lui si a mai stato un problema, ci mancherebbe altro, ma qui sembra di essere tornati ai vecchi tempi. Questo primo volume di Secret Warriors parte alla stragrande: da una parte si strizza l’occhio al pubblico più giovane, con la presentazione e la caratterizzazione dei vari Guerrieri Segreti: i loro poteri, le loro debolezze, le varie dinamiche tra di loro… E giusto per non sbagliare gli si mette contro un gruppo di cattivi talmente cattivi e fighi che mi viene da battere lew mani dalla felicità. Dall’altra – per il pubblico più scaltro – si butta tantissima carne al fuoco nella trama generale – ormai veramente incasinatissima – dei rapporti tra le varie agenzie di intelligence esisitenti: La H.A.M.M.E.R., l’HYDRA, lo S.H.I.E.L.D., le più alte cariche del governo degl Stati Uniti… (feat. Obama)


Una particolare attenzione veiene riservata alla struttura temporale della narrazione, continuamente spezzata da flashback e flahfroward che, se è vero che inizialmente sono piuttosto difficile da seguire, funzionano a meraviglia della gestione dei numerosissimi colpi di scena. L’azione ovviamente è garantita,  c’è un gran rispolvero di cari e vecchi personaggioni (Von Strucker & Dum Dum su tutti) e Nick ha tante vecchie battute di quelle che ci gasano che non vi potete immaginare. Direi che per adesso ci siamo alla stragrande. Buoni i disegni del nostro  Caselli. Bendis, qui in coppia con Hickman, dopo questo primo volume saluta. un bene? Un  male? Lo scopriremo solo vivendo.