The Hood, supercattivi a rischio

luglio 26, 2009


Parker Robbins è uno spiantato di New York con una povera crista di fidanzata incinta, una madre chiusa in uno squallido manicomio, un padre fatto fuori da Kingpin, una relazione silenziosa con una bagascia russa, e un cugino alcolizzato che fa colazione a metadone.
Un giorno, durante un furto, si trova davanti un demone, gli spara e un po’ come chiunque si trovi a sparare a un demone, gli ruba stivali e mantello che gli permettono di volare e di rendersi invisibile, ma anche di tirare fuori dei poteri che neanche lui sa come quando si trova sotto pressione..
Da quel giorno Parker Robbins diventa The Hood, uno dei villains Marvel più importanti nell’attuale continuity.

Nonostante la genesi del personaggio un po’ da “ma checcazzo…” il volume appena uscito in Italia che raccoglie la mini scritta da Brian Vaughan e disegnata da Kyle Hotz non solo è divertente, violento, lugubre e pieno di ottimi personaggi, è proprio una bella storia.
Il ritmo della narrazione è vertiginoso e i dialoghi sono notevoli, sia quando si tratta di ciarle da scazzottata, sia quando si ha a che fare con momenti più introspettivi mai banali.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è una sola: come riuscirà questa volta il famigerato Brian Michael Bendis a rovinare un personaggio simile?
Si, perché già dalle storie dei nuovi vendicatori post-Civil War Bendis ha dato un ruolo di primo piano a The Hood trasformandolo in un supercrminale con una superidea: unire tutti i cattivi di New york che normalmente da soli le buscano come pentolacce dal supereroe di turno.

Vedremo, intanto leggere questo volume è un vero piacere.