Personaggi: Alicia Masters

settembre 23, 2009

E via con il puntuale appuntamento del mercoledì. Latveria meets dISPENSER, (Radio rai 2. Lu – Ve. 23,00 – 00,00). Il nostro fine dicitore è quell’elegante del Costantino della Gherardesca che, dopo questa performance, pare sia stata chiamato al prossimo Festival di Mantova per leggere tutti, ma propri tutti, i libri che verranno presentati.

ALICIA MASTERS

Cliccare per ascoltare in streaming

I supereroi esistono principalmente per due ragioni. La prima: difendere il mondo dai terribili piani di morte e distruzione dei cattivi. La seconda: trarre in salvo belle ragazze bionde e indifese. Alicia Masters è forse il più classico esempio di fragile donzella in pericolo. Cresciuta insieme al patrigno Philipp Masters, fugge da lui quando scopre che quest’ultimo è in realtà il supercriminale meglio noto come il Burattinaio. AliciaMastersÈ sempre lui il responsabile del tragico incidente che cambia per sempre la vita di Alicia: a causa di un esplosione di materiale radioattivo, la giovane perde infatti la vista. Fortunatamente per lei però, la Natura – oltre ai capelli biondi e gli occhioni da cerbiatta – le ha donato un senso del tatto incredibilmente sviluppato e una memoria fotografica. Grazie a questa particolarità, la timida biondina diventa una scultrice di fama mondiale ambita dalle gallerie d’arte di tutto il mondo. I soggetti delle sue opere sono – inutile dirlo – i supereroi. Per lei è facile: le basta toccare il viso di qualcuno per averlo indelebilmente impresso nella mente. Non solo: sempre grazie a questo fugace contatto fisico, Alicia instaura un rapporto più profondo con il suo modello. Potremmo quasi dire che ne “vede” la personalità e ne “percepisce” l’anima. Sarà proprio questa sua seconda “vista” a farla innamorare dell’eroe dall’aspetto più spaventoso di tutti: Ben Grimm, ovvero La Cosa dei Fantastici 4. Il loro amore durerà fino a quando La Cosa non la abbandonerà per rimanere su un pianeta alieno nel disperato tentativo – ovviamente fallito – di riacquistare la sua forma umana. Una volta tornato sulla Terra, troverà Alicia in procinto di sposarsi con il suo compagno d’avventura, la Torcia Umana. Bionda, indifesa, buona ma anche un po’ stronza.


Il babbeo del giorno #3 – Gaard

luglio 18, 2009

 

gaardNome: Gaard (Vangaard)

Vero nome: Johnny Storm, ebbene si è il Johnny Storm di Terra-A, la dimensione parallela di Terra 616 .

Genesi e storia del personaggio: Se nasci Johnny Storm su Terra 616 sei un fighetto pieno di te, se lo nasci su terra-A sei uno sfigato colossale.

Lo Storm di Terra-A non prese parte a nessuna missione spaziale, non divenne uno spericolato stronzetto infiammabile, non ebbe nessuna spiderina da rimorchione. Venne  invece sbattuto a calci in Vietnam e quasi ci lasciò le penne. Lo scienziato Polemachus del pianeta Akron lo raccose e decise di usare il suo corpo in fin di vita per creare un supersoldato ottuso che combattesse per l’impero Akron (Fantastic Force 12). Lo dotò di un costume da deficente e lo lanciò allo sbaraglio. Hurrà.

Ora accade che Akron cerca di far scoppiare una guerra interdimensionale (Fantastic Four 162-163) che coinvolga Terra A e Terra 616, aprendo un varco dimensionale a guardia del quale viene messo appunto Gaard: una specie di giocatore di Hockey stellare, a guardia di una porta che è un buco dimensionale. Per chiudere il buco i fantastici Quattro inviano la Cosa a lanciarci dentro… Un dischetto! L’avreste mai detto?!

In sostanza La Cosa e Gaard per un intero numero si fronteggiano in un ridicolo scontro di hockey spaziale che si conclude con La Cosa che fa tunnel a Gaard, gli infila il dischetto, chiude il varco, lo piglia per il culo e Gaard si arrende perchè è stato sconfitto. Umiliato molla l’impero Akron, la guerra e tutto il cucuzzaro perchè ha un codice d’onore dello sport e finisce così la sua carriera di supercattivo… Bella cazzata eh?!

Ad aggravare il tutto c’è che la Cosa per pattinare nello spazio usa delle speciali pattine costruitegli da Reed Richards.

 

gaard2

Una guerra interdimensionale risolta con due ceffoni, due passaggi di hockey e delle pattine stellari.

True story.

Aspetto: Un giocatore da Hockey con la livrea del Mago Galbusera. Che poi uno pensa al Black Racer di Jack Kirby, che di base è un negro spaziale a bordo di un paio di sci e ridimensiona la bruttezza della faccenda… Però  ecco, a Kirby lo si perdona.

Superpoteri: Pattinare nelle galassie e ha una mazza da hockey spaziale. Per la cronaca è pure una pippa a giocare a Hockey visto che viene battuto da un ciccione su delle pattine e senza mazza.

La fine: Battuto da Ben Grimm decise di arrendersi e confinarsi nel grande spogliatoio della vita. Mai più riapparso.