Letture di un futuro passato #3 – Fantastici quattro – E poi ne rimase uno solo…

ottobre 24, 2015

a03f_35Quando ero un pischello non c’era questa gran diffusione dei fumetti. Le fumetterie si trovavano solo nella grandi città e per chi viveva nei piccoli centri o ti accontentavi di quello che trovavi tra le nuova uscite, o ti svenavi a ordinare arretrati, oppure dovevi ricorrere al pacco dei fumetti (spesso a sorpresa) dell’edicola della stazione.
Prima che qualcuno si faccia strane idee non intendo i fumetti zozzoni. Parlo invece di quei pacchi-sorpresa di scarti di magazzino con dentro due o tre albi che ai tempi stavano a 2000/2500 lire. Posso dire di averci costruito una collezione di arretrati bonelliani e di aver letto una valanga di storie di supereroi precedenti agli anni ottanta solo grazie a questa usanza.
Negli anni ho sempre visto meno i pacchi di fumetti dell’edicola della stazione, ma a volte quando aspettando un treno mi ci cade l’occhio non posso esimermi dall’acquistarne uno, anche se al giorno d’oggi stanno sui 3 euri a pacco.
In quello comprato qualche giorno fa il primo albo era un gigantesco “sticazzi”, un numero di “Thor e i vendicatori” periodo “Secret invasion” che oltretutto già avevo e che ho lasciato sul treno sperando che a trovarlo sia stato qualche ragazzino in cerca di letture (io lo compravo per il cap di Brubaker, mica roba da poco…).
A valere un articolo è il secondo albo trovato all’interno e che ha giustificato l’acquisto: il secondo speciale estate dei Fantastici quattro pubblicato dalla Marvel Italia nel luglio 1994. Un bell’albo di 112 pagine che ripropone come lettura da spiaggia una lunga run del fantastico quartetto scritta da Marv Wolfman e disegnata da John Byrne tra il 1979 e il 1980.
Nel 1994 quindi qualche fortunato (ero tra loro, la stessa estate uscirono Psychoville di cui vi parlavo qualche giorno fa e i volumi dell’uomo ragno di Mcfarlane) sotto l’ombrellone si leggeva una meraviglia del genere con Galactus che si scorna con la Sfinge, Terrax il domatore e poi Blastaar, gli Skrull, i campioni di Xandar e membri dei Fantastici quattro che invecchiano di colpo e rischiano di morire e avventure spaziali e crisi che potrebbero causare la distruzione del pianeta e tutte quelle altre cose bellissime che si trovano nei fumetti di Reed Richards e compagni.
Probabilmente se i Fantastici quattro non se li legge più nessuno portandoli verso la chiusura non sono tanto i film urendi o le bizze tra case editrici e case cinematografiche, ma il fatto che personalmente sono diversi anni che nelle loro storie non trovo un briciolo di quel sense of wonder che me li faceva amare tanto quando ero un ragazzino. Rileggere certe storie fa quasi male al pensiero che difficilmente torneranno quei tempi bellissimi.
2015-10-24Una nota di merito ai volumi dell’epoca che al termine di ogni albo pubblicavano lasciandole in lingua originale le pubblicità che apparivano sugli originali americani. Ci si ritrova così nel 1994 a poter sfogliare a fine lettura di ogni capitolo i calzini di Hulk di cui vi allego una foto scattata col cellulare (che fa pietà ed è peggio delle vecchie scansioni cagose) o le nuove uscite tra cui Warlock o la tomba di Dracula, solo per l’ottimo gusto dei redattori di allora.

Una bella sorpresa trovare un albo così bello in un pacco di fumetti da edicola della stazione, una di quelle letture che mi fa ricordare quanto amo il fumetto americano e perché lo amo tanto.

P.s.: Questo articoletto nella mia testa doveva essere il primo di una nuova serie sui fumetti trovati in giro a due spicci nelle edicole delle stazioni o magari in impervi negozietti dell’usato. Magari un giorno lo diventerà.


Compiti per le vacanze: Skrull kill krew

luglio 25, 2015

250px-Skrull_Kill_Krew_01_coverIn un periodo in cui nelle nostre edicole e fumetterie non veniamo invasi da nuguli di novità, un ripescaggio come quello di cui provo a parlarvi è totalmente da non perdere.

Il fatto che quando Morrison e Millar nei bui anni novanta scrivevano qualcosa assieme erano una bombissima non è un mistero dai tempi di Aztek, che probabilmente in pochi ricorderanno se non per il premio “peggior costume di sempre”, ma che era una lettura da leccarsi i baffi.

Qualche settimana fa nei nostri scaffali è arrivata una perla micidiale, ossia l’intera saga di “Skrull kill krew” in un unico volume. Piccolo capolavoro che non può mancare sotto i vostri ombrelloni e nelle vostre librerie.

La trama prende il via da una delle trovate più lol dei tempi che furono: gli skrull dormienti mutati in placide mucche. La trovata geniale dei giovini Millar e Morrison è “e se qualcuno avesse macellato quelle placide mucche e qualcun altro se le fosse mangiate in un panino?”.

E da qui nascono i personaggi della Skrull kill krew, i cui due membri portanti sono un enorme nero incazzoso e uno skinhead nazistoide, e il cui obbiettivo è smascherare e uccidere in giro per il mondo il maggior numero di alieni possibile nelle giuste maniere coatte quando non splendidamente demenziali (la scenetta dello scontro con l’Hydra è divertentissima).

Classico volume che una volta finito ne vorreste almeno altri venti. Meravigliosissimo!


Secret Warriors: se c’è di mezzo Nick, noi ci siamo.

marzo 11, 2010

Ve l’abbiamo già presentato anche nella galleria dei nostri personaggi. Oggi parliamo di Nick Fury. Una di quelle vecchie canaglie che ci stanno particolarmente a cuore. Sarà che è un vero e proprio duro, sarà la benda sull’occhio… Non lo so. Fatto sta che noi, al caro e vecchio Nicholas Joseph Fury, ci vogliamo tanto bene. Per cui è normale che gli ultimi straovolgimenti in casa Marvel ci abbiano lasciati un po’ sconvolti, un po’ F4. Facciamo mente locale: dopo essere stato rimosso dal comando dello S.H.I.E.L.D. (proprio a causa di un attacco a Latveria… che ti perdoniamo, Nick… ti perdoniamo) il nostro – a causa di alcuni squallidi giochi di potere – si è dovuto nascondere e agire nell’ombra. Durante Civil War ha inevitabilmente preso le parti di Cap. & Soci e ha contribuito alla causa mettendo a disposizione armi, case e quanto fosse in suo potere. È stato il primo ad accorgersi dell’invasione degli Skrull (gli eventi narrati in Secret Invasion) ed è ovviamente tra quelli scesi in campo durante la battaglia finale contro gli alieni. Anzi, è proprio qui che Nick ha presentato al mondo il suo nuovo commando: un manipolo di giovani agenti segreti dalle straordinarie abilità. Conclusa Secret Invasion – con la presa di potere di Osborn, lo smantellamento dello S.H.I.E.L.D. e la consegunte creazione della H.A.M.M.E.R. – Nick, ancora una volta, è obbligato a tornare ad agire nell’ombra. Ricercato, dannato, sempre più incazzato, Nick Fury deve ripartire da zero. Da Secret Warriors


Le avventure di Secret Warriors partono da qui. Partono presentandoci un Nick Fury che sembra uscito da Il Mucchio Selvaggio, da Gli Spietati. La sua fama lo precede, è un gigante che cammina tra noi poveri omarini, ma il mondo gli ha voltato le spalle. Rimasto solo, sfanculato da chiunque, agisce perché sa che qualcuno deve pur riportare le cose a un normale equilibrio. E se c’è una cosa che Nick Fury sa, è che non bisogna aspettare che le cose le faqccia qualcunaltro al posto tuo. Bisogna tornare a sporcarsi le mani. Non che per lui si a mai stato un problema, ci mancherebbe altro, ma qui sembra di essere tornati ai vecchi tempi. Questo primo volume di Secret Warriors parte alla stragrande: da una parte si strizza l’occhio al pubblico più giovane, con la presentazione e la caratterizzazione dei vari Guerrieri Segreti: i loro poteri, le loro debolezze, le varie dinamiche tra di loro… E giusto per non sbagliare gli si mette contro un gruppo di cattivi talmente cattivi e fighi che mi viene da battere lew mani dalla felicità. Dall’altra – per il pubblico più scaltro – si butta tantissima carne al fuoco nella trama generale – ormai veramente incasinatissima – dei rapporti tra le varie agenzie di intelligence esisitenti: La H.A.M.M.E.R., l’HYDRA, lo S.H.I.E.L.D., le più alte cariche del governo degl Stati Uniti… (feat. Obama)


Una particolare attenzione veiene riservata alla struttura temporale della narrazione, continuamente spezzata da flashback e flahfroward che, se è vero che inizialmente sono piuttosto difficile da seguire, funzionano a meraviglia della gestione dei numerosissimi colpi di scena. L’azione ovviamente è garantita,  c’è un gran rispolvero di cari e vecchi personaggioni (Von Strucker & Dum Dum su tutti) e Nick ha tante vecchie battute di quelle che ci gasano che non vi potete immaginare. Direi che per adesso ci siamo alla stragrande. Buoni i disegni del nostro  Caselli. Bendis, qui in coppia con Hickman, dopo questo primo volume saluta. un bene? Un  male? Lo scopriremo solo vivendo.


Cronaca di una invasione segreta iniziata male, finita peggio

settembre 29, 2009

Di chi ti fidi? Non lo so, ma un nome di cui non mi fido lo potrei fare tranquillamente.

E così è finita secret invasion.
E mi compiaccio con me stesso di averla letta a scrocco grazie a un edicolante che se ne frega perché sa che tanto ci spendo una marea di soldi comunque e con continuità (Giobatta is amused ndr)

Come finisce? Non l’avete letta? Ve lo racconto io!

Allora. Ci stanno gli Skrull che sono alieni incazzati come api con i terrestri perché vogliono la terra. Un po’ di anni fa erano venuti da queste parti, avevano preso un bel po’ di mazzate, se ne erano tornati a casa con le pive nel sacco.SecretInvasion01McNivenVariant
Poi è arrivato Brian Michael Bendis.
Bendis fece andare gli illuminati, ossia Iron man, il dottor Strange, Freccia nera, il dottor Xavier, Mr.Fantastic e Namor sul pianeta degli Skrull a fargli i pernacchioni.
Gli Skrull la presero male e li imprigionarono, studiandone i poteri.
Qualche anno dopo scopriamo che gli Skrull han trovato il modo di sostituirsi ai supereroi senza farsi pinzare. E ce l’han fatta proprio grazie a quella missione disastrosa e totalmente inutile degli illuminati.
Potendo decidere chi sostituire tra gli illuminati pensano bene di scegliere… quello che sta più lontano dalla terra e che non può neanche parlare! Freccia nera!

Poi succedono un paio di cose, si scopre che Elektra era uno Skrull infiltrato, si pensa che ce ne saranno TANTISSIMI tra i supereroi, e invece son solo quattro gatti.

L’inutilità totale dei primi 5 (volendo anche 6) numeri della serie è rappresentata dalla navicella che scende nella terra selvaggia e da cui scendono una marea di copie di supereroi anni settanta che iniziano a menarsi con quelli attuali. Ovviamente sono copie e le domande che si pongono i nostri sono totalmente inutili, ma perché far risparmiare soldi ai marvel fans quando puoi vendergli un bel po’ di pagine di totalnulla?
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Arriviamo così alla battaglia finale, in cui supereroi umani e alienazzi se le danno di santa ragione a New York. Succede che uno dei quattro gatti di Skrull infiltrati era Hank Pym, marito di Wasp.
Hank aveva guardacaso fatto un’iniezione a sua moglie, e ora schiacciando un bottone (SIIIIIC) lei si ingrandisce e diventa un’arma batteriologica (o qualcosa di simile, ovviamente non viene spiegato nulla al di la di puntura – bottone – possibile morte di chiunque per… boh? Il poco effetto che si vede è una roba tipo Ipecac) mentre i vari supereroi e supercattivi uniti si destreggiano in facepalm, facce basite degne del miglior Stanis, pisolini e partite a cirulla.
Per evitare altre stronzate al lettore, Thor in un impeto di furbizia tira una martellata a Wasp che schiatta, salvando tutti e permettendogli di ribaltare di ceffoni gli Skrull. (eeeh ma bastava molto meno! ndr)

A questo punto ci si chiede: “Ma Wasp, dove cazzo era finita da “Vendicatori divisi” a questo momento?”
Qualcuno ricorda una storia recente con questo personaggio in vista?
La povera Janet Van Dike era già stata uccisa da Bendis parecchi anni fa, facendola scomparire nell’oblio, facendola apparire sporadicamente per poi relegarla nel nulla.

secret_invasion_08_last_pageDopo questo gli eroi sono tutti incazzati come belve, ma è Norman Osborn a uccidere la regina Skrull già mezza sciancata dalle mazzate prese, prendendosi poi tutto il merito, dando il via a Dark reign, e cancellando tutte le conseguenze di Civil War con un bel colpo di spugna, come si conviene nell’attuale continuity Marvel, anche se questa volta Mefisto non centra un cazzo.

Ps: Ovviamente tutte le persone sostituite dagli Skrull sono tornate a casa e stanno meglio di prima.

E ora Dark reign e NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMAAAAAAAAAAAAAA!

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“La guerra Kree-Skrull”, ovvero: “Come ti rifaccio il multiverso “.

agosto 5, 2009

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La guerra Kree-Skrull, la saga team-up madre di tutte le maxi-saghe Marvel, la saga che gettò le basi per la recente saga della “Secret invasion”, viene ristampata in ben due edizioni (Marvel Italia e la Gazzetta dello Sport) dopo una quindicina d’anni, immagino proprio contestualmente all’uscita di Secret invasion.

“Una guerra in atto da sempre tra due potentissime razze aliene finisce per coinvolgere la Terra.
 Questo evento intreccerà le vite di molti supereroi: Vendicatori, Inumani e Fantastici Quattro su tutti”.

Ecco la trama in soldoni, ma non è quella che mi preme analizzare: ve lo comperate e ve lo leggete se non lo avete ancora fatto… Quello che mi interessa è dire: Roy Thomas è un cazzo di genio!”.

Se andiamo a vedere ad esempio cosa usciva all’epoca (1971-72)  per la “Distinta Concorrenza” in ambito di team-ups, il massimo a cui possiamo ambire sono gli Annuals delle “Crisi”  della Justice League of America con l’ annuale incontro multi-dimensionale  con la Justice Society of America di Terra 2 (raccolti in tre bei volumetti dalla Planeta DeAgostini col titolo “Crisi sulle Terre Multiple”) che si son svolti ogni anno dal 1963 al 1974 : una ventina di tizi in costume si beccavano una volta all’anno per debellare una minaccia che assediava Terra 1, Terra 2 o entrambe… Poi ognuno a casa sua, tipo un cenone di Natale ma con le botte e le tutine.

Zzap! Bang! Sock! Ka-pow! E si risolveva la faccenda, perlopiù, storie divertenti, qualche genialata di Gardner Fox, qualche tavola memorabile… Storie che hanno sicuramente vari meriti, non ultimo il fatto di aver creato ed espanso il concetto di multiverso nei fumetti, concetto sul quale campiamo di rendita tutt’oggi.

Roy Thomas (con l’aiuto di un Neal Adams in collaborazione febbrile)  la fece un po’ più complicata: per quasi un anno tenne mezzo cosmo Marvel in balìa di una guerra trasversale che coinvolgeva tantissimi eroi, pianeti, dimensioni e quant’altro, su più livelli narrativi, unendo con un filo rosso molte trame sparute dell’ allora già nutrita storia Marvel e creando di nuove sottotrame, alcune delle quali si sarebbero dipanate mesi dopo la pubblicazione della saga e le cui eco sono arrivate per anni, fino a oggi appunto con Secret Invasion.

Senza contare poi le varie implicazioni metaforico\sociali sul razzismo, la ricerca di nuovi punti di riferimento per la società ameircana, l’accettazione del diverso etc etc, tipiche delle storie dell’epoca (come già dissi riguardo a L’ Impero Segreto).

La cura inedita con cui Thomas affrontò questa maxi-saga servirà d’esempio per tutti dopo di lui, dando una nuova idea di “continuity”, tutto sembrava ora connesso e vitale, un “tutto” in relazione anche al di fuori di quello che vedevamo nei saltuari team up nelle serie regolari. Qualche anno dopo Thomas andò alla DC e mise il suo spirito da archivista e la sua certosina abilità a collegare i punti delle cronologie al servizio della serie  All Star Squadron, un atto d’amore retrospettivo (e anche un enorme sforzo di ricostruzione) verso la Golden Age senza precedenti allora.

Ai disegni de “La guerra Kree – Skrull” si alternano i fratelli Buscema ma soprattutto Neal Adams, che riesce a mettere in ombra persino un titano come John Buscema.
Adams è il capo della Silver Age, Adams rendeva oro ogni cosa che disegnava:  con le sue tavole dinamiche e drammatiche, coi suoi disegni dettagliatissimi, avrebbe reso avvincente da leggere anche le istruzioni di un aspirapolvere se le avesse illustrate e ti saresti sentito un cretino a saltarne anche una sola vignetta! Ecco cosa penso guardando il lavoro di Adams su questa saga.
Vedergli disegnare qui alcuni eroi per la prima e ultima volta è assieme una gioia e una tristezza.
Nel trambusto di battaglie qua e la nello spazio di questa saga mi sento di segnalre un piccolo detour che è la storia in cui Ant-Man fa un viaggio all’interno del corpo di Visione privo di “vita” per scoprire come riattivarlo: “Viaggio al centro di un androide”, che bomba.
Ecco amici, scusate la lungaggine ma questa saga è una pietra miliare tanto “kids’ entertaining” da un lato, tanto sfaccettata e importante dall’altro… In sostanza, come dicevo sopra: comperatevela.