Del ritorno di Miracle Man, l’ennesimo capolavoro anni 80 dello Scrittore Originale

aprile 4, 2014

Miracleman_Vol_1_1Leggo in giro di “bieca operazione commerciale” e rispondo “ma chi cazzo se ne fotte?”. Io della ristampa di Miracle Man sono contento come un frugoletto a natale. E non solo della ristampa delle storie degli anni ’80, ma anche di quelle degli anni ’50 di Anglo.

Fin troppo spesso dimentichiamo che leggiamo fumettini d’intrattenimento, e questo sono quelle storie. E quell’intrattenimento era sincero, innocente e avventuroso, senza ulteriori scopi.

Quindi se vi perdete la ristampa di queste storie iniziata in questi giorni siete dei pazzi, e idem se vi lamentate che torni in edicola e fumetteria (a un prezzo più che equo) una simile meraviglia altrimenti totalmente introvabile.

A farla da padrone però sono le storie degli anni ottanta, quelle scritte dallo Scrittore Originale, di cui ho letto i primi due episodi stamattina e di cui non ho la più pallida idea di come andranno avanti, ma già queste poche pagine mi hanno catturato completamente. Del resto quando lo Scrittore Originale scriveva così era praticamente impossibile non restare a bocca aperta. Per quanto recenti dichiarazioni di questo Scrittore Originale siano alquanto disdicevoli nei confronti dei nostri amati supereroi, quando costui si cimentava con gli uomini in costume riusciva a creare un mondo magico ed entusiasmante, senza bisogno di tante pippe da stregone. Leggere questo primo albo di “Miracle man” è come riguardare i primi gol di Ronaldo quando giocava nel Psv. Magari acerbo, ma già un fenomeno (spiegone: paragone molto ricercato).

Signori, son soldi ben spesi. Spendeteli. Che di storie così se ne trovano poche in giro.

(Sta cosa dello Scrittore Originale di cui si favorisce immagine mi ha fatto veramente riderone).

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NUMERO UNOOOOOOO!

aprile 8, 2011

Ahimè con il sesto volume la panini ha finito di pubblicare in Italia le storie recenti legate al mondo di Iron fist, storie che se seguite queste pagine da qualche tempo ormai saprete mi garbano come poche altre nel panorama fumettistico moderno.

Ah che bei tempi, quando si scoprivano le avventure dei vecchi guerrieri Kung-fu di Kun lun, si assisteva a tornei di mazzate e a scontri con l’Hydra, a giappo-mostri cazzuti e alle impagabili battutacce delle armi immortali.

Il sesto volume è interamente dedicato a storie singole per ogni arma immortale, sapete questo cosa vuol dire?
UN’INTERA STORIA DI FRATELLO CANE N.1! TUTTA SUA!
Proprio così, e non importa se ce ne sono altre buone (come quella avventurosa del Principe degli orfani o quella tragicomica del cicciobomba che fa sumo), qua siamo davanti alla prima consacrazione di un personaggio che è impossibile non amare.

Se ci si aspetta un’avventura a base di sgozzamenti, massacri e battute di pessimo gusto si resta delusi però, perché quella di Fratello cane (numero unooooo!) è una storia tristissima di bimbi che predono i ceffoni, che portano le droghe perché sennò prendono i ceffoni, di delinquenti cinesi che danno i ceffoni ai bambini poveri durante la guerra dell’oppio e di altri modi per ceffonare i suddetti bimbi.
sganassoni di qua, cazzotti di la, si scopre così che Fratello cane (numero unooooooo!) quando si raggiunge il jackpot dei ceffoni ai bimbi malnutriti miseri e indifesi arriva incazzato come un opinionista di Libero che guarda Santoro e rende le mascate una a una a suon di spadate circondato dai suoi fidi cani randagi.
Un samurai che agisce un po’ quando trova il tempo, che fa scorrere fiumi di sangue e che si circonda di bestiacce pulciose, rognose e con la bava alla bocca.
E il tutto in una storia che nella sua eroica mestizia è veramente bella sia come racconto che come disegni.

Se non tirano su una miniserie qua è pazzia, è come avere Messi in squadra e tenerlo in panchina per far giocare le riserve della Caperanese.


Nell’attesa della meraviglia

dicembre 16, 2010

Sapete cosa vuol dire avere un libro che si vuole leggere con un’ansia pazzesca sul comodino e non poterlo fare? Per motivi che non starò a spiegarvi ho tenuto per quasi un mese la mia copia de “Il progetto marvels” senza poterlo leggere.
E vi assicuro che ne avevo una voglia pazzesca, per svariati motivi tra cui ne spiccano due: mi affascinano sempre le storie che riguardano la rilettura dei fumetti di un tempo fatta attraverso i meccanismi e gli stilemi attuali; dopo quella cagata di Reborn, nonostante l’ottima continuazione della serie di Capitan America avevo proprio bisogno di rivalutare definitivamente Ed Brubaker ai miei occhi di fanboy.

“Il progetto marvels” riesce in entrambe le cose, è un’opera completa, entusiasmante, energica. Mischia alla perfezione gli elementi hard-boyled tanti cari all’autore con i supereroi, così come era già successo nello splendido “Incognito” ma con molta più verve. I disegni di Steve Epting rendono il tutto ancora più preciso, gradevole e dinamico dando così vita a uno dei migliori fumetti degli ultimi tempi.

Sinceramente mi chiedevo, con tutte le rivisitazioni degli eroi classici che bisogno ci fosse di questa storie, e invece mi sono trovato davanti a un’opera scritta con mente ferma e il cuore a mille, non solo per quanto riguarda le ottime parti su Cap, Namor, Nick Fury, la Torcia e Toro (e se la continuity con la recente opera di Ross e Carey non c’è che importa quando ci si trova tra le mani qualcosa di così meraviglioso?) ma anche per il ripescaggio dell’Angelo, voce narrante del racconto o di John Steele, eroi persi nel tempo che qua trovano il loro posto senza bisogno di essere macchiette.

Fate vostro questo volume, è una meraviglia, e anche se dovrete attendere per leggerlo non fatevi scoraggiare, ne vale totalmente la pena, anche solo per poter riabbracciare Brubaker e pensare che Reborn sia sono un pessimo ricordo, un incidente di percorso più che trascurabile.


Police and super-thieves in the streets (Oh yeeeeeah!)

novembre 24, 2009

Zack era un supercriminale noto come Zack Sterminio. Dopo la morte del fratello Xander, suo compare di bisbocce e devianza, e una grave ferita viene catturato, diventa un pentito e viene inserito nel programma di protezione testimoni.
Solo che a fare la vita d’ufficio Zack non è che se la passi benissimo. Il mestiere dell’archivista che timbra il cartellino e va a casa stanco morto a fine giornata gli sta stretto anche se è più che consapevole che questa copertura gli sta salvando la pellaccia, quindi inizia a drogarsi come un punkabbestia e… che ve lo devo raccontare tutto questo primo volume di “Incognito” appena pubblicato? Non vi basta questo a capire che l’ennesima serie a firma Ed Brubaker è l’ennesima figata?

Renee è una sbirra bella tosta, così come tutti i suoi compagni di dipartimento, costretti a svolgere il loro lavoro nell’oscurità di un’ombra più che ingombrante, non è facile essere in polizia a Ghotam city. Eppure la squadra costruita da Jim Gordon ci prova in tutte le maniere a fare il suo lavoro, ad essere decisiva, e non è detto che nella loro semplciità non ci riescano. Eroi più umani dell’eroe umano che però ha una barcata di soldi e un addestramento pazzesco.
“Ghotam Central – Servire e proteggere” è uscito in volume in bel po’ di tempo fa, ma uno non può comprare tutto, quindi fate come me e colmate la lacuna.

Ed è uno sceneggiatore, che ha vinto un bel po’ di premi, ha una marea di lettori appassionati, ha messo Devil in galera, ha fatto schiattare Capitan America imbastendo una trama perfetta per anni, tanto che la Civil war non è stata così determinante nell’amara conclusione della vita di Steve Rogers.
Brubaker è, almeno per quanto mi riguarda, il miglior sceneggiatore di fumetto seriale degli ultimi anni, e infatti è l’unico che mi fa aspettare con ansia di sapere come le storie andranno avanti, che mi fa attendere in trepidante attesa di scoprire, ad esempio, cosa succederà ad Iron fist.

Questi due volumi sono due perfetti esempi della sua bravura, capaci di coniugare i due generi in cui questo autore spicca rispetto ai colleghi: trame supereroistiche fitte di colpi di scena e il noir più antico capace però di creare atmosfere uniche.
I nomi stessi dei personaggi di “Incognito” hanno un sapore di tempi andati, di età dell’innocenza del fumetto, non solo i fratelli Sterminio, ma anche Morte nera o Ava Distruzione. Una storia complessa e ben articolata nel suo ritmo frenetico che cattura dalla prima all’ultima pagina.

Anche “Gotham central – Servire e proteggere ” come ritmo non scherza, scritta a quattro mani con un ottimo Greg Rucka, la serie si stabilisce su binari più canonici e seguendo il registro proprio del poliziesco classico. Nonostante le sue sporadiche apparizioni la presenza di Batman si avverte per buona parte delle storie, in cui però agisce solo da comprimario, pur rivelandosi sempre un perfetto deus ex machina narrativo. Molto più presenti invece i supercattivi più carismatici di Gotham, del resto molto del fascino di questa serie sta proprio nella sua capacità di mostrare come l’uomo comune mosso da ideali di giustizia si possa scontrare con gente come Mr.Freeze, il Joker, Due facce o Firebug.

Due meraviglie fumettistiche moderne quindi, fatele vostre.