Serie che vieni, Serie che vai #3 – Storie bellissime di mostri maleodoranti: la ristampa di “Swamp thing”

febbraio 1, 2012

Prima di tornare a parlare di serie che finiscono o di nuove proposte mi fermo un attimo a segnalare la ristampa dell’anno, o meglio dell’anno scorso.
Negli ultimi tempi sia la Panini (con molta parsimonia) che la Planeta de Agostini (a volte esagerando) hanno ristampato diverse storie vecchie quando non antiche. Tra queste non poteva certamente mancare, e sinceramente l’aspettavo da parecchio, un’edizione di gran lusso dello “Swamp thing” di Alan Moore.
Lo aspettavo perché non l’avevo mai letto e finalmente ho messo mano a questa serie storica.

Come già mi è capitato di dire su queste pagine dell’internet ho un debole per i mostroni paludosi dalla scarsa igiene personale ma dalle belle storie, e la cosa della palude sceneggiata dal maestro inglese è sicuramente l’esempio più noto e importante di questa tipologia di personaggi.

Il primo volumone ha un rapporto qualità/quantità/prezzo impeccabile. E il contenuto, anche se penso non ci sia bisogno di dirlo, è di livello stratosferico.
Ripercorrendo non solo le origini, ma l’essenza stessa di Swamp thing, Moore propone storie dal tratto fantastico e orrorifico che non rinunciano a una mai noiosa o banale passeggiata nell’introspezione, schernendo gli eroi, esaltando i tratti umani del mostro, parlando di amore, morte, dannazione, redenzione, ansia e quant’altro. Risulta difficile parlare di Swamp thing perché in Swamp thing c’è praticamente tutto ciò che può rendere immensamente grande un fumetto. In queste pagine tutto è perfetto.
Per quanto sia un balenottero questo primo volume si legge d’un fiato, ed è un obbligo, se come me eravate a digiuno di questa serie, farlo vostro, sperando che con il passaggio da Planeta de Agostini a Lion la pubblicazione dei restanti due volumi non venga interrotta. Sarebbe davvero imperdonabile.

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I maschi che negano di aver subito pensato a robe porno mentono!

aprile 19, 2010

Diciamocelo, quando si racconta la trama di “Y: the last man” se l’interlocutore è di sesso maschile (ma non è per forza una regola, sennò poi mi si dà nuovamente del nerd misogino) si legge negli occhi di quest’ultimo, se non viene espresso in maniera proprio esplicita, che costui sta già pensando a robe pornografiche.

Ma del resto devo ammettere che quando lessi per la prima volta la trama di questa bellissima serie scritta da Brian Vaughan e disegnata da Pia Guerra il mio pensiero è andato subito a un gigantesco harem su scala mondiale.
Questo perché “Y: The last man” racconta la storia di Yorick Brown, ultimo uomo rimasto su una terra abitata esclusivamente da donne dopo che un’epidemia ha ucciso il resto dei terrestri (animali compresi) di sesso maschile.
In tutto questo non succede niente di porno, anzi. Del resto il mondo dei film zozzi occidentali non si è mai dedicato, a differenza degli asiatici, alle gang bang al contrario (un uomo, tantissime donne, a cosa pensavate, maiale capovolte?), preferendogli sempre, e non mi è mai stato chiaro il perche, una donna con giungle di cazzi. Ma sto divagando, torno a Yorick che dopo l’ecatombe di uomini con l’aiuto dell’agente 355 cerca di scoprire cosa diavolo è successo sperando di raggiungere la sua fidanzata in Australia, mentre le donne rimaste si dividono tra quelle che piangono per la scomparsa di noi maschietti e quelle che invece sono ben felici della cosa e diventano violente estremiste.

La serie non solo è scorrevole e piena di ottime idee che la rendono sempre interessante, rapida, e dall’alto tasso di tensione, è anche disegnata benissimo e parecchio divertente, e viene ora riproposta dalla Planeta de Agostini in albi da edicola dal buon costo (come “Preacher”, “Sandman” ed “Hellblazer”), confermando come la casa editrice spagnola stia lavorando più che bene dal punto di vista delle ristampe, tra cui per me spicca quella dei volumi da libreria di “The invisibles”, fumetto di cui non vi parlo perché non sono in grado.

Se vi eravate persi ai tempi i volumi Magic press questa collana è un acquisto obbligatorio, e intanto noi abbiamo un articolo con un paio di tag che ci porteranno tanti simpatici visitatori onanisti.