Letture di un futuro passato #7: Warlock contro il bruto

marzo 10, 2018

Warlock_Vol_1_6_02Approfitto dell’influenza per parlarvi di una delle mie storie a fumetti preferite, una di quelle che mi faranno amare per sempre la Marvel, particolarmente quella spaziale degli anni settanta: Warlock contro il bruto.

Il personaggio di Warlock nasce anni prima di avere una sua serie regolare sulle pagine dei fantastici quattro ad opera dei soliti Lee e Kirby, allora si chiamava Lui, era un essere artificiale costruito dagli scienziati dell’enclave e ha dato del filo da torcere a Thor prima di ritirarsi nelle profondità spaziali chiuso nel suo bozzolo.

Quando a Roy Thomas proposero nel 1972 di scrivere una nuova serie lui andò a ripescare il personaggio, lo fece ritrovare ancora chiuso nel suo bozzolo dall’Alto evoluzionario, il quale lo risveglia, gli dona una delle gemme dell’infinito, quella dell’anima, e lo ribattezza come Adam Warlock. L’alto evoluzionario aveva creato sull’orbita opposta del sole la contro-terra, una copia perfetta del nostro pianeta su cui però voleva eliminare quelle brutture che fanno danno sulla terra. Un intervento del perfido Uomo bestia però fa si che anche sulla contro terra emerga la malvagità, l’Alto evoluzionario quindi invia Warlock sulla contro-terra per riportare la nuova umanità da lui creata sulla retta via.

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Tutta la serie è pervasa da questa “leggerissima” componente messianica, Warlock viene esplicitamente presentato come un vero e proprio Cristo tanto che Thomas gli dà anche dei discepoli un po’ fricchettoni. Il male è invece sempre rappresentato dall’Uomo bestia e dai suoi sudditi, un personaggio che può apparire ingenuo al giorno d’oggi, ma a cui veniva data una caratterizzazione malvagia perfetta.

Il vero peccato è che questa saga dedicata a Warlock sulla contro-terra è stata chiusa fin troppo presto viste le scarse vendite, ma al suo interno abbiamo alcune storie splendide, su cui spicca quella di cui vi parlo oggi, visti anche i suoi coprotagonisti.

Nel 1973 gli stati uniti della terra sono ancora governati da un Nixon sempre più odiato e osteggiato dai suoi cittadini, mentre quelli della contro-terra hanno un nuovo presidente, Rex Carpenter, che mentre dichiara Warlock nemico della patria si sollazza a fare test nucleari dove non dovrebbe mettendo a rischio la vita di migliaia di cittadini. Ma l’intervento provvidenziale di Warlock salva la situazione. L’eroe però viene aiutato da un bizzarro scienziato dal cuore d’oro e dalla maschera di ferro: la controparte del nostro amato tiranno Victor von Doom che sulla contro-terra è sempre un geniale studioso sfregiato, però è buono.

Warlock_Vol_1_5_02Così come c’è una controparte del dottor Destino sulla contro-terra abbiamo anche un Reed Richards, e anche qua è partito per lo spazio con un razzo, dal quale però a seguito dell’esposizione ai raggi cosmici non è uscito come mr.fantastic ma con una Susan in coma irreversibile e con il dramma di trasformarsi nello stupidissimo ma fortissimo Bruto. Il Reed Richards bruto viene manipolato da una figura nel’ombra e mandato contro Warlock dando vita a uno degli scontri supereroistici più divertenti da leggere della marvel anni settanta, farcito di cospirazionismo e di scene d’azione indimenticabili rivela che la mente diabolica dietro a tutto questo casino altri non è che il presidente degli stati uniti stesso, Rex Carpenter, anche se posseduto dal sempre sul pezzo Uomo bestia.

Lo splendore di questa storia sta qui, nella sua capacità di avere tutta la leggerezza delle storie a fumetti dei tempi proponendo però anche uno spaccato della società americana verso la fine dell’era nixoniana, e se nel mondo reale le manifestazioni erano contro la guerra del Vietnam, nella storia sono a favore della riabilitazione pubblica di un eroe messia messo all’indice da un presidente traditore.

Così come la miglior fantascienza, che nelle storie di Warlock è una componente essenziale, la realtà e la critica sociale sono mascherate dietro lo specchio dell’occulto, nello scontro tra il supereroe e il Bruto sono raccontate attraverso il più classico dei confronti tra esseri dotati di poteri sovrannaturali.

The Power of Warlock 07 - 20

Leggendo queste storie, con nemesi come un lupo antropomorfo con una corazza spaziale, si può parlare di storielle ingenue per ragazzini, ma lo spessore dato al personaggio Dottor Destino e al suo sacrificio per il bene comune, o la disperazione di Reed Richards, che non solo vede la sua amata in coma, non solo si trasforma in un essere orrendo e distruttivo, ma si rende conto tornando umano del male provocato e della facilità con cui è stato manipolato, senza dimenticare tutti i dubbi e i pensieri di Warlock, divinità suo malgrado in un mondo che spesso non capisce, sono ancora oggi punti elevatissimi nell’arte dello scrivere bellissimi fumetti.


Il babbeo del giorno # 27 – Orco

settembre 17, 2015

Sento come un eco di qualche vecchio lettore che pensa “ebbasta co ste pizze de recensioni, che se me se apre ancora sto blog del cazzo che aggiornate quando ve pare e poi sparite di nuovo è solo per il babbeo del giorno!”, e quindi caro lettore immaginario, eccoci tornare a parlare di quei bei personaggi insignificanti che affollano il mondo dei fumetti.

ogrefactor31Nome: Orco

Vero nome: Ignoto, parliamo di un personaggio che non è nato l’altro ieri, ma che fa la sua prima apparizione in fumetti degli anni ’60, ma a nessuno è mai fregato qualcosa di sapere chi cazzo fosse sto tizio.

Genesi del personaggio: Come dicevo una riga fa, parliamo di un personaggio antichissimo, nato dalla penna di Roy Thomas sul finire degli anni sessanta sulle pagine degli x-men. Erano anni sgarzolini nel mondo dei fumetti, nei quali però si faceva un gran uso di raccontare le origini dei vari personaggi, spesso anche di quelli più ininfluenti. Per Orco non solo non venne dato un nome vero e proprio, ma nemmeno un’origine. Orco è questo, e qui, e non ve ne deve importare d’altro. Giusto così!

Aspetto: Orco è un panzone vestito di viola. Alla sua prima apparizione non possiamo ancora determinare la sua età, ma di certo non è un pischello, ed è dotato di quello sguardo da “voi non sapete chi sono io, ma io sono Orco, e sono antipatico come una merda nel letto! Ah!”.

Verso fine carriera invece appare come un vecchio vestito di viola, ma dal più bonario aspetto vagabondo/saggio/fricchettone.

In entrambe le sue forme non è però che abbia molto di orchesco. Un cattivo chiamato così me lo immagino tipo come una nemesi di Hulk, un energumeno mostruoso e puzzolente dalla forza fisica pazzesca, non certo come un panzone e/o anziano di viola vestito.*

Poteri: Orco, pur avendo un’origine sconosciuta, pur non avendo un nome, non è un mutante, né un alieno, è un semplice umano intelligentissimo (e direi che il suo look mostra tutto questo acume). A differenza però di tutti gli umani intelligentissimi dei fumetti, particolarmente quelli che si dilettano con le robe scientifiche, non ha utilizzato il suo sapere per avere dei poteri, e i suoi poteri non sono frutto di un esperimento sbagliato. I suoi poteri sono frutto di…. non ha alcun potere!

1729782-ogre2Orco è un umano, vestito malissimo, senza poteri, che però se la cava bene con le robe da cervellone e vende la sua abilità al miglior offerente.

Il suo esordio è in qualità di membro del gruppo criminale Fattore tre. Una cricca di mentecatti che voleva far scoppiare la terza guerra mondiale per poi governare un mondo deserto ridotto in cenere dalle testate atomiche.

Ora, io non ho mai capito bene questa cosa di molti supercattivi dei tempi di voler distruggere il mondo per poi fare gli scoreggioni su un cumulo di macerie tanto in voga in quegli anni, ossia, a parte l’incarnare il terrore da guerra fredda della megadevastazione nucleare, che cazzo di senso ha se non sei un perfetto idiota? Sarebbe come andare in un negozio di elettrodomestici, sfasciare la televisione più grande che hanno, e poi rubarla e portarsela a casa. Ti occupa mezzo salotto, hai rischiato di farti arrestare, e non serve a un cazzo.

Comunque questi tizi di Fattore tre si credono di superare indenni la terza guerra mondiale perché sono mutanti. Ma Orco non lo è. Quindi cazzo ci sta a fare con loro se in caso di successo lui morirebbe? Se si fosse posto questa domanda probabilmente non avrebbe trovato spazio in questa rubrica. E tanto poi si scoprì che in realtà Fattore tre era comandato da un alieno che voleva la distruzione totale globale per poi dare il via a un’invasione (di un pianeta in cenere, ma qua andremmo a ripeterci).

Fattore tre aveva assoldato Orco per le sue qualità da cervellone con il compito di rapire Xavier, che è un po’ come comprare Messi per farlo giocare a basket, ma del resto parliamo di tempi in cui la logica era molto relativa nel mondo dei supertizi. Ovviamente fallisce, scappa e sparisce dal mondo, dai fumetti e dalla memoria di chiunque abbia posato il suo sguardo sulla sua orribile figura.

ogreLa fine: Se mai qualcuno negli anni sessanta s’era affezionato ad Orco, deve aspettare trent’anni per rivederlo. Rispunta infatti dal nulla con il suo nuovo look in quelle storie orribili dei Thunderbolts a cavallo tra gli anni novanta e primi anni del duemila. Scopriamo infatti che dopo la fine di Fattore tre il nostro ha semplicemente continuato ad abitare la loro base segreta (che nel frattempo era stata occupata da altri supergruppi di cattivoni, i quali avevano tutti ignorato la presenza di Orco). Orco si unisce a quel gruppo di merda, senza intaccarne minimamente la scala di sfiga che già era alle stelle.

Dopo alcuni affanni (a farla breve, il cattivissimo Techno, per un po’ si sostituisce a Orco, ma poi schiatta e così gli altri Thunderbolts ritrovano il vero Orco surgelato e tutto torna come prima. In pratica Orco è una pippa anche quando impersonato da altra gente sulla carta più cazzuta) spunta fuori la storiaccia: i Fattore tre avevano tenuto ibernato un tizio potentissimo che a dispetto del nome non ha solo il potere della crema di ceci senziente: Humus sapien.

Oggi Humus sapien sarebbe tipo l’emblema dei supercattivi vegani, e probabilmente aprirebbe un blog che parla di cibo che puzza (e sa)di cartone bagnato, ma questo è invece un mutante cazzutissimo che può disintegrare ogni cosa non organica. Questo viene risvegliato, si incazza, e fa crepare uno sfacelo di gente. Dopo essersi reso conto che non deve andare a lavorare e che non era neanche lunedì capisce che è stato un pochetto una merda e decide di autoesiliarsi nello spazio perché quando gli rode il culo che lo svegliano è troppo pericoloso.

Il nostro amato Orco, probabilmente conquistato da tanta beltà d’animo (oppure no… del resto il suo vestitino non è proprio da emblema del supereroismo virile, ma ai tempi non si finiva ancora nella colonna di destra di repubblica.it con determinate storie diversamente eterosessuali), decide di andare con Humus Sapien per tenergli compagnia che uno a stare esiliato da solo nello spazio profondo capace che si rompa un pochetto le palle dopo qualche giorno, e da allora di lui non abbiamo saputo più nulla.

Peccato, ci tenevo a sapere almeno come cazzo si chiamava il povero Orco.

*Effettivamente anni dopo apparve un altro Orco (Ogre in originale) nel mondo dei fumetti, che finalmente era un gigantesco energumeno bruttissimo. Noi però preferiamo il protagonista di questo articoletto.


Conan la Spada Selvaggia

ottobre 26, 2009

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Sono anni fausti per i fumettari nostalgici – e se avete seguito questo blog dall’inizio avrete capito che io ne faccio fieramente parte- in Italia.

Un sacco di ristampe di materiale degli anni ’60 e ’70 fuori produzione, pubblicato incompiutamente all’epoca o addirittura ancora inedito da noi, affollano gli scaffali dei negozi di fumetti e tra queste uscite ci sono cose curiose, cose per completisti, cose belle e varie cose imprescindibili. Ecco, a mio avviso, in questo caso siamo nel territorio dell’Imprescindibile.

Conan è l’avventura pura, il set base del romanzo di sword and sorcery, la pietra angolare della fantasy eroica, la materia primigenia di cui sono fatte le sberle la birra e le tette. Se da piccoli non avete voluto vivere almeno un giorno come Conan siete stati dei bambini sprecati.

I volumoni cartonati delle ristampe de La Spada Selvaggia di Conan sono una manna: ristamperanno in meno di 10 uscite tutta la gloriosa (e ormai da decenni inedita) serie degli anni ’70 di Roy Thomas sulla quale si avvicendarono alcuni tra i più mportanti illustratori dell’epoca: da Barry Windsor Smith a John Buscema (che rese iconico il personaggio) a Gil Kane, Ernie Chan e Alfredo Alcala. Soprassedendo su una veste grafica un po’ pacchiana come è uso in casa Panini-Marvel Italia, dentro oltre le storie che – ripeto-  sono magistrali sotto ogni punto di vista ci sono anche molti approfondimenti sul personaggio letterario e sul suo autore, Howard.

Per la prima volta poi avremo le storie non solo raccolte assieme in una collana antologica ma anche a dimensione maggiorata, di modo che i meravgliosi disegni diano il meglio.

Il prezzo è di 25 euro, non poco ma  tuttosommato onesto se paragonato a operazioni corrispettive della Planeta DeAgostini, siamo al secondo volume e il primo è ancora reperibile… Se non avete ancora iniziato potete rimediare facilmente alla mancanza.

Su questo numero Thomas ci fa  volare via con una saga bellissima disegnata superbamente da J.Buscema ma soprattutto inchiostrata in maniera-che-non-ci-si-crede da A.Alcala che a mio avviso è stato uno dei grandi del fumetto americano (anche se filippino), ahimè sconosciuto ai giovani.

La storia “Il popolo del buio” del sovrumano Alex Nino è semplicemente uno dei più grossi trip grafici mai visti nel fumetto americano.

Poi oh: un sacco di mazzate, jungle, mostri, predoni, magia, fanciulle discinte, regni da conquistare e sangue da versare… Insomma, non ho capito: che vorreste di più? Che vi ci alleghino un bong carico?

CROM!


“La guerra Kree-Skrull”, ovvero: “Come ti rifaccio il multiverso “.

agosto 5, 2009

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La guerra Kree-Skrull, la saga team-up madre di tutte le maxi-saghe Marvel, la saga che gettò le basi per la recente saga della “Secret invasion”, viene ristampata in ben due edizioni (Marvel Italia e la Gazzetta dello Sport) dopo una quindicina d’anni, immagino proprio contestualmente all’uscita di Secret invasion.

“Una guerra in atto da sempre tra due potentissime razze aliene finisce per coinvolgere la Terra.
 Questo evento intreccerà le vite di molti supereroi: Vendicatori, Inumani e Fantastici Quattro su tutti”.

Ecco la trama in soldoni, ma non è quella che mi preme analizzare: ve lo comperate e ve lo leggete se non lo avete ancora fatto… Quello che mi interessa è dire: Roy Thomas è un cazzo di genio!”.

Se andiamo a vedere ad esempio cosa usciva all’epoca (1971-72)  per la “Distinta Concorrenza” in ambito di team-ups, il massimo a cui possiamo ambire sono gli Annuals delle “Crisi”  della Justice League of America con l’ annuale incontro multi-dimensionale  con la Justice Society of America di Terra 2 (raccolti in tre bei volumetti dalla Planeta DeAgostini col titolo “Crisi sulle Terre Multiple”) che si son svolti ogni anno dal 1963 al 1974 : una ventina di tizi in costume si beccavano una volta all’anno per debellare una minaccia che assediava Terra 1, Terra 2 o entrambe… Poi ognuno a casa sua, tipo un cenone di Natale ma con le botte e le tutine.

Zzap! Bang! Sock! Ka-pow! E si risolveva la faccenda, perlopiù, storie divertenti, qualche genialata di Gardner Fox, qualche tavola memorabile… Storie che hanno sicuramente vari meriti, non ultimo il fatto di aver creato ed espanso il concetto di multiverso nei fumetti, concetto sul quale campiamo di rendita tutt’oggi.

Roy Thomas (con l’aiuto di un Neal Adams in collaborazione febbrile)  la fece un po’ più complicata: per quasi un anno tenne mezzo cosmo Marvel in balìa di una guerra trasversale che coinvolgeva tantissimi eroi, pianeti, dimensioni e quant’altro, su più livelli narrativi, unendo con un filo rosso molte trame sparute dell’ allora già nutrita storia Marvel e creando di nuove sottotrame, alcune delle quali si sarebbero dipanate mesi dopo la pubblicazione della saga e le cui eco sono arrivate per anni, fino a oggi appunto con Secret Invasion.

Senza contare poi le varie implicazioni metaforico\sociali sul razzismo, la ricerca di nuovi punti di riferimento per la società ameircana, l’accettazione del diverso etc etc, tipiche delle storie dell’epoca (come già dissi riguardo a L’ Impero Segreto).

La cura inedita con cui Thomas affrontò questa maxi-saga servirà d’esempio per tutti dopo di lui, dando una nuova idea di “continuity”, tutto sembrava ora connesso e vitale, un “tutto” in relazione anche al di fuori di quello che vedevamo nei saltuari team up nelle serie regolari. Qualche anno dopo Thomas andò alla DC e mise il suo spirito da archivista e la sua certosina abilità a collegare i punti delle cronologie al servizio della serie  All Star Squadron, un atto d’amore retrospettivo (e anche un enorme sforzo di ricostruzione) verso la Golden Age senza precedenti allora.

Ai disegni de “La guerra Kree – Skrull” si alternano i fratelli Buscema ma soprattutto Neal Adams, che riesce a mettere in ombra persino un titano come John Buscema.
Adams è il capo della Silver Age, Adams rendeva oro ogni cosa che disegnava:  con le sue tavole dinamiche e drammatiche, coi suoi disegni dettagliatissimi, avrebbe reso avvincente da leggere anche le istruzioni di un aspirapolvere se le avesse illustrate e ti saresti sentito un cretino a saltarne anche una sola vignetta! Ecco cosa penso guardando il lavoro di Adams su questa saga.
Vedergli disegnare qui alcuni eroi per la prima e ultima volta è assieme una gioia e una tristezza.
Nel trambusto di battaglie qua e la nello spazio di questa saga mi sento di segnalre un piccolo detour che è la storia in cui Ant-Man fa un viaggio all’interno del corpo di Visione privo di “vita” per scoprire come riattivarlo: “Viaggio al centro di un androide”, che bomba.
Ecco amici, scusate la lungaggine ma questa saga è una pietra miliare tanto “kids’ entertaining” da un lato, tanto sfaccettata e importante dall’altro… In sostanza, come dicevo sopra: comperatevela.