Ho visto le prime due puntate di Iron fist su Netflix…

aprile 3, 2017

ifDOVE

CAZZO

SONO

LE

BOTTE

???

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Sempre più pugni, sempre più acciaio

maggio 26, 2015

image_galleryTanti anni fa c’era una generazione che vide in salotti pomeridiani privi di genitori decine su decine di film di Van Damme, vecchie videocassette recuperate da fratelli maggiori di Bruce Lee e persino le mosse plastiche di Steven Seagal, per poi correre a iscriversi al primo corso di arti marziali che trovava, rinunciando al tirare calci a un pallone per tirarli ai propri amichetti. Anche io ero tra questi e diciamo che praticamente per tutta la preadolescenza ho abbandonato gli sport di squadra per gli sport di menare e nel mio paesello mi consideravo anche abbastanza tozzo, peccato poi che alla prima gara seria fatta in quel del capoluogo me ne sono tornato a casa con le ossa frullate da atleti seri e più grandi.

Non ho mai più indossato un kimono e ricordo a malapena come si faceva il saluto a inizio combattimento.

Altra grande passione di noi dodicenni/tredicenni di provincia ancora in piena infanzia erano il fantasy, i giochi di ruolo, i draghi e le magie. Passatempo meno pericoloso dei calci in faccia e degli sberloni sui tatami cittadini, ma comunque affrontato con non meno passione a partecipazione.

A differenza degli sport di menare questo un po’ è rimasto nella mia persona.

Che dire di un fumetto su un personaggio che amo alla follia capace di unire sempre meglio e in maniera impeccabile questi due mondi?

Se io fossi uno stadio, l’esordio della nuova serie di Iron Fist di Kaare Andrews verrebbe accolto da novanta minuti di sciarpata ininterrotta e cori a squarciagola.

Irrinunciabile!


Vorrei ricordare l’autunno 2013 come la stagione delle scimmie megagalattiche

novembre 11, 2013

gorillas

Non bastava il trailer del nuovo film di Capitan America a creare un hype mostruoso, così come non bastava neanche quello del ritorno di Singer a dirigere un film degli x-men che dovrebbe prendere le fila da una delle storie mutanti più belle della gestione Claremont, arriva infatti ad aumentare le aspettative di questo autunno un annuncio a dir poco pazzesco.

Partiamo da un presupposto. Quali sono le serie degli ultimi anni che più mi sono piaciute? Che più mi hanno appassionato facendomi attendere con ansia ogni nuova uscita?

Prima tra tutte la gestione Brubaker di Cap, che come abbiamo visto potrebbe (perché in questi casi i condizionali sono d’obbligo) incidere pesantemente sulla già citata nuova pellicola dedicata a Steve Rogers.

Poi il Devil di Waid, che a ogni uscita è sempre una più perfetta unione di azione, momenti scanzonati e trovate ad orologeria che tengono il lettore appeso al filo della narrazione col fiato sospeso praticamente ad ogni pagina.

Andando indietro di qualche anno c’è poi la serie dedicata a Iron Fist, di cui si queste pagine si è spesso parlato e non solo per la presenza del sempre mitico Fratello Cane n.1 (NUMERO UNOOOOOO!!! Giusto così per ricordarcelo).

Ora, qualche giorno fa, è stato annunciato che la Marvel ha in cantiere non una, non due, non tre, non quattro, ma bensì cinque serie che se ci penso la mia reazione è praticamente questa:

 

Perché le quattro serie tv saranno dedicate a:

1-      Devil (vedi sopra per commento, uno dei miei super preferiti che per ora appare solo in film che è vomito su pellicola di cui non voglio ricordare neanche un frame);

2-      Iron Fist (vedi sopra e le botte singori, le botte!!!);

3-      Luke Cage (che è oltremodo ganzo da sempre);

4-      Jessica Jones (che “Alias” anche se scritta da Bendis era una serie splendida);

5-      Una serie contenitore che unirà questi quattro sotto il nome di Defenders.

Il tutto dovrebbe arrivare nel 2015, e io ho già preparato una specie di calendario dell’avvento che qua non si vede l’ora di avere tutto sto ben di dio davanti agli occhi. Daje!!!


NUMERO UNOOOOOOO!

aprile 8, 2011

Ahimè con il sesto volume la panini ha finito di pubblicare in Italia le storie recenti legate al mondo di Iron fist, storie che se seguite queste pagine da qualche tempo ormai saprete mi garbano come poche altre nel panorama fumettistico moderno.

Ah che bei tempi, quando si scoprivano le avventure dei vecchi guerrieri Kung-fu di Kun lun, si assisteva a tornei di mazzate e a scontri con l’Hydra, a giappo-mostri cazzuti e alle impagabili battutacce delle armi immortali.

Il sesto volume è interamente dedicato a storie singole per ogni arma immortale, sapete questo cosa vuol dire?
UN’INTERA STORIA DI FRATELLO CANE N.1! TUTTA SUA!
Proprio così, e non importa se ce ne sono altre buone (come quella avventurosa del Principe degli orfani o quella tragicomica del cicciobomba che fa sumo), qua siamo davanti alla prima consacrazione di un personaggio che è impossibile non amare.

Se ci si aspetta un’avventura a base di sgozzamenti, massacri e battute di pessimo gusto si resta delusi però, perché quella di Fratello cane (numero unooooo!) è una storia tristissima di bimbi che predono i ceffoni, che portano le droghe perché sennò prendono i ceffoni, di delinquenti cinesi che danno i ceffoni ai bambini poveri durante la guerra dell’oppio e di altri modi per ceffonare i suddetti bimbi.
sganassoni di qua, cazzotti di la, si scopre così che Fratello cane (numero unooooooo!) quando si raggiunge il jackpot dei ceffoni ai bimbi malnutriti miseri e indifesi arriva incazzato come un opinionista di Libero che guarda Santoro e rende le mascate una a una a suon di spadate circondato dai suoi fidi cani randagi.
Un samurai che agisce un po’ quando trova il tempo, che fa scorrere fiumi di sangue e che si circonda di bestiacce pulciose, rognose e con la bava alla bocca.
E il tutto in una storia che nella sua eroica mestizia è veramente bella sia come racconto che come disegni.

Se non tirano su una miniserie qua è pazzia, è come avere Messi in squadra e tenerlo in panchina per far giocare le riserve della Caperanese.


Sarà pure mortale Iron fist, ma quando s’incazza è uno spettacolo

maggio 24, 2010

Ero assai timoroso di comprare e leggere il nuovo volume italico di Iron fist, personaggio che attira il mio affetto come pochi altri, come ben saprete se seguite da un po’ questo blog.
Questo a causa del cambio di team creativo, passato dagli ottimi Ed Brubaker, Matt Fraction e David Aja, autori su queste pagine di quella che per me è una delle migliori serie a fumetti pubblicate negli ultimi anni, alle manine pacioccose di Duane Swierczynski e Travel Foreman.

Le mie paure si sono però subito cancellate leggendo le prime pagine. Per quanto le tavole di Foreman non siano degne nemmeno di paragoni con l’immensità e la dinamica di Aja (per quanto non cagose), il tizio col nome strano alla sceneggiatura fa invece un ottimo lavoro.
Ne “Il mortale Iron fist” troviamo infatti un eroe che ha scoperto la scarsa longevità di tutti i suoi predecessori, deceduti tutti quando avevano la sua età. A fianco dei soliti partner, ossia un buzzurrissimo Luke Cage, una Misty Sempre più gnocca (in una tavola si candida con prepotenza al premio manza a fumetti 2010, disegno che vi viene riproposto qua di fianco) protettiva e importante nell’economia della serie, e una Colleen Wing un po’ sacrificata, il nostro Iron fist si trova così ad affrontare il nemico della sua stirpe di gran maestri nell’arte dello sganassone kung-fu, ossia un giappo-mostro che è molto ma molto più forte di lui.

Non solo il giappo-mostro è più forte dell’eroe dei ceffonazzi, ma lo surclassa anche quando si unisce ai suoi amici e dà dei seri problemi anche quando Iron fist si coalizza con le altre armi immortali, tra cui come sempre spicca il mio personaggio del cuore Fratello cane n.1, che in questo volume però fa solo una fugace apparizione.
Perdono lo scarso utilizzo di questo vero e proprio idolo del mio cuore per come viene presentato: “Fratello cane n.1: Selvaggio divertente”
La descrizione calza a pennello.

Non sto a raccontarvi tutta la storia, ma sappiate che quando Iron fist si ricorda di essere un gran ganzone e si incazza come una belva è un vero e proprio spettacolo.
Questo quarto volume di Iron fist non avrà le finezze narrative delle storie precedenti, anzi, il tizio col nome strano riesce ad essere incredibilmente semplice e ganassone, ma è incredibilmente divertente, e anche la storiella noir con protagonista il vecchio Iron fist Orson Randall è di altissimo livello e non solo per gli ottimi disegni di Giuseppe Camuncoli.
Se non avete seguito i volumi precedenti, sappiate che vi siete persi qualcosa di eccezionale ma che siete ancora in tempo per rimediare. Se invece l’avete fatto ma non sapete ancora se sborsare i vostri quattrini anche per questo quarto volume posso assicurarvi che non sono soldi buttati


L’irresistibile umorismo delle armi immortali

ottobre 7, 2009

Nel terzo volume di Iron fist c’è questa allegra scenetta, cliccate sull’immagine per ingrandirla…

Il mio idolissimo Fratello cane n.1 (NUMERO UNOOOOOO) allieta le armi immortali che si stanno cimentando nel torneo delle sette capitali del paradiso con questa felice storiella, e tutti se la ridono alla grandissima, nonostante siano giorni che si scassano di mazzate amputandosi brandelli di carne e massacrandosi senza farsi il benchè minimo scrupolo.

Non sapete di cosa diavolo sto parlando? Non state leggendo i volumi dedicati ad Iron fist che vengono pubblicati in Italia?
Mamma mia quanto state sbagliando!

Dopo la lettura del terzo volume ribadisco che è una delle migliori proposte fumettistiche attuali. Per quanto la conclusione del torneo sia un po’ affrettata, il livello è sempre altissimo, sia come storia, sia come disegni, e il cliffangherone che chiude il volume apre le porte a una marea di possibilità per le storie a venire.

Poi Fratello cane si ripresenterà sovente nella serie, quindi preparatevi ad altre matte risate dall’unico vero NUMERO UNO!

ps: scusate se l’immagine fa un po’ cagare ma di meglio non so fare. trovate però se non si legge bene il modo di gustarvi questa pagina ultra-spassosissima.


Di draghi, tornei, kung fu e altri calci volanti.

luglio 9, 2009

Io sono uno di quei ragazzini cresciuti a pane e Jean Claude Van Damme, vivevo in campagna, lontano dalle torri del castello del nostro signore Destino, e quando era bel tempo con gli amichetti passavamo tutto il giorno per prati e boschi a fare quelle attività costruttive tipo corcarci di mazzate con pugni, calci e bastoni per poi tornare a casa tumefatti e felici. Quando era brutto tempo si passavano le giornate a corcarci di mazzate a Street Fighter 2 o a guardare quei bei film di botte.

Questo è uno dei tantissimi motivi per cui ho sempre amato un personaggio come Pugno d’Acciaio, nonostante le sue sporadiche apparizioni nelle testate fumettistiche italiane. Quindi potete facilmente immaginare che parlerò di questo secondo volume delle avventure di “Iron Fist” (non solo l’attuale Danny Rand, ma anche coloro che in passato hanno portato il marchio di Shou Lao sulla panza) come di un capolavoro.

A voler andare a esaminare tutte le sottotrame imbastite dai sempre ottimi Ed Brubaker e Matt Fraction e disegnate divinamente da David Aja andrei troppo per le lunghe, quindi mi limiterò a parlarvi di sette parole: “Il torneo delle sette capitali del paradiso”.
Leggetele lentamente, ripetetele a occhi chiusi.
Pensate al paradiso, e riempitelo di tizi vestiti come dei perfetti idioti che si frantumano di sganassoni.
Non è bellissimo tutto ciò?

Per non parlare poi dei contendenti che oltre al sempre sciccoso Iron fist annoverano tra le loro fila il tenero cicciobomba guerriero sumo, ovviamente velocissimo e prodigo di randellate, o il già idolo delle masse Fratello Cane n.1, una specie di accattone che si porta dietro randagi pulciosi e orfani non meno antigienici utili in battaglia quanto una birra analcolica a un raduno di motociclisti.

Una lunga serie di personaggi e situazioni (da Luke Cage a suo agio tra le montagne dell’Himalaya quanto una zoccola tra i mormoni a Danny Rand che rivela come il chi di Shou lao bruci le droghe presenti nel suo corpo rendendo al sua vita peggiore nonostante i supercazzotti che può tirare) incastrati in un intreccio narrativo perfetto raccontato con disegni da urlo rendono questa serie una delle (poche) proposte da non perdere nell’attuale produzione di casa Marvel.
Ci sono le botte, ci sono un sacco di momenti ganassa, ci sono i vestiti sgargianti, c’è il misticismo del kung fu, ci sono le tope disegnate (per ora non hanno sfruttato a dovere il personaggio, ma Misty è la supergnocca più funky di sempre), c’è un protagonista che anche quando le busca sa essere sempre un ganzo, ci sono tutte quelle cose che spesso mancano al fumetto moderno, e non solo.