Serie che vieni, serie che vai #4: Fondazione futuro, tra belle cose, un po’ di noia e gente che non centra una mazza

febbraio 9, 2012

Giunge il momento, dopo quattro uscite, di parlare un po’ della nuova incarnazione dei Fantastici quattro dopo la morte di Johnny Storm meglio noto come la Torcia umana. Come avete potuto leggere sia in passato che pochi giorni fa a me Hickman piace un sacco come sceneggiatore, ma ammetto candidamente che fino alla morte del fiammeggiante bellimbusto non mi sono curato minimamente di leggere la sua gestione del quartetto più famoso dei fumetti. Come il peggiore degli sprovveduti però quando ho visto in edicola il primo numero dedicato alla Fondazione futuro l’ho preso.

Il primo episodio della serie, col ritorno del nostro sovrano Destino, il colpo di scena finale e la presentazione di tutta la baracca mi ha pure entusiasmato.
Roba di tirare un manrovescio sulle pagine e dire “Ecco! Questi sono i Fantastici quattro. Mistero, magia, robe tecnologiche incomprensibili…”. Ancora di più dopo il secondo episodio, in cui la figlia di Reed e Susan rivela di avere liberato dei Reed Richards cattivi da altre dimensioni.
Cosa succede dopo, pur avendolo letto, non lo ricordo se non a piccoli sprazzi. Questo perché pur avendo ottime caratteristiche in Fondazione futuro ci sono anche dei momenti di una noia abissale, come le prime schermaglie con questa nuova minaccia o l’arruolamento dei cattivoni.
Notevole anche il ritorno sulla terra degli Inumani e del redivivo Freccia Nera. Spero però di aver capito male il ritorno in vita del silenzioso sovrano, perché se è risorto solo perché “Ha ancora delle cose importanti da fare, tipo prendere a ceffoni l’impero Kree e allora lo facciamo rispuntare dal nulla” questa è una cagata come non se ne vedevano da anni.

Ma c’è di peggio, molto di peggio.
Cosa cazzo ci fa l’uomo ragno vestito da spermatozoo nei fantastici quattro?
Ce lo siamo chiesto più o meno tutti.
E la risposta dopo quattro numeri di Fondazione futuro è: NULLA! ASSOLUTAMENTE NULLA!
Per ora sembra che ce l’abbiano messo solo per provare ad aumentare le vendite. Ormai Peter Parker è ovunque. Da solo, coi vendicatori, ora coi Fantastici quattro. Ovunque.
Nei vendicatori ci può anche stare, ma nelle avventure cosmiche dei Fantastici quattro che cosa cazzo può fare l’Uomo ragno? Ha sempre fatto pena nello spazio, basta rileggersi Guerre Segrete.
Si tratta di un personaggio metropolitano, come Devil, o il Punitore, e pensandoci anche solo per cinque minuti mi sono venuti in mente abbastanza nomi per prendere il posto della Torcia da fare altre dieci squadre.
Nova, ad esempio, che nei vendicatori segreti è praticamente scomparso dopo il primo arco di storie, un po’ come qualsiasi cosa di decente e ganzo ci fosse in quella serie.
O la Torcia umana classica che sappiamo essere tornata in vita e in continuity. Troppo poco brillante? Toro! Entrambi diventano uomini fiammeggianti proprio come il compianto Johnny Storm.
E potrei andare avanti a lungo.
Inoltre se c’era una cosa che da ragazzino adoravo era il protagonismo di Spidey nelle sue storie. Qualche giorno fa mi sono riletto i Team up degli anni novanta disegnati da Frank Miller e ce n’era uno con i Fantastici quattro. Non era una storie dell’uomo ragno e i Fantastici quattro, era una storia dell’uomo ragno con i fantastici quattro. Un protagonista e delle comparse. E così sono praticamente tutti gli incontri tra Peter Parker e gli altri eroi Marvel, almeno finchè Bendis non l’ha sbattuto tra i Vendicatori.
In questa serie l’arrampicamuri è ridotto veramente a una comparsa che fa qualche battuta da macchietta ma mostrando anche di essere intelligente, anche se prima di tutto rivela di essere inutile e fuori luogo.

Nonostante tutto però Fondazione futuro è una serie accettabile. Non ottima come altre cose di Hickman, non particolarmente entusiasmante, ma una lettura non completamente cagosa come mi aspettavo.