Il babbeo del giorno #32 – Kangaroo l’uomo canguro

aprile 1, 2016

Quando hai da inventare supertizi a valanghe spesso l’idea più semplice è stata quella di ispirarsi al mondo animale, a volte con ottimi risultati, altre con esiti non proprio brillanti…

Kangaroo_I_001Nome: Kangaroo, il canguro

Vero Nome: Frank Oliver

Genesi del personaggio: Frank Oliver è un australiano e gli piacciono i canguri.

Frank Oliver però non si accontenta di documentari, peluches e di vederli negli zoo, a lui i canguri garbano talmente tanto che vuole diventare uno di loro. E qui io mi immagini le discussioni in casa:

“Frank studia invece di saltare in giro per casa come un coglione!”

“No mamma! Non mi interessa! Io da grande voglio diventare un canguro!!!!!”

“Ma allora sei scemo!” e giù sacrosante legnate.

Tutti i ceffoni del mondo non devono essere serviti perché il nostro eroe, fiero e pieno di buone speranze, un giorno scappa dalla sua casa e dalla sua città e va appunto a vivere con i suoi amati canguri. Del resto non deve essere stata facile la vita a scuola per un ragazzino il cui sogno è di diventare un marsupiale, e non oso immaginare le scene al centro per l’impiego. Pertanto Frank segue la sua ossessione e fugge nella natura selvaggia con i suoi adorati animali.

canguro_002Poteri e aspetto: Salta un po’ oggi salta un po’ domani, Frank inizia a saltare più in alto del normale, realizzando il suo sogno di diventare una specie di canguro umano, decide quindi di tornare alla civiltà con il suo aspetto da bellimbusto tontolone vestito di stracci. Come ogni uomo quando arriva quel momento della sua vita in cui sta diventando un po’ un canguro, decide di darsi al pugilato, e quando rischi di ammazzare qualcuno per evitare casini salta sulla prima nave e arriva negli stati uniti dove viene immediatamente sbattuto in cella in quanto clandestino.

A quei tempi non c’era alcuna solidarietà e ancora meno accoglienza per gli uomini canguro australiani immigrati. Robe da medioevo!

La fine: Ovviamente nessuna prigione può fermare un uomo che ha dedicato la sua esistenza a diventare un canguro, e questo porta Frank a scontrarsi parecchie volte con l’Uomo Ragno da cui le busca regolarmente nonostante alcuni potenziamenti tecnologici rendano il nostro Uomo Canguro sempre più canguro.

La triste fine del babbeo odierno arriva nel modo meno atteso. Tentando di rubare un isotopo radioattivo Frank scopre infatti una verità sconvolgente: l’uranio uccide anche i canguri.

canguro_003

E’ uno di quei rarissimi casi (se non l’unico) in cui un personaggio a fumetti invece di guadagnare grandi poteri da un incidente nucleare vi trova una morte orribile.

Diciamo così addio a questo adorabile mentecatto, sperando che ovunque sia ora abbia tanti marsupiali intorno a se per vivere come ha sempre desiderato.

Il seguito: Successivamente venne creato un nuovo Kangaroo, membro della legione dei falliti e dai chiari intenti comici, ma sinceramente molto meno interessante del compianto Frank.


Elogio dell’aspettativa malriposta

novembre 28, 2012

Heylà carissimi. Come va?
Qua tutto bene, e con un titolo dal sapore intelligente vi parlo di aspettative malriposte, di quando ci credete tantissimo a qualcosa e invece non vi ritrovate in mano niente.
Tipo quando facevano girare il trailer della puntata di x-files in megatrasmissione serale che sembrava che finalmente Molder si facesse un gran bel limone cun Scully? Ricordate? Erano gli anni novanta e un sacco di gente parlava di questa cosa, che per una settimana a scuola non si parlò d’altro, che ci si metteva daccordo su dove vedere la puntata tutti assieme. Io me lo ricordo, e ricordo anche che poi nella puntata Scully era una sorta di replicante o qualcosa di simile e la puntata era una merda, e dato che era una Scully falsa il super-limone non valeva. Tralaltro Scully era un cesso quindi al baretto dell’fbi a molder l’avranno preso per il culo il doppio. Ti sei becciato una cofana e non era neppure una vera cofana!

E ricordate il crossover dei Simpson con X-files? Stessi anni, stessa attesa. Ma quella fu una gran figata. Gran bella puntata.

Ci sono poi invece dei crossover che poi ti lasciano l’amaro in bocca. Tipo Omega Effect che è uscito questo mese su Devil.
Che quando ho preso l’albo in mano con la copetina bellissima apribile, già mi pregustavo una meraviglia.
Partiamo però dai presupposti.
Devil nella bellissima serie Waid di cui parlavamo qualche tempo fa, ha trovato l’Omega drive, un pezzo di costume dei fantastici 4 usato come hard disk con dentro tutti i peggio segreti delle organizzazioni criminali più pese in circolazione. Un po’ come trovare il modo di sapere cosa c’è dentro i ricordi di Andreotti.
Il Punitore intanto nella serie di Rucka si allea con la marine Rachel Cole in Alves, na manza incazzata come un’ape che gli han seccato marito e famiglia il giorno del suo matrimonio e insieme vogliono spezzare le reni al Consorzio, un’organizzazione criminale.
L’Uomo ragno non so cosa faccia ultimamente.

Beh, ecco i protagonisti del crossoverone e dove erano rimasto.
Ora, io avessi una roba come l'Omega drive in mano andrei dai vari supereroi più cazzuti del paese e vedrei di fare un mazzo tanto alle organizzazioni criminali e chiuderla li. Devil invece lo usa con parsimonia per tenerli per le palle e farli scannare tra di loro, ma io sono uno smidollato mentre Devil è un ganzo, quindi ci sta.
In questo crossover sarebbe dovuto succedere qualcosa di grosso legato all'omega drive, e invece niente. Senza un apprezzabile motivo (un realmente apprezabile motivo) decidono di distruggerlo, poi fan dei casini, della caciara e non distruggono un cazzo di niente e son tutti amici come prima. Basta. Finito.

E ve lo spoilero e non mi interessa. La trama principale non è il motivo per cui dovete leggere quest'albo. Il motivo per leggerlo sono i disegni di Checchetto che sono uno splendore, e come viene sviluppata la figura di Rachel Cole in Alves, marine incazzata e ganzissima nuova punitrice, un personaggio nuovo, non originalissimo, ma che mi piace un bel po'. Però leggere qualcosa di così inutile rode un po', particolarmente in questo periodo di "NULLA SARA' PIU' COME PRIMA!!!!!!!", per una volta che lo volevo…

A proposito, avete letto cosa sta succedendo all'uomo ragno nelle storie in pubblicazione in questi giorni negli Usa? Ne parliamo?


Personaggio: Norman Osborn

marzo 10, 2010

Eh lo so… che vi devo dire. Giusto due settimane fa, scrivevo che ci saremmo fermati con la nostra galleria di personaggi per cinque lunghe settimane. E invece… eccoci qua. Come ci è venuto? Chi lo sa. Le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole… Sha la la là. Comunque, insomma… Non è colpa nostra. È colpa della guerra fredda in corso in questo momento tra lo stato di Latveria e la Rai, che ci fa un po’ penare. Noi, dalle pagine di questo blog, non possiamo fare altro che postare solo quando ci è possibile. Oh, è una guerra. Navighiamo a vista. Non è che uno si lamentava se Radio Londra magari un giorno non trasmetteva, no? Ecco. Per cui…

NORMAN OSBORN

Cresciuto da un padre alcolizzato, colpevole di aver sperperato il largo patrimonio di famiglia, il piccolo Norman Osborn sviluppa un carattere complesso e solitario: il suo unico scopo è quello di diventare ricco e smarcarsi dalla figura paterna. Genio della chimica, dopo gli anni universitari, fonda la Oscorp, una multinazionale attiva anche nella ricerca robotica finalizzata all’utilizzo militare. Ossessionato dalla ricerca, ruba una formula al suo socio Mendel Stromm, e la prova su se stesso. Gli effetti sono immediati: Norman diventa più forte, più resistente e sviluppa un fattore rigenerante. Anche la sua mente però subisce qualche cambiamento. Impazzito e in odore di megalomania, assume l’identità del Folletto Verde, il Green Goblin. Si procura un costume particolarmente inquietante, un aliante computerizzato, delle bombe a forma di zucca di Halloween e intraprende una carriera criminale. Sulle sue tracce si mette immediatamente L’Uomo Ragno. Tra i due si insatura una guerra senza fine dalle conseguenze tragiche, come la morte della fidanzata di Spiderman, Gwen Stacy. Dopo che tutti lo credevano morto, Osborn torna a farsi sentire. Completamente ingestibile dal punto di vista mentale, paranoico e di rara cattiveria, ha però quasi definitivamente abbandonato il suo alter ego. Grazie però al suo impero economico è costantemente al centro degli eventi. Dopo un breve periodo di detenzione per aver ferito l’ambasciatore della nazione sottomarina di Atlantide, viene messo a capo del più grande servizio di intelligence del pianeta – l’H.A.M.M.E.R. – dal Presidente degli Stai Uniti in persona. Norman, dopo essersi circondato dei peggiori criminali di sempre – che ricatta e comanda a bacchetta – ha dato da poco vita a quello che viene chiamato il Dark Reign: il Regno Oscuro…

BONUS: 19 secondi tutti dance in compagnia del buon vecchio Norm!


Il mio pad è sazio a suon di batarang

febbraio 25, 2010

"marvel la grande alleanza", un gioco in cui premere troppe volte "X". bello eh?

Il primo videogioco tratto da un fumetto a cui ho giocato penso sia stato “Batman” sullo Spectrum (quello del film di Burton),  splendido computer anni ’80 le cui prese d’aria erano due adesivi. Poi sinceramente i giochi del genere decenti li conto sulle dita di una mano.
Il mame ci permette di rimettere mano a “Punisher” e “Marvel vs Capcom”, ottimi titoli da sala giochi, e ammetto che mi divertii abbastanza con il gioco di “Spiderman” sulla prima playstation, un platform semplice ma ben adattato e segnato da un bel combattimento con Carnage.
Poi il nulla… sento qualcuno in lontananza dire “Marvel la grande alleanza”.
Ecco, voglio spendere due parole su questo titolo (il primo, giocato su ps2, dal seguito me ne tengo alla larga). In “Marvel, la grande alleanza” si sceglieva una squadra e si andava avanti a sganassoni casuali, bastava schiacciare qualche tasto a ripetizione.
Io, da buon nerd, ho iniziato il gioco facendo si che le squadre fossero reali (vendicatori, nuovi vendicatori, fantastici 4) e mi divertivo a cambiarle spesso, o meglio, pensavo di divertirmi.

io ci giocavo con lo schermo verde...

Quando ho preso i fantastici 4 questi erano al primo livello e prendevano un sacco di ceffonazzi anche da un doombot armato di schiaccianoci.
Ricominciai il gioco e tenni sempre la stessa squadra, arrivando a un punto in cui una base Shield viene spostata nella casetta di Uatu sulla luna. Uno dei rari casi in cui ho detto “ma andatevene a fanculo” e ho mollato li un gioco senza finirlo.
Ma del resto si trattava di una cagata per ritardati. Quindi in conclusione devo dire che a parte sporadici casi, i videogames legati ai fumetti han sempre fatto cagare.
Si, anche le avventure di Dylan Dog programmate dalla Simulmondo per l’amiga, il fatto che siano vintage non le fa diventare belle.

Questo fino a una settimana fa, quando ho dato in pasto alla mia xbox360 “Batman Arkham asylum”.
In questa sua nuova avventura video ludica il buon Bruce Wayne accompagna Joker nel manicomio di Arkham, anche se insospettito dalla facilità con cui il sempre gioviale criminale si è fatto pinzare. Joker ovviamente fugge e prende il controllo della struttura e toccherà a Batman dare sganassoni per rimettere a posto le cose perché le guardie non sarebbero buone a mettere ko nemmeno un criceto con l’asma.
Più o meno la storia è questa, scritta da Paul Dini, presenta anche più di un ottimo spunto.

Partiamo dai difetti del gioco.
Il primo è quello della maggior parte dei giochi moderni: è facile.
Del resto l’ho finito in meno di una settimana. Gli unici punti in cui ci si può trovare un minimo in difficoltà son giusto due o tre combattimenti coi boss, ma per il resto si avanza senza il benché minimo problema (scrivo dopo averlo giocato a livello normale, l’ho ricominciato a livello difficile ma non mi sembra che cambi poi molto) anche grazie alla modalità detective che praticamente ti dice tutto quello che devi fare.

"Harley Quin infermiera supergnocca? grande idea ragazzi, un po' paracula ma grande idea!"

"Harley Quin infermiera supergnocca? grande idea ragazzi, un po' paracula ma grande idea!"

Il secondo difetto è la deriva del finale che fa cagare e non ve la racconto per non rovinarvi il “Ma che cazzo gli è venuto in mente a Dini?”.

Detto questo “Batman Arkham asylum” è una ganzata di gioco.
È un action moderno di ottima fattura, dalla grafica fantastica, privo di difetti tecnici, e permette un po’ di ore di sano divertimento video ludico. Questo dovrebbe bastarvi.
Andando però all’aspetto nerdico del gioco, ci sono delle chicche niente male, a partire dagli scontri con Killer Croc, Poison Ivy e Bane fino alle sezione platform dello spaventapasseri, senza tralasciare piccoli dettagli, come la cella di Clayface.

Il punto migliore del gioco però sono i combattimenti, in cui il cavaliere oscuro dispensa mazzate a destra e a manca con il buon vecchio bullet time nei momenti dei cazzottoni migliori. Anche le parti stealth sono ben pensate e mai frustranti.

Ottimo lavoro quindi, ed era anche l’ora di usare decentemente il proprio pad per controllare un personaggio come Batman.

Nel caso non v’avessi fatto venire una scimmia pazzesca di giocarci (se non l’avete già fatto) ecco un trailer fatto molto bene del gioco:


Batman Year One 2.0

febbraio 18, 2010

True Story...

Ecco come sono andate veramente le cose… Un abbraccione a Jackstraw: The Abnormal Drug Trafficker.

(via)


Quando pensi che il peggio sia già stato raggiunto e superato…

gennaio 15, 2010

… Vieni subito smentito!

Perchè io davvero, ero convinto che con “One more day” si fosse toccato il punto più basso della carriera dell’Uomo Ragno, peggio della ragno-buggy e della saga del clone.

E invece no, a così breve distanza quei pazzi che ancora spendono i loro danari (ah cosa vi direbbe il nostro Giobatta, altro che not amused, vi urlerebbe contro più moccoli di Eminem) per comprare l’uomo ragno* la Marvel fa vedere questo:

CAVATEMI GLI OCCHI!

* io ho smesso da parecchio di comperare l’Uomo Ragno, sono andato a cercare quest’orrore di immagine in rete per rendervi partecipi dopo aver letto in giro di questa scenetta aberrante.


Personaggio: Gwen Stacy

dicembre 9, 2009

La nostra lunga ed incessante disamina delle bambole dell’universo Marvel – tenere padroncine dei cuori dei nostri superamici – continua con una delle bionde per eccellenza. Al solito sponsorizzati dalla trasmissione di Radio Due dISPENSER – dove vi ricordo viene dato spazio a queste schede il martedì sera – e al solito con un file audio letto da Costantino della Gherardesca che, a quanto dicono in portineria – pare che dopo queste performances sia stato contattato da un grande magazzino che non possiamo citare per fare la parte di Babbo Natale ubriaco che maltratta tutto e tutti.

GWEN STACY

Forse non tutti sanno che, nella vita di Peter Parker, ovvero de l’Uomo Ragno, prima dell’arrivo dei film di Sam Raimi, primo dell’arrivo di Mary Jane Watson, c’era la bionda e fragile Gwen Stacy. Una storia d’amore potente e tragica, di quelle che hanno lasciato il segno nel cuore di tutti i lettori di fumetti per anni. Gwen Stacy è una bellissima ragazza, di quelle che – ai tempi dell’High School – fanno innamorare tutti i ragazzi. Il giovane secchione Peter Parker, a differenza di tutti gli altri, quarterback della squadra di footbal compreso, la ignora. Il motivo è semplice: quando si passa la notte a difendere la giustizia volando di palazzo in palazzo, non si ha molto tempo per scrivere il nome della propria amata sulla Smemoranda. La ragazza, offesa a morte dall’indifferenza dimostrata da questo insopportabile nerd, lo odia. Ma non riesce a resistergli e, una volta arrivati all’Università, i due si fidanzano. Addirittura la già citata Mary Jane – futura signora Parker – tenta di mettersi in mezzo, ma non c’è nulla da fare: i due si amano. Addirittura lei, dopo poco, spinge per convolare a giuste nozze. Le cose si complicano quando il padre di lei, il capitano della polizia George Stacy, muore a causa di uno scontro tra L’Uomo Ragno e il cattivissimo Dottor Octopus. La ragazza – che non sa della doppia vita del suo amato – è distrutta dal dolore e si isola scappando in Europa. Una volta capito che non è il caso di forzare il suo amato al sacro vincolo del matrimonio, torna a New York. Ma non c’è pace per le fidanzate dei supereroi. Viene rapita dal perfido Green Goblin che la getta dal ponte di Brooklyn. L’Uomo Ragno si getta per salvarla, ma ogni tentativo è vano: la ragazza muore tra le braccia del suo amato senza riconoscerlo.

BONUS! Gara di patate!