Il Miracleman di Gaiman e Buckingham che spacca tuttissimo

gennaio 5, 2016

miracleman1Di Miracleman avevamo già parlato in occasione della ristampa delle storie de “Lo scrittore originale” (sta cosa continua a farmi ridere. Quanto son belli gli editoriali in cui viene costantemente chiamato con questo nome in grassetto? Chi sarà mai questo autore del mistero? Ahahahahha quanto sono stupido), e torniamo a parlarne per la strenna natalizia fattaci dalla Panini con la pubblicazione il 24 di dicembre del primo numero della nuova run dedicata all’iconico supereroe da Neil Gaiman disegnata da quel fenomeno di Mark Buckingham.

I tre libri dell’opera originale sono stati una delle letture più appassionanti e sconvolgenti capitatemi sotto mano negli ultimi anni, e le mie aspettative per il ritorno del personaggio non erano altissime (del resto sarebbe come se a un prete venisse proposto un seguito del vangelo) avendo assaporato un fumetto pazzesco sulla nascita di un dio nei mesi precedenti. E invece mi sbagliavo parecchio.

Gaiman l’ho sempre visto come uno che s’è trovato a scrivere fumetti per puro caso quando avrebbe voluto fare tutt’altro. Il ragazzo è in gambissima e l’ha dimostrato più volte, ma in molte sue opere ci ho sempre percepito un sottofondo da “beh dai, scriviamo sta roba figa ma paracula per pagare le bollette e poi torniamo a fare quello che ci piace, ossia il romanziere” che in alcuni punti delle sue opere, particolarmente in quelle minori, mi ha infastidito. Eppure in queste prime pagine del suo miracleman mi ha letteralmente stregato.

Rimettere subito sul piedistallo Miracleman sarebbe stato complicato e probabilmente sciocco. Ci troviamo quindi a leggere di un mondo dove è sorta una divinità che abbiamo imparato a conoscere in tutte le meravigliose storie precedenti, ma che è ancora abitato dai mortali, persone con problemi a volte stupidi e a volte immensi e che per questi problemi pregano, e lo fanno verso un dio per una volta raggiungibile (anche se non proprio facilmente).

Miracleman_by_Gaiman_and_Buckingham_1_Preview_3-600x923Assistiamo quindi a questo primo viaggio/incontro/scontro tra l’uomo e la divinità, un essere onnipotente la cui volontà può risultare incomprensibile a un comune essere umano.

Così come “lo scrittore originale” riusciva a concretizzare in poche pagine contenuti che avrebbero avuto bisogno di intere biblioteche nelle sue storie di Miracleman, così sembra riuscire a fare Gaiman in questo primo albo, e l’entusiasmo si impenna. Poi magari arriveranno tutte le supercazzole oniriche tipiche dell’autore inglese, ma per ora va alla grande così.

Perdersi questo fumetto, anche considerando che costa quanto una birra piccola, sarebbe veramente peccato mortale.


Del ritorno di Miracle Man, l’ennesimo capolavoro anni 80 dello Scrittore Originale

aprile 4, 2014

Miracleman_Vol_1_1Leggo in giro di “bieca operazione commerciale” e rispondo “ma chi cazzo se ne fotte?”. Io della ristampa di Miracle Man sono contento come un frugoletto a natale. E non solo della ristampa delle storie degli anni ’80, ma anche di quelle degli anni ’50 di Anglo.

Fin troppo spesso dimentichiamo che leggiamo fumettini d’intrattenimento, e questo sono quelle storie. E quell’intrattenimento era sincero, innocente e avventuroso, senza ulteriori scopi.

Quindi se vi perdete la ristampa di queste storie iniziata in questi giorni siete dei pazzi, e idem se vi lamentate che torni in edicola e fumetteria (a un prezzo più che equo) una simile meraviglia altrimenti totalmente introvabile.

A farla da padrone però sono le storie degli anni ottanta, quelle scritte dallo Scrittore Originale, di cui ho letto i primi due episodi stamattina e di cui non ho la più pallida idea di come andranno avanti, ma già queste poche pagine mi hanno catturato completamente. Del resto quando lo Scrittore Originale scriveva così era praticamente impossibile non restare a bocca aperta. Per quanto recenti dichiarazioni di questo Scrittore Originale siano alquanto disdicevoli nei confronti dei nostri amati supereroi, quando costui si cimentava con gli uomini in costume riusciva a creare un mondo magico ed entusiasmante, senza bisogno di tante pippe da stregone. Leggere questo primo albo di “Miracle man” è come riguardare i primi gol di Ronaldo quando giocava nel Psv. Magari acerbo, ma già un fenomeno (spiegone: paragone molto ricercato).

Signori, son soldi ben spesi. Spendeteli. Che di storie così se ne trovano poche in giro.

(Sta cosa dello Scrittore Originale di cui si favorisce immagine mi ha fatto veramente riderone).

ax2g