Nell’attesa della meraviglia

dicembre 16, 2010

Sapete cosa vuol dire avere un libro che si vuole leggere con un’ansia pazzesca sul comodino e non poterlo fare? Per motivi che non starò a spiegarvi ho tenuto per quasi un mese la mia copia de “Il progetto marvels” senza poterlo leggere.
E vi assicuro che ne avevo una voglia pazzesca, per svariati motivi tra cui ne spiccano due: mi affascinano sempre le storie che riguardano la rilettura dei fumetti di un tempo fatta attraverso i meccanismi e gli stilemi attuali; dopo quella cagata di Reborn, nonostante l’ottima continuazione della serie di Capitan America avevo proprio bisogno di rivalutare definitivamente Ed Brubaker ai miei occhi di fanboy.

“Il progetto marvels” riesce in entrambe le cose, è un’opera completa, entusiasmante, energica. Mischia alla perfezione gli elementi hard-boyled tanti cari all’autore con i supereroi, così come era già successo nello splendido “Incognito” ma con molta più verve. I disegni di Steve Epting rendono il tutto ancora più preciso, gradevole e dinamico dando così vita a uno dei migliori fumetti degli ultimi tempi.

Sinceramente mi chiedevo, con tutte le rivisitazioni degli eroi classici che bisogno ci fosse di questa storie, e invece mi sono trovato davanti a un’opera scritta con mente ferma e il cuore a mille, non solo per quanto riguarda le ottime parti su Cap, Namor, Nick Fury, la Torcia e Toro (e se la continuity con la recente opera di Ross e Carey non c’è che importa quando ci si trova tra le mani qualcosa di così meraviglioso?) ma anche per il ripescaggio dell’Angelo, voce narrante del racconto o di John Steele, eroi persi nel tempo che qua trovano il loro posto senza bisogno di essere macchiette.

Fate vostro questo volume, è una meraviglia, e anche se dovrete attendere per leggerlo non fatevi scoraggiare, ne vale totalmente la pena, anche solo per poter riabbracciare Brubaker e pensare che Reborn sia sono un pessimo ricordo, un incidente di percorso più che trascurabile.


Personaggi: Namor

febbraio 3, 2010

So che voi italiani c’avete tale Emanuele Filiberto che, in barba alle sue origini, andrà a fare “non – ho – capito – cosa” al Festivàl della canzone italiana. Ma è andata male a voi. Ci sono popoli che hanno dei regnanti molto più radical. Ma anche senza voler scomodare il nostro Victor… anche in fondo al mar le cose vanno decisamente meglio. Direttamente dalla rubrica dedicata ai personaggi della trasmissione dISPENSER di Radio Rai Due, l’ennesima scheda letta dal Costantino della Gherardesca. Il quale, stando agli intrigi di corte, è stato chiamato per fare la parte dello squalo in questo straordinario film.

NAMOR MCKENZIE

Clicca per auscultare la scheda.

Il personaggio di cui vi parliamo questa sera è decisamente importante. Non solo ha l’onore di essere uno dei primi supereroi mai creati – la sua prima apparzione risale infatti al lontano 1939, in un’epoca addirittura precedente alla nascita dell’universo Marvel – ma è anche un Reale. Parliamo di Namor il Sub-Mariner, principe di Atlantide, ovvero il Mundus Subterraneus. O per dirla in un linguaggio più comprensibile, il Regno del Mare. Namor è un mezzosangue: il suo nome completo è infatti Namor McKenzie. Questo perché è figlio di un uomo, il capitano della Marina Americana Leonard McKenzie, e della principessa Fen, figlia del vecchio imperatore Thakorr. I due si erano conosciuti durante un’operazione militare e – nonostante le comprensibili diffidenze razziali – si erano perdutamente innamorati. Il frutto del loro amore è un ibrido. Capace di respirare sott’acqua e di resistere a enormi pressioni subacque, Namor, ha l’aspetto di un essere umano, a differenza dei suoi simili che hanno la pelle di colore blu. Non solo: è anche in grado di volare ed è dotato di una forza sovraumana. Ma il suo aspetto più interessante non ha nulla a che vedere con le sue eccezionali doti fisiche: Namor è di rara arroganza e antipatia. Al pari del supercattivo Dottor Destino, si sente superiore a tutto ciò che lo circonda. Si reputa migliore degli umani – ignoranti che inquinano senza alcuna pietà gli Oceani – ma allo stesso tempo non si trova a suo agio nelle profondità degli Abissi. Come molti imperatori, Namor è condannato a sentirsi solo, abbandonato e incompreso da tutti. Nonostante tutto questo, e anche se – neanche troppo velatamente – disprezza la razza umana, lotta per la salvaguardia del nostro pianeta dai tempi della minaccia nazista. L’unica cosa in grado di placare il suo animo ribelle è l’amore – mai concretizzatosi – che lo lega a Sue Richards, moglie di Mr. Fantastic, il leader dei Fantastici Quattro. La donna, inspegabilmente, continua a preferire a un principe, un uomo brizzolato. In grado però di allungare ogni parte del suo esile corpo.

BONUS: Clamoroso! Incontro/Scontro tra il nostro Victor e Namor…


Consigli per gli aquisti: The Twelve

ottobre 14, 2009

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Immaginate New York nel 1939. Vi do anche un indirizzo preciso: il 330 di West 42nd Street, al McGraw-Hill Building. È qui che grazie all’estro di Martin Goodman, nacque la Timely Comics che, dopo aver cambiato il nome in Atlas Comics, diventerà la Marvel Comics. Ed è sempre qui che presero forma personaggi a noi cari come La Torcia Umana o Namor e più avanti Capitan America e ancora tutta una serie di nomi che è inutile che io stai qui ad elencare… Ma non è che tutto è andato subito per il verso giusto… Sempre in quel posto e in quel momento, sempre tra quelle mure, presero vita anche tanti altri personaggi che per un motivo o per l’altro non ci sono familiari come quelli appena citati. Qualche nome? Rockman, Il Testimone, Dynamic Man, Excello, L’Uomo che Ride… Vi dicono niente? Probabilmente no. Questo perché non hanno incontrato il favore del pubblico. Perché di fronte a un uomo che può andare a fuoco, uno senza alcun poter specifico con l’aggravante di essere conciato come un Errol Flynn degli strapoveri non ci fa una bella figura… Insomma, chi avremmo dovuto scegliere? E quindi, dopo qualche numero, dopo qualche inutile scorribanda sulle pagine di quei primi fumetti, la loro storia sembrava già conclusa. Per loro era già arrivato il tempo della pensione. Ma i veri eroi – lo spapete meglio di me – non smettono mai di lottare.

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Ed è proprio grazie a uno sceneggiatore “a rischio” come J.M. Straczynski (gli perdoneremo mai Soltanto Un Altro Giorno? Su ragazzi, la risposta è semplice… ripetiamola insieme: NO!) che questi eroi sono tornati a vivere. L’espediente narrativo alla base di The Twelve è dei più semplici. Mercoledì 25 aprile 1945 a Berlino, mentre Cap e altri mettevano la parola fine alla Seconda Guerra Mondiale, dodici uomini mascherati entravano nella base delle S.S. Quello che poteva essere il loro giorno di gloria, si trasforma nel loro ultimo giorno: vengono imprigionati e ibernati dai Nazi che li vogliono vivisezionare e studiare al fine di creare il vero superuomo. Fortunatamente le cose non sono andate per il verso giusto per i tedeschi e quella sporca dozzina è rimasta dimenticata in quel sonno criogenico fino ad oggi. Fino a quando per caso, una ruspa non sfonda un muro di un vecchio scantinato e… i Dodici, The Twelve, tornano in vita dopo più di 60 anni.

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E come si può trovare un eroe nato alla fine degli anni ’30 nel 2008? Beh, non è difficile da immaginare: un po’ spaesato. Le cose sono cambiate. Noi lo sappiamo bene: è anni che sbandieriamo ai nostri amici e parenti più stretti che ancora ci guardano con sospetto, che il fumetto supereroistico si è fratto più maturo. È ormai da una vita che quell’ingenuità iniziale è scomparsa per lasciare spazio a quelle zone grigie nelle quali i nostri beniamini si trovano spesso a dover affrontare problemi ben più gravi della “cara e vecchia” rapina a mano armata. Bisogna fare i conti con un mondo in cui i valori sono cambiati. Se prima bastava dire “patriottismo” per andare sul sicuro, oggi le cose semplicemente non stanno più così. E in più… 60 anni sono 60 anni. Se prima di essere surgelati avevate un pargolo di 8 anni, oggi quel pargolo è più vecchio di voi. Probabilmente la vostra mogliettina è finita sottoterra e se vi dicessero che nello studio ovale oggi è seduto un afroamericano… Beh, insomma, immagino di aver reso l’idea. The Twelve è un fumetto di una tristezza lancinante che continua ad alternare – in una serie di flashback (quasi) mai banali – un presente grigio e senza speranza ad un passato solare, in cui tutto sembrava possibile. Questi sessant’anni sono stati devastanti per tu03tti. L’unica soluzione è quella di non guardarsi né indietro né avanti, e continuare a fare quello che si sa fare meglio senza capirne bene il significato. Si va avanti a testa bassa senza farsi domande… Chiunque invece si fermi anche solo un secondo per ragionare e fare i conti con ciò che si era e ciò che si è poi diventati, è destinato a scoprire che la prima cosa ad andarsene con il tempo è l’innocenza… E, contro ogni aspettativa, Straczynski non si lascia prendere la mano da questi perdenti e, invece di farli diventare degli adorabili rincoglioniti (come va di moda ultimamente a Hollywood. pensate a The Wrestler, Anvil: The Story of Anvil, Best Worst Movie… siamo circondati da lovely losers…), ne fa un ritratto spietato e tutt’altro che conciliante. Ai disegni Chris Weston che riesce, col suo tratto volutamente anacronistico, a rendere al meglio questo senso di nostalgia. Insomma: acquisto consigliatissimo.


Dove ti ha toccato Ramos?

settembre 13, 2009

A volte capita che anche i super eroi debbano fare attenzione quando vanno in giro da soli in posti mal frequentati. Potrebbe capitare che un disegnatore perverso e poco talentuoso ti agguanti alle spalle e che con un panno imbevuto di cloroformio ti faccia perdere i sensi per approfittare di voi nelle maniere più assurde con le sue matite, e il tutto reiteratamente dal numero 207 al numero 213.
Ecco cosa è successo a Logan quando in una notte che non dimenticherà mai , invece di prendere un taxi, per tornare a casa decise di fare due passi all’aria aperta:

Never Again

Never Again

Ma sentiamo la sua viva testimonianza:
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E quella degli amici (clicca per ingrandire):
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Quando perde le staffe:
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Lottiamo assieme affinchè quello che è successo a Wolverine non capiti di nuovo… cosa? Madureira  e Thor?!