Tutti i miei boh per Outcast

settembre 9, 2015

Outcast_edicola_001_cover_LOW-RGBQuando si inizia a leggere una nuova serie succede spesso che al primo numero si canti le lodi di un possibile capolavoro, ci si lasci prendere da quelle prime pagine sfogliate per raccontare tutta la meraviglia che ci si aspetta dalle future uscite. Nel futuro poi, che sia tanto immediato quando lontano, ci si può anche stufare di una storia, così come si può continuare ad adorarla.
Altre volte invece una serie può farci cagare fin dalla sua prima uscita.
Parlando dei lavori di Kirkman ad esempio continuo a leggere con piacere Walking dead, mentre Invincible mi ha trifolato i testicoli ormai diversi mesi or sono. E sono due serie che al loro esordio mi avevano fatto esultare come un esibizionista alla scoperta di chatroulette.
Parlando di Outcast invece… vi aspettate tutti che dica che è l’esempio di fumetto che fa cagare da subito, ma invece la mia opinione è che non ho un’opinione. E di numeri ne ho letti ben tre.
La nuova serie di Kirkman su satanassi e possessioni è di una lentezza quasi esasperante, ma dopo averne letto tre albi non ho ancora capito se mi fa schifo o se mi intriga. Diciamo che non conto i giorni che mancano all’uscita di un nuovo numero, ma non penso neanche di aver buttato nel cesso i soldi spesi per questi primi tre albi, dopo i quali non ho ancora ben afferrato dove si voglia andare a parare.
La storia parla di un tizio con una storia di possessioni e violenze alle spalle che vive il più isolato possibile dagli altri esseri umani in quei paesini un po’ sordidi del midwest. Arriva poi un prete che lo imbarca a partecipare a un esorcismo e da quel punto inizia una presa di coscienza sul fatto che il protagonista abbia qualche potere anti-satanasso. Una trama che non è una merda, me non è nemmeno qualcosa di entusiasmante.
La problematica che mi lascia parecchi dubbi è e resta la stessa: ma davvero me ne frega qualcosa di andare avanti nella lettura? Sinceramente smettessero di pubblicarlo domani non mi strapperei i capelli, ma probabilmente ho più curiosità di vedere se riuscirò a farmi un’opinione su questa serie che di sapere come evolverà la trama.
Ve lo consiglio? Boh.

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Forte Invincible! Forti i tizi della Salda press!

febbraio 25, 2014

Invincible_1_saldapress-672x1024Io ai tizi della Salda press li capisco e li approvo. Con i diritti di Walking Dead hanno avuto la mega botta di culo e ora giustamente pubblicano tutto il pubblicabile di Kirkman su cui riescono a mettere le mani, e non lo dico solo perché a me la roba di Kirkman piace.

Arriva così nelle edicole e nelle fumetterie la ristampa di “Invincible”, serie superoistica che narra le gesta di un ragazzetto liceale che scopre di avere dei gran bei poteri ereditati dal babbo, e che inizia ad usarli contro vari cattivoni affiancandosi ad altri supereroi.

Che detta così questa serie non sembra nulla di che, ma Kirkman i fumetti li sa scrivere e anche bene, e così come ha fatto con Walking Dead anche qua riesce nel compito di unire i suoi migliori talenti: una caratterizzazione splendida dei personaggi, trame ultracoinvolgenti e capacità di rielaborazione di tutto quello che gli è passato negli anni sottomano e che si rivela pertinente alla causa. Tutto ciò fa di “Invincible” una lettura da seguire più che assolutamente se si amano i supereroi e le belle storie, e con una proposta mensile come questa e a quel prezzo lasciarsela sfuggire sarebbe un po’ da pazzerelli.

 

Detto questo però, se comprate la versione “bonellide” da edicola di “Walking Dead” già sapete quanto riescono ad essere insulsi e irritanti gli editoriali scritti dai tizi della Salda press, una perfetta unione tra la supponenza (vedi l’attacco gratuito e non troppo velate al recchioniano “Orfani”), l’inutilità (davvero qualche lettore ha partecipato al crowdfounding per un disco di un tizio amico loro – credo- lanciato qualche mese fa?) e il fastidio più totale-globale di leggere quelle enormi puttanate scritte in terza persona. Ormai ammetto che leggo quelle righe solo per vedere quanto riescono a sbocchinarsi da soli e riderci sopra, perché alla fine chi se ne frega, il fumetto è una meraviglia.

Lo stesso vale per “Invincible”, dove a partire dal lancio pubblicitario si è puntato tutto sullo slogan e il concetto di “Tornerete ad amare i fumetti di supereroi” che è d’un fastidioso unico, come se tutti i lettori di fumetti ormai da anni odiassero le varie uscite marvel o dc e avessero bisogno di questo albo per tornare ad apprezzare Batman o Iron man, e parliamo del resto di un fumetto che ha iniziato la sua vita editoriale nel 2002, quindi più di dieci anni fa. Adesso ci troviamo invece in un periodo in cui i tizi in calzamaglia sono quelli che portano il maggior numero di gente al cinema, quindi non sarà certo un’uscita a fumetti come questa a far avvicinare nuova gente al mondo dei nostri eroi con le mutande sopra le braghe.

Peccato che i tizi della Salda Press facciano di tutto per rendersi insopportabili con questi proclami, perché la loro offerta anche se praticamente monotematica è notevole, sia come interesse che come rapporto qualità/prezzo. Che siate infastiditi anche voi, o che ve ne freghi meno di uno a cui non frega un cazzo (che tanto gli editoriali li leggiamo solo noi disgraziati che teniamo due ore di treno al giorno da far passare per andare a lavorare), beh date una possibilità a “Invincible” che è un gran bel fumetto, anche per noi che i supereroi li abbiamo sempre amati e continueremo a farlo a prescindere.


Sarebbe troppo facile sparacchiare zombi… il videogioco di The Walking dead

ottobre 21, 2013

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Che The walking dead diventasse un fenomeno di massa non me lo aspettavo, ma sinceramente la cosa non può che farmi piacere, adorando da sempre gli allegri ammassi di carne putrefatta semoventi.

Il fumetto compie in questi giorni dieci anni di pubblicazione, e si merita ogni premio, lode, successo e danaro riscosso.

La serie tv arriva alla quarta stagione (che inizia con molti sbadigli) dopo una prima stagione tediosissima, una seconda tediosa ma un pochino meglio, e una terza che inizia che è una bombissima e poi diventa un meh unico nel finale.

Di fumetto e serie tv però potete leggere un po’ ovunque, io invece voglio parlarvi del videogame di The walking dead, e non quello pezzentissimo intitolato survival instinct, ma di quello meraviglioso targato Telltale games, dei ragazzi ex-lucas arts a cui volere un gran bene già per le avventure grafiche realizzate per Jurassic park e Ritorno al futuro.

 

L’immensa ganzitudine di questo “The walking dead” sta proprio nel suo essere un’avventura grafica con qualche sprazzo action messo li giusto per farti twdsegare qualche zombi, e nella splendida storia che mette davanti al giocatore, il quale viene posto ripetutamente di fronte a delle scelte difficili da cui deriva la sopravvivenza di chi gli sta attorno e che modificano non tanto la storia quanto come questa si svilupperà.

Si rinuncia quindi a quello che sarebbe stato il fin troppo semplice approccio alla Resident Evil infilando un tizio armato in mezzo a vari non morti da sparacchiare, per dare una bella storia da ascoltare e giocare più simile a un libro-game che a un action-game di nuova generazione, e il risultato è più che superlativo.

 

Difficile che da queste parti si parli di videogiochi, anche perché normalmente i videogiochi legati ai fumetti sono delle chiaviche terribili. E anche in questo caso mi sono posto qualche dubbio sullo scrivere queste righe per parlarvi del videogioco a episodi di “The walking dead”, perché con il fumetto (e con la serie tv) non centra una beneamata mazza, se non che ci sono dei sopravvissuti a un’epidemia, degli zombi, e una montagna di sfiga pazzesca che li perseguita a ogni passo. Ed è pure un gioco facile facile, ma che monopolizzerà le vostre ore videoludiche finché non arriverete al (favoloso e commovente) finale.