Il mio pad è sazio a suon di batarang # 2 (e di loal)

maggio 12, 2014

batmanaccoverScusate l’assenza, ma è un periodaccio per lavorare a Latveria, e finchè ce n’è bisogna dedicargli fin troppo tempo.

Ciò non toglie che un po’ di tempo da dedicare a fumetti e altre distrazioni si trova, e su queste pagine si ritorna a parlare di videogiochi con protagonisti i nostri eroi in costume. Il primo articolo sull’argomento su questo blog è datato 2010, ed era un elogio gasatissimo dopo aver finito “Batman Arkham asylum”. In questi giorni sto giocando al suo seguito, “Batman Arkham city” e anche se non l’ho ancora completato posso già parlarvene.

O meglio, del gioco c’è poco da dire, è praticamente uguale al precedente con un po’ di free roaming in più che non guasta, quindi rileggetevi pure la vecchia recensione che scriverei le medesime cose paro paro.

Il fatto è che c’è un momento del gioco che mi ha fatto veramente riderone.

In pratica ci si trova a guidare Batman nel museo di Gotham alla caccia del Pinguino, reo di aver rapito Mr.Freeze e di avergli fregato qualche arma congelante. Ci si trova in questa stanzona piena di ghiaccio e si devono liberare degli sbirri ibernati.

La cosa superlol è che se si rompe il ghiaccio e si finisce in acqua si finisce tra le fauci di UN GIGANTESCO SQUALO! Una presenza che è sempre da mettere in conto nella stanza allagata e congelata di un museo cittadino.

Io l’ho preso come un favoloso omaggio al batman del telefilm con Adam West (tanto che conclusa la parte di missione in suddetto ambiente si prende lo squalo a sonori cazzottoni nel muso) ma il suo non-sense dopo un attimo di smarrimento iniziale ha provocato alla mia mente semplice sonore risatone.

batmansqualo


Police and super-thieves in the streets (Oh yeeeeeah!)

novembre 24, 2009

Zack era un supercriminale noto come Zack Sterminio. Dopo la morte del fratello Xander, suo compare di bisbocce e devianza, e una grave ferita viene catturato, diventa un pentito e viene inserito nel programma di protezione testimoni.
Solo che a fare la vita d’ufficio Zack non è che se la passi benissimo. Il mestiere dell’archivista che timbra il cartellino e va a casa stanco morto a fine giornata gli sta stretto anche se è più che consapevole che questa copertura gli sta salvando la pellaccia, quindi inizia a drogarsi come un punkabbestia e… che ve lo devo raccontare tutto questo primo volume di “Incognito” appena pubblicato? Non vi basta questo a capire che l’ennesima serie a firma Ed Brubaker è l’ennesima figata?

Renee è una sbirra bella tosta, così come tutti i suoi compagni di dipartimento, costretti a svolgere il loro lavoro nell’oscurità di un’ombra più che ingombrante, non è facile essere in polizia a Ghotam city. Eppure la squadra costruita da Jim Gordon ci prova in tutte le maniere a fare il suo lavoro, ad essere decisiva, e non è detto che nella loro semplciità non ci riescano. Eroi più umani dell’eroe umano che però ha una barcata di soldi e un addestramento pazzesco.
“Ghotam Central – Servire e proteggere” è uscito in volume in bel po’ di tempo fa, ma uno non può comprare tutto, quindi fate come me e colmate la lacuna.

Ed è uno sceneggiatore, che ha vinto un bel po’ di premi, ha una marea di lettori appassionati, ha messo Devil in galera, ha fatto schiattare Capitan America imbastendo una trama perfetta per anni, tanto che la Civil war non è stata così determinante nell’amara conclusione della vita di Steve Rogers.
Brubaker è, almeno per quanto mi riguarda, il miglior sceneggiatore di fumetto seriale degli ultimi anni, e infatti è l’unico che mi fa aspettare con ansia di sapere come le storie andranno avanti, che mi fa attendere in trepidante attesa di scoprire, ad esempio, cosa succederà ad Iron fist.

Questi due volumi sono due perfetti esempi della sua bravura, capaci di coniugare i due generi in cui questo autore spicca rispetto ai colleghi: trame supereroistiche fitte di colpi di scena e il noir più antico capace però di creare atmosfere uniche.
I nomi stessi dei personaggi di “Incognito” hanno un sapore di tempi andati, di età dell’innocenza del fumetto, non solo i fratelli Sterminio, ma anche Morte nera o Ava Distruzione. Una storia complessa e ben articolata nel suo ritmo frenetico che cattura dalla prima all’ultima pagina.

Anche “Gotham central – Servire e proteggere ” come ritmo non scherza, scritta a quattro mani con un ottimo Greg Rucka, la serie si stabilisce su binari più canonici e seguendo il registro proprio del poliziesco classico. Nonostante le sue sporadiche apparizioni la presenza di Batman si avverte per buona parte delle storie, in cui però agisce solo da comprimario, pur rivelandosi sempre un perfetto deus ex machina narrativo. Molto più presenti invece i supercattivi più carismatici di Gotham, del resto molto del fascino di questa serie sta proprio nella sua capacità di mostrare come l’uomo comune mosso da ideali di giustizia si possa scontrare con gente come Mr.Freeze, il Joker, Due facce o Firebug.

Due meraviglie fumettistiche moderne quindi, fatele vostre.