Dark Reign: Elektra

gennaio 28, 2010

Io non sto seguendo proprio benissimo tutto quello che accade nelle testate regolari Marvel in questo post Secret Invasion. Ho preso giusto il numero 0 di Dark Reign tanto per farmi un’idea e per il resto avanzo in ordine sparso. Eccezione fatta per i Fantastici Quattro di Millar & Hitch (soprattuto per la saga dedicata al Maestro del nostro regante Victor.., che comunque vi consiglio e su cui prima o poi spenderemo due parole) il resto – pur non avendolo letto – mi sembra piuttosto una cazzata e leggerissimamente difficile da seguire. Voglio dire: in edicola e nella mia libreria specializzata (dove uno dei commessi ho scoperto che ha come suoneria del cellullare la sigla di The Big Bang Theory) mi sembra di aver visto almeno 4 quattro 4 Dark Reign n°0. Tutti con copertine differenti e coloratissime e bellissime, ma ormai ho praticamente l’età di Jesus… e non è che posso fami coglionare ancora da effetti speciali poco speciali come questi. Il meglio di Dark Reign – se chiedete a me – lo si sta leggendo sui numerio autoconclusivi, giustamente e coerentemente dedicati agli eroi più ambigui e oscuri della Marvelsfera. Vi avevamo già resi partecipi del nostro entusiasmo nei confronti della mini dedicata al Punitore. Oggi è la volta di Dark Reign: Elektra.

Tutta quella pantomima dell’invasione Skrull ruota attorno alla killer greca e giustamente si è deciso di andare un po’ più a fondo nella sua storia, per capire esattamente cosa sia accaduto (anche perché, diciamocelo, in Secret Invasion c’erano talmente buchi di sceneggiatura e cose irrisolte che manco nell’ultima serie di Lost). Andiamo con ordine e tentiamo di mettere insieme i pezzi. Gli umani hanno appreso dei piani degli invasori proprio grazie alla morte in battaglia della versione Skrull di Elektra. Ora che l’invasione è stata fermata, e che Norman Osborn ha preso il potere e fondato il suo H.AM.M.E.R., la vera Elektra Natchios è rispuntata fuori e non in splendida forma. Tratta in salvo da Iron Man, Elektra si trova in cura in un ospedale. Qui sono in tanti a voler mettere le mani sul suo corpo – e soprattutto sulla sua mente – per dare risposta a una serie di domande non da poco: come ha fatto la nostra a tornare in vita? Quando esattamente Elektra è stata rapita e sostituita dagli Skrull? Da una parte quindi il perfido Osborn e la sua balotta, dall’altra le vittime di un attacco a un elivelivolo S.H.I.E.L.D. da parte dell’assassina di rosso vestito. Il dubbio però è: Quando Elektra ha fatto fuori più di 100 soldati S.H.I.E.L.D. era in sé o era già stata sostituita dagli Skrull? A questo si aggiunge il nuovo Occhio di Falco (il caro e vecchio Bullseye, con cui la nostra ha un bel debito di sangue sul groppone) e Wolverine, anche lui incapace di dire se ha passato del tempo con la vera Elektra o con la sua sostituta aliena. Insomma un gran casino.

Il punto più interessante del volume è ovviamente lo scontro diretto tra Elektra e Bullseye/Occhio di Falco, che a dire il vero si risolve in fretta e furia, ma che comunque – scusate lo scontato gioco di parole – ha qualche freccia al proprio arco. Non vi svelo nulla, ma vi posso dire che il tutto gioca anche su qualche interessante rimando visivo alle famose e vecchie tavole firmata da Miller all’epoca del loro famoso e mortale scontro. Tolto questo episodio, la matita di Clay Mann fa il suo sporco lavoro, ma non regala nessuna emzione particolare. Fa meglio la penna di Zeb Wells che riesce a districare l’intricata materia di cui è fatta la recente storia Marvel e che riesce contemporaneamente a spiegare quasi tutto, ma al tempo stesso far aleggiare quel velo di confusione e dannazione che pesa sulla testa di Elektra. Insomma: niente male. Ah, Norman Osborn comincia ad essere simpaticissimo: tortura, insulta e si comporta come un bullo di periferia pieno di soldi.


…E poi l’aereo cade e ci sono Hulk e Wolvie sull’isola che… no aspettate un attimo

ottobre 22, 2009

386px-Ultimate_Wolverine_vs__Hulk_1Dopo la sua agognata conclusione negli Usa (ci hanno messo quattro anni a finire questa mini), arriva anche in Italia in un unico volume Ultimate Wolverine vs Hulk, scritta dallo sceneggiatore di Lost Damon Lindelof e disegnata da Leinil Francis Yu.
Ok, l’universo Ultimate fa cagare, particolarmente adesso, e particolarmente Ultimate Wolverine con le sue forzature da “figo prezzemolino” del mondo Marvel, ma devo ammettere che questa serie non è niente male.

Il primo motivo per cui è apprezzabile è che non centra una mazza col resto delle robe Ultimate. La serie potrebbe essere ambientata, pur nel rispetto dei suoi protagonisti, anche a casa mia.

Il secondo motivo è che a differenza di altri autori prestati al fumetto supereroistico da altri format (e non mi espongo, almeno in questa sede, su quali siano perché sarebbe un discorso molto lungo e polemico), Lindelof dimostra di saper scrivere un fumetto.
Il ragazzo sa anche essere piacevolmente autoironico:
linde

Il terzo motivo è che si tratta di una storia divertente, dal ritmo frenetico, precisa nella narrazione e che permette di passare un’ora e mezza di buona lettura pur non essendo davanti a un capolavoro. Se non avete nulla da sfogliare sul treno o sull’autobus fermatevi in edicola che vale i suoi cinque euro e cinquanta.

Il quarto motivo è che quando Hulk e Wolvie si prendono a sganassoni c’è sempre del bello in un fumetto.

Il quinto motivo è che c’è una tavola in cui Jennifer Walters (la ultimate Jennifer Walters, non la She-hulk a cui siamo abituati. Qua She-hulk ha un’altra identità che ci viene svelata proprio in questa storia) fa ascoltare a un Hulk-criceto i Dead Kennedys:
dkhulk