Il Babbeo del giorno #16 – The Signalman

marzo 4, 2011

Direttamente dai primi vagiti della Silver Age arriva un fesso niente male come solo le vecchie scuderie di Batman possono custodirne: ecco Signalman!

Nome: Philip Cobb

Genesi del personaggio: Su Batman Vol.1 #112 del 1957. Philip “Phil” Cobb era un criminale che pensava in grande, quindi arrivò a Gotham deciso a mettere su un impero del crimine. Prova a reclutare dei ceffi per fare una banda e tutti gli ridono in faccia perchè nessuno l’ha mai visto ne sentito. Cobb rosica gravemente e dice “Adesso ve la faccio vedere io!”, quindi si chiude in casa ed escogita un idea. Un idea di merda. Notando che la vita delle persone è sancita da simboli decide di diventare Signalman, il supercriminale che utilizza i simboli come leit motiv delle sue imprese criminali! Con il suo costumino da daltonico istoriato di simboli a casaccio compie vari crimini utilizzando di volta in volta segni zodiacali giganti, segnali stradali esplosivi e quant’altro. Venendo regolarmente mazzolato e sbattuto in galera da Batman, ovviamente.

È interessante notare come questo personaggio incarni la nascente ossessione, che accompagnerà Batman nella SIlver Age fino al ripulisti di Neal Adams nei primi anni ’70, per gli oggetti sovradimensionati e giganti che affolleranno progressivamente le imprese dei supercriminali di Gotham  così come gli edifici di Gotham stessa.

Aspetto: Mantello, stivali e  maschera gialli, una tuta rossa, delle mutandone a righe gialle e nere. Tutto decorato con simboli assortiti verdi. Una roba sobria.

Poteri: Nessuno. Come i migliori “Babbei del Giorno” è un criminale che sfrutta esclusivamente la sua imbecillità.

La Fine: Incredibilmente, da quanto possiamo sapere, è ancora vivo e in attività.


Il Babbeo del Giorno #14 – Kite Man

gennaio 9, 2011

Dopo The Eraser continua il nostro viaggio negli avversari più improbabili della vecchia scuderia dell’ Uomo Pipistrello. Questa volta tocca a uno dei più imbecilli ma anche uno dei più sfortunati: Kite Man!

kite man

Deltaplani, tutine rosa e stivali da fantino

Nome: Charles Brown, e come l’altro Charlie Brown dei fumetti gode della stessa cattiva sorte.

Genesi del personaggio: su Batman n.133 dell’Agosto 1960. Charles” Chuck” Brown sbuca dal nulla come un intraprendente criminale che utilizza degli aquiloni come arma per compiere rapine e furti. Temibile eh?

Aspetto: Ha un costume rosa con un elmetto giallo, che non aiutano di certo ad aumentare la sua già irriosria temibilità e gira spostandosi su di un deltaplano che lui si ostina a credere un acquilone.

Poteri: Nessuno, utilizza semplicemente acquiloni radiocomandati per compiere imprese criminali. A volte anche in sciami per sopraffare gli avversari che puntualmente però glieli tirano giù tutti e glieli tirano in da fazza. Capite? Aquiloni! Che babbeo.

La fine: dopo una fallimentare carriera di supercriminale della silver age, viene ritirato fuori nel 1975 cercando di dargli una salvata iniziando da un costume decisamente più consono. Viene comunque sconfitto e dimenticato. Troverà asilo nella nazione di Zandia dove i supercriminali trovano rifugio, unendosi al team olimpionico della nazione (?!?). Probabilmente in seguito a un fallimento anche come atleta tornerà a casa e in Crisi Infinita il Joker dice che Kite Man è stato gettato senza aquilone giù dalla Wayne Tower (ironia della sorte) da Deathstroke per aver rifiutato di unirsi alla Società Segreta dei Supercriminali. Veramente una storia triste, ma non è finita qua. Il povero Chuck Brown sopravvisse alla caduta e si rifece una vita come criminale ordinario nei bassifondi di Gotham City fin quando non venne arrestato. In carcere gli venne chiesto di unirsi alla Intergang da Bruno Mannheim, Kite Man rifiutò e Bruno lo uccise e mangiò come toccò anche ad altri supercriminali minori. Certo che se la prendono tutti tantissimo per i rifiuti del povero Kite Man eh.


Addio Mr. Esposito

ottobre 29, 2010

Se ne è andato un altro grande del comicdom Silver Age, Mike Esposito.

Le sue chine hanno rifinito una moltitudine di artisti, su tantissimi titoli nell’arco di oltre 50 anni di carriera. Amiamo ricordarlo per la creazione dei suoi spassosi Metal Men per la DC Comics, per il suo lavoro su Spider-Man, Hulk, Flash e Wonder Woman. Non c’è quasi nessun grande artista della Silver Age Marvel & DC che non sia passato per le sue mani. Si è spento ad 83 anni due giorni fa e nel rendergli omaggio noi Latveriani cogliamo anche l’occasione per scusarci del ritardo con cui lo stiamo salutando.

Eccovi una bella intervista in due parti a Mike Esposito: Parte 1 e Parte 2, è piacevole, ricca di anneddoti gustosi e ovviamente figurano tantissimi personaggi a noi amati.


JLA: La Nuova Frontiera

ottobre 24, 2009

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“Noi ci troviamo oggi sulla soglia di una Nuova Frontiera, la frontiera degli anni ’60, una frontiera di sconosciute opportunità e ignoti pericoli, una frontiera di grandi speranze e gravi minacce” – J.F.Kennedy, 1960

Quando vinci 4 premi Eisner e 4 premi Harvey qualcosa vorrà dire…
Non capita spesso, anzi a mia memoria -che l’ho invero piuttosto buona- non è mai capitato.
Ecco se un fumetto avessi voluto fosse auspicabile per tale onore è proprio un fumetto come La Nuova Frontiera.
Non solo come fumetto ma come idea, come progetto.

Viene raccolta in due volumi dalla Planeta DeAgostini  quest’opera che , iniziamo dal senso della cosa, si propone di colmare in maniera molto narrativa il gap storico tra l’età dell’oro e l’età dell’argento della DC Comics, che è come dire poi del fumetto americano, ovvero quell’epoca che si colloca tra la fine degli eroi della Società della Giustizia e la prima chiamata della Lega della Giustizia… Il confine tra Il fumetto post-bellico e il fumetto moderno, il Superman dei fratelli Fleischer dal Superman con Krypto e la Fortezza della Solitudine… La barriera che il Flash di Carmine Infantino infranse incontrando il suo predecessore. Il confine che una volta superato portò gli Eroi e l’America tutta verso la Nuova Frontiera ipotizzata da Kennedy nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca.
E ci riesce, pagina per pagina, con una accuratezza storica impressionante, riesce a far filare il tutto Darwyn Cooke in un atto d’amore al comicdom classico che si vede di rado e solo in opere corali quali Marvels, Justice e Kingdom Come. E ci riesce tutto da solo: storia & disegni, senza contare le sue stupende copertine per cui varrebbe già l’acquisto.DC New Frontier 6 of 6-20-21

Sembra di assistere ad un film sulla nascita della Silver Age, degli Eroi che amiamo. Tutto inizia da zero e assistiamo alla creazione dei vari personaggi come se fosse la prima volta. Il ritratto è adulto, rispettoso dell’originale ma conscio che per ri-raccontare certe storie oggi è meglio intercalarle nelle trame dell’epoca e senza ingenuità di sorta.

Il disegno è neoclassico, cinetico, elegante: debitore dei Caniff, dei Waly Wood, dei Dick Sprang e dei Kirby quanto dei Bruce Timm, degli Steve Rude e degli Allred. Oltre al disegno superbo, la cura e la documentazione sia stilistica che fumettistica è impressionante.

Un fumetto che può incantare nello stesso modo chi non ha mai letto una storia della DC prima così come il fan più accanito, che pagina dopo pagina ripercorrerà quasi un album di famiglia in cui ogni cammeo, ogni citazione è un tuffo al cuore

Questo è un fatto importante, la trasversalità dell’opera permette a JLA:La Nuova Frontiera di poter essere magari il primo passo per molti lettori che possono così approcciare gli Eroi classici senza incappare in orribili rinumerazioni da zero e restyling che lasciano il tempo che trovano. Qua ci sta tutto quello che c’è di bello nei Supereroi classici della DC, rivisto, distillato e consegnato a una nuova generazione.

Comperatevela, sono una ventina di euro per tutti e due i volumi e avrete un nuovo classico nella libreria. Non fate i pulciari.


“La guerra Kree-Skrull”, ovvero: “Come ti rifaccio il multiverso “.

agosto 5, 2009

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La guerra Kree-Skrull, la saga team-up madre di tutte le maxi-saghe Marvel, la saga che gettò le basi per la recente saga della “Secret invasion”, viene ristampata in ben due edizioni (Marvel Italia e la Gazzetta dello Sport) dopo una quindicina d’anni, immagino proprio contestualmente all’uscita di Secret invasion.

“Una guerra in atto da sempre tra due potentissime razze aliene finisce per coinvolgere la Terra.
 Questo evento intreccerà le vite di molti supereroi: Vendicatori, Inumani e Fantastici Quattro su tutti”.

Ecco la trama in soldoni, ma non è quella che mi preme analizzare: ve lo comperate e ve lo leggete se non lo avete ancora fatto… Quello che mi interessa è dire: Roy Thomas è un cazzo di genio!”.

Se andiamo a vedere ad esempio cosa usciva all’epoca (1971-72)  per la “Distinta Concorrenza” in ambito di team-ups, il massimo a cui possiamo ambire sono gli Annuals delle “Crisi”  della Justice League of America con l’ annuale incontro multi-dimensionale  con la Justice Society of America di Terra 2 (raccolti in tre bei volumetti dalla Planeta DeAgostini col titolo “Crisi sulle Terre Multiple”) che si son svolti ogni anno dal 1963 al 1974 : una ventina di tizi in costume si beccavano una volta all’anno per debellare una minaccia che assediava Terra 1, Terra 2 o entrambe… Poi ognuno a casa sua, tipo un cenone di Natale ma con le botte e le tutine.

Zzap! Bang! Sock! Ka-pow! E si risolveva la faccenda, perlopiù, storie divertenti, qualche genialata di Gardner Fox, qualche tavola memorabile… Storie che hanno sicuramente vari meriti, non ultimo il fatto di aver creato ed espanso il concetto di multiverso nei fumetti, concetto sul quale campiamo di rendita tutt’oggi.

Roy Thomas (con l’aiuto di un Neal Adams in collaborazione febbrile)  la fece un po’ più complicata: per quasi un anno tenne mezzo cosmo Marvel in balìa di una guerra trasversale che coinvolgeva tantissimi eroi, pianeti, dimensioni e quant’altro, su più livelli narrativi, unendo con un filo rosso molte trame sparute dell’ allora già nutrita storia Marvel e creando di nuove sottotrame, alcune delle quali si sarebbero dipanate mesi dopo la pubblicazione della saga e le cui eco sono arrivate per anni, fino a oggi appunto con Secret Invasion.

Senza contare poi le varie implicazioni metaforico\sociali sul razzismo, la ricerca di nuovi punti di riferimento per la società ameircana, l’accettazione del diverso etc etc, tipiche delle storie dell’epoca (come già dissi riguardo a L’ Impero Segreto).

La cura inedita con cui Thomas affrontò questa maxi-saga servirà d’esempio per tutti dopo di lui, dando una nuova idea di “continuity”, tutto sembrava ora connesso e vitale, un “tutto” in relazione anche al di fuori di quello che vedevamo nei saltuari team up nelle serie regolari. Qualche anno dopo Thomas andò alla DC e mise il suo spirito da archivista e la sua certosina abilità a collegare i punti delle cronologie al servizio della serie  All Star Squadron, un atto d’amore retrospettivo (e anche un enorme sforzo di ricostruzione) verso la Golden Age senza precedenti allora.

Ai disegni de “La guerra Kree – Skrull” si alternano i fratelli Buscema ma soprattutto Neal Adams, che riesce a mettere in ombra persino un titano come John Buscema.
Adams è il capo della Silver Age, Adams rendeva oro ogni cosa che disegnava:  con le sue tavole dinamiche e drammatiche, coi suoi disegni dettagliatissimi, avrebbe reso avvincente da leggere anche le istruzioni di un aspirapolvere se le avesse illustrate e ti saresti sentito un cretino a saltarne anche una sola vignetta! Ecco cosa penso guardando il lavoro di Adams su questa saga.
Vedergli disegnare qui alcuni eroi per la prima e ultima volta è assieme una gioia e una tristezza.
Nel trambusto di battaglie qua e la nello spazio di questa saga mi sento di segnalre un piccolo detour che è la storia in cui Ant-Man fa un viaggio all’interno del corpo di Visione privo di “vita” per scoprire come riattivarlo: “Viaggio al centro di un androide”, che bomba.
Ecco amici, scusate la lungaggine ma questa saga è una pietra miliare tanto “kids’ entertaining” da un lato, tanto sfaccettata e importante dall’altro… In sostanza, come dicevo sopra: comperatevela.