Il supereroe del 2015? Deve essere classy! Lo speciale all’interno

novembre 9, 2015

Di cambi di look bizzarri, o semplicemente orrendi, ce ne sono stati veramente tanti, o meglio dire troppi, dagli anni novanta a oggi. Altre volte i cambi di look sono stati più che necessari, basti pensare al primo vestitino improponibile della Vedova nera.

Normalmente non sono uno che si strappa i capelli per “oddio questi pezzi di culo come l’hanno ridotto al mio supereroe preferito”, pur ammettendo che se vedo l’uomo ragno con le ghette mi viene da ridere e pensare che cazzo gli passa per la testa, però devo ammettere che non mi è chiara del tutto la gag del vestitino “devil azzimato”, ossia questo:

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Sono il primo a essere cosciente e felicissimo di quella meravigliosa area di spensieratezza che vive nel Devil di Waid anche nei suoi momenti più tragici e disperati. Praticamente è una delle pochissime cose che negli ultimi anni sto seguendo senza perdere un’uscita ed è quella che leggo con maggior voracità, però questo momentone comico non è che mi abbia convinto del tutto. Un sorriso ammetto che me l’ha pure strappato, ma non ho ancora ben chiaro se nell’economia della storia il Devil grande elegantone mi abbia colpito positivamente o negativamente, o se sia da considerare come uno sfizio che Waid voleva togliersi prima dell’ennesimo “tutto nuovo niente come prima!”. I miei dubbi nascono dal fatto che per un secondo m’è sembrato di sfogliare uno di quei mesili da riccastri scoreggioni su stile e abitudini con cui scialacquano i loro guadagni altri riccastri scoreggioni…


Quell’irresistibile profumo di marchetta che accompagna il fumetto di Agents of Shield

settembre 17, 2015

image_galleryAvete presente quegli albi per bambini con i vendicatori o l’uomo ragno che a volte vediamo spuntare in edicola, fumetteria o tra le uscite della settimana? Fumetti che hanno un intento splendido, ossia cavalcare l’onda di film e cartoni animati per portare fanciulli delle elementari verso la lettura di fumetti di un certo livello, ma che non ho mai avuto neanche la minima curiosità di leggere. Suppongo siano storielle insulse senza neanche un’ombra di pericolo o violenza accompagnate da giochini e pagine da colorare.

Il fumetto di Agents of Shield è praticamente la stessa cosa, ma con un target completamente diverso. Approfittando del (meritato) successo della serie tv attira il lettore che già segue su schermo le avventure di Coulson e della sua squadra, ma per ora dai primi due numeri letti, non racconta praticamente nulla di nuovo. Ci si trova infatti davanti a storielline autoconclusive lanciate su pagina con scarso entusiasmo in cui vediamo interagire gli agenti protagonisti della serie tv con vari supereroi in situazioni praticamente irripetibili in un episodio della serie televisiva. Come idea non sarebbe nemmeno da buttare, ma la messa in scena risulta totalmente insipida.

Eppure a scrivere queste storie c’è quel gran ganzo di Mark Waid, che si presta a questa marchetta però lasciando a casa praticamente tutto il suo impegno. La prima storia letta l’ho trovata così potenzialmente interessante ma incredibilmente confusionaria e sconclusionata, la seconda abbastanza insignificante e non solo per i sempre orribili disegni di Ramos.

La proposta perciò di questa serie risulta abbastanza trascurabile, ed è un peccato visto il potenziale dell’idea e i nomi coinvolti, sempre che non succeda come per la serie tv che se ben ricordate dopo le prime puntate alquanto inutili ebbe un’impennata pazzesca sul finire della prima stagione e che ancora adesso mantiene un ritmo e una qualità altissime. per ora sembra di avere tra le mani solo un fumettino per infanti scritto (i disegni di Pacheco del primo numero sono splendidi) senza voglia e senza entusiasmo.


Letture da ombrellone #1 – Il Devil di Waid potrebbe farmi perdonare alla Marvel tante tante cose brutte

settembre 25, 2012

Bentornati dalle vacanze. Avete letto bei fumetti quest’estate? O cagate pazzesche?
Per quanto mi riguarda entrambi, e qui dalla grigia latveria dove anche d’estate si gira col giubbotto e siamo sempre raffreddati e pieni di moccio proviamo a farci perdonare consigliandovi qualcosa di ganzo (che è talmente poco che non so quante uscite avrà questa rubrica di recupero).
In questi ultimi mesi ci si può lamentare parecchio di casa marvel, le voci che arrivano dall’america, tra (probabilmente) insulse baruffe tra supereroi e nuovi indesiderati punti di partenza, sono brutte brutte, ma nel frattempo si può leggere una serie che non mi galvanizzavo così per un fumetto dai tempi del primo Capitan america di Brubaker.
Sto ovviamente parlando del Devil di Mark Waid.

La nuova gestione del diavolo rosso è una B-O-M-B-I-S-S-I-M-A! Che vorrei scrivervi enorme sullo schermo del pc col pennarello indelebile quanto è bella così la piantate di cazzeggiare sull’internet e vi mettete a leggere e rileggere ogni singola tavola pubblicata.
Waid porta in Devil allegria, gusto, avventura, meraviglia e tutto ciò che si può chiedere a un fumetto. Nulla da dire sulla qualità delle recenti scurissime gestioni del personaggio tra omicidi e galere (anche se Shadowland non m’ha entusiasmato per niente), hanno i loro momenti. Ma leggere le storie di un Matt Murduck così in formissima è uno spasso.
Che tutto sia cambiato verso toni più legati all’intrattenimento del lettore che all’introspezione dell’eroe lo fanno capire da subito i bellissimi disegni di Paolo Rivera, ed è bastata la prima sequenza dell’intrusione di Devil a un matrimonio per farmi commuovere di pura gioia bella.
Se vi siete persi questa delizia recuperatevi i primi numeri usciti, fatevi questo piacere.

Nell’edizione italiana a Devil viene abbinato il nuovo Punitore di Rucka.
E io ci provo e ci riprovo, ma non riesco a capire se mi garba. Ogni volta che penso sia una buona proposta mi contraddico pensando che non succede quasi mai nulla, che il punitore non parla mai e che è troppo un poliziesco… e poi penso che è un buon poliziesco e che la storia è interessante… e che boh. Dovrebbe essere un fumetto su un tizio che spara ai delinquenti senza tante balle, mi riservo di vedere come va avanti, anche se una parte di me apprezza il tentativo di mostrare anche come il punitore arrivi a fare il mazzo ai delinquenti di turno.

Le nuove storie di Ghost rider invece fanno cagare tantissimo. Anche se ci han messo le tette.


Io volevo parlarvi del Capitan America di Mark Waid…

settembre 26, 2011

Io volevo parlarvi del Capitan America di Mark Waid. Ma tipo che son due mesi che provo a scrivere l’articolo e mi esce un pattume incredibile di farneticazioni.
Prendiamo la partenza dell’articolo. A furia di riscriverlo partendo dal film dedicato al capitano a stelle e strisce mi avvicino sempre di più al momento in cui lo daranno in prima tv su canale 5.
Perché il film di Capitan America è bello, e questo l’abbiam già detto. Ed è bello perché ci riporta a quel fumetto di sganassoni e intrecci narrativi che negli anni novanta usciva dalla penna di Mark Waid.
Poi avrei parlato di come non tutto il mondo Marvel degli anni novanta era da buttare, la rinascita degli eroi, il ragno rosso e simili sono una merda senza eguali, e questo è un dato di fatto, ma il Capitan America di Waid era una figata, e avrei scritto come la nostalgia degli anni novanta mi fa sentire vecchio lanciandomi in qualcosa di molto sconclusionato sulla figura tragica di Mauro Repetto e sulla sua parabola discendente.
Tutto per arrivare a consigliarvi l’acquisto di “Capitan America – Operazione rinascita”, saga meravigliosa da poco ripubliccata in volumone, e ancora di più il ritorno di Waid attuale alle storie di Steve Rogers con quella specie di splendido What if che è “Capitan America – Man out of time” che sta venendo pubblicato su “I Vendicatori la leggenda” da tre mesi e che vede in maniera anche abbastanza gonza Capitan America svegliarsi nel mondo di oggi.

Volevo fare questo, scrivere questo articolo e dilungarmi su tutte queste cose. Ma mi usciva sempre qualcosa di cagosissimo e quindi vi parlo dei nuovi Thunderbolts.

I Thunderbolts dell’era “Heroic age” sono guidati da Luke Cage, uno dei miei tamarri preferiti, e hanno tra le loro fila membri del calibro del Fenomeno e Crossbones, quindi sono ancora più tamarri. Ma più che altro danno spazio a un grandissimo dell’universo Marvel, ossia l’Uomo Cosa, la versione tarocca di Swamp thing.
Il fantastico paludone (non scrivo paludoso perché mi viene troppo da pensare al personaggio di Simon the sorcerer e rido nerdicamente da solo come un idiota per un’ilarità di cui io stesso mi vergogno) ricopre in questa serie il bellissimo ruolo di veicolo a sbafo per la squadra grazie alla sua abilità di teletrasporto. E basta.

Non solo le storie sono allo stesso livello di tutte le avventure recenti dei Thunderbolts, non solo c’è l’uomo cosa, ma c’è anche, nel volume appena pubblicato in Italia, una bellissima storia sulle origini del Fantasma il cui significato è “non fate mai, e quando dico mai intendo mai, incazzare un nerd con della figa!”.

Quindi se non sapete cosa leggere ultimamente non limitatevi ai classiconi di Mark Waid, o al suo bellissimo ritorno alle storie di Capitan America, ma gustatevi anche questi Thunderbolts. E se non vi basta il fatto che io volevo parlarvi di una saga storica e son finito a parlarvi dell’Uomo cosa usato come mezzo di trasporto non saprei che altro aggiungervi.