Sempre più pugni, sempre più acciaio

maggio 26, 2015

image_galleryTanti anni fa c’era una generazione che vide in salotti pomeridiani privi di genitori decine su decine di film di Van Damme, vecchie videocassette recuperate da fratelli maggiori di Bruce Lee e persino le mosse plastiche di Steven Seagal, per poi correre a iscriversi al primo corso di arti marziali che trovava, rinunciando al tirare calci a un pallone per tirarli ai propri amichetti. Anche io ero tra questi e diciamo che praticamente per tutta la preadolescenza ho abbandonato gli sport di squadra per gli sport di menare e nel mio paesello mi consideravo anche abbastanza tozzo, peccato poi che alla prima gara seria fatta in quel del capoluogo me ne sono tornato a casa con le ossa frullate da atleti seri e più grandi.

Non ho mai più indossato un kimono e ricordo a malapena come si faceva il saluto a inizio combattimento.

Altra grande passione di noi dodicenni/tredicenni di provincia ancora in piena infanzia erano il fantasy, i giochi di ruolo, i draghi e le magie. Passatempo meno pericoloso dei calci in faccia e degli sberloni sui tatami cittadini, ma comunque affrontato con non meno passione a partecipazione.

A differenza degli sport di menare questo un po’ è rimasto nella mia persona.

Che dire di un fumetto su un personaggio che amo alla follia capace di unire sempre meglio e in maniera impeccabile questi due mondi?

Se io fossi uno stadio, l’esordio della nuova serie di Iron Fist di Kaare Andrews verrebbe accolto da novanta minuti di sciarpata ininterrotta e cori a squarciagola.

Irrinunciabile!