Il Babbeo del Giorno #9 – Rocket Racer

marzo 7, 2010

Come già spiegato per Hypno Hustler, l’ instant-character nei 70’s era un must. Una cosa andava di moda? Ci si faceva un personaggio o, se non c’era abbastanza materiale, quantomeno un babbeo di supercriminale lo si triava fuori!

Verso la fine degli anni 70 in USA lo skateboarding era all’apice della popolarità, i ragazzi dello Zephyr Team erano delle rockstar, Dogtown era una nuova terra di promesse per gli adolescenti dell’epoca e la tavola a rotelle faceva comparsate un po’ ovunque: Telefilm, film, programmi TV, pubblicità…

Poteva quindi mancare un personaggio dei fumetti sullo skate? Noooo! Ed infatti arrivò Rocket Racer!

Come Hypno Hustler sfruttava un tormentone dell’epoca e come Hypno Hustler (o Cage o Big Ben…) era di colore… Perchè nei 70’s la questione razziale era un argomento di attualità scottante e la cultura nera era alla riscossa ovunque, tutto era groovy. Peccato che a parte Shaft e Huggy Bear e forse un po’ Albertone, nessuno di questi personaggi sia durato granchè.

Nome: Rocket Racer

Vero nome: Robert Farrell

Genesi del personaggio: Nasce su Amazing Spider-Man 172 del 1977 (in Italia su Uomo Ragno Corno 243 del 1979), dove dà del filo da torcere al nostro arrampicamuri per la bellezza di quattro pagine prima di essere messo fuori gioco!

Robert Farrell era il più grande dei 7 figli di mama Farrell (alla faccia del combattere gli stereotipi razziali)… Pà Farrell era morto e tiravano a campare tra mille difficoltà in da ghetto. Robert era un promettente genio scientifico ed era l’unico della famiglia ad aver potuto frequentare il college… Quando però mama Farrell si ammalò Robert capì che la famiglia e le cure della madre erano tutte sulle sue spalle e non poteva più perdere tempo con gli studi. Interrotta così una promettente carriera accademica il nostro si dedicò al crimine, utilizzando le sue conoscenze scientifiche per costruirsi un super-costume accessoriato (da babbeo). Manca solo un po’ di pollo fritto piccante e siamo a posto.

Aspetto: Con una classica livrea giallorossa da Mago Galbusera il nostro amico sfreccia su di uno skateboard a propulsione indossando degli ochialoni da sci. Babbeo 100%.

Poteri: Uno skateboard a razzo da lui costruito che può anche scalare pareti verticali e utilizza dei guanti potenziati che danno super mazzate e sparano raggi.

La fine: E’ riapparso qua e là durante gli anni, nel 2000 un tizio senza nome si spacciò per tale “Troy”, divenne amico di Robert Farrell e quando scoprì dove teneva i suoi aggeggi lo immobilizò e li rubò. Povero Robert, una sega di super criminale gabbato anche quando era in pensione. Questo Rocket racer però venne arrestato e in prigione si unì alla gang di Lapide contro la gang di Kangaroo assieme a Big Ben e al nostro amico Hypno Hustler. Comunque sia un personaggio nell’oblio da sempre.


Personaggi: Alicia Masters

settembre 23, 2009

E via con il puntuale appuntamento del mercoledì. Latveria meets dISPENSER, (Radio rai 2. Lu – Ve. 23,00 – 00,00). Il nostro fine dicitore è quell’elegante del Costantino della Gherardesca che, dopo questa performance, pare sia stata chiamato al prossimo Festival di Mantova per leggere tutti, ma propri tutti, i libri che verranno presentati.

ALICIA MASTERS

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I supereroi esistono principalmente per due ragioni. La prima: difendere il mondo dai terribili piani di morte e distruzione dei cattivi. La seconda: trarre in salvo belle ragazze bionde e indifese. Alicia Masters è forse il più classico esempio di fragile donzella in pericolo. Cresciuta insieme al patrigno Philipp Masters, fugge da lui quando scopre che quest’ultimo è in realtà il supercriminale meglio noto come il Burattinaio. AliciaMastersÈ sempre lui il responsabile del tragico incidente che cambia per sempre la vita di Alicia: a causa di un esplosione di materiale radioattivo, la giovane perde infatti la vista. Fortunatamente per lei però, la Natura – oltre ai capelli biondi e gli occhioni da cerbiatta – le ha donato un senso del tatto incredibilmente sviluppato e una memoria fotografica. Grazie a questa particolarità, la timida biondina diventa una scultrice di fama mondiale ambita dalle gallerie d’arte di tutto il mondo. I soggetti delle sue opere sono – inutile dirlo – i supereroi. Per lei è facile: le basta toccare il viso di qualcuno per averlo indelebilmente impresso nella mente. Non solo: sempre grazie a questo fugace contatto fisico, Alicia instaura un rapporto più profondo con il suo modello. Potremmo quasi dire che ne “vede” la personalità e ne “percepisce” l’anima. Sarà proprio questa sua seconda “vista” a farla innamorare dell’eroe dall’aspetto più spaventoso di tutti: Ben Grimm, ovvero La Cosa dei Fantastici 4. Il loro amore durerà fino a quando La Cosa non la abbandonerà per rimanere su un pianeta alieno nel disperato tentativo – ovviamente fallito – di riacquistare la sua forma umana. Una volta tornato sulla Terra, troverà Alicia in procinto di sposarsi con il suo compagno d’avventura, la Torcia Umana. Bionda, indifesa, buona ma anche un po’ stronza.