When Captain America Throws his Mighty Shield!

luglio 23, 2011

Come è costume qui in Latveria in occasione delle prime dei film dei supereroi, noi si è andati al cinema parrocchiale in massa, con magliette a tema e con in corpo delle birrette pronti a scatenarci in degli “Evvaaaaai!” o dei “Buuu!” in sala, perchè noi siam gente semplice e si fa il tifo.

È nata una stella

Il film non ha deluso nessuno, come ampiamente ci aspettavamo già dai primi trailer. Soprattutto la prima parte del film ci ha visti protagonisti di ole forsennate e cori da stadio, per la gioia degli astanti.

Fondamentalmente sono riusciti nel miracolo di mitigare con dell’autoironia la pesantezza ideologica dell’uomo-bandiera e di fargli vivere tutte le cose più fiche del suo passato bellico aggiungendo anche qualcosa in più ma assolutamente senza forzature: si vede praticamete tutto ciò che è fico di quel periodo: gli Howling Commandos, Bucky, i vari costumi e scudi che vengono sapientemente fatti vedere tutti per non tralasciare nulla del mito e citazioni dotte qua e la: dai vecchi serial di Cap alla ricostruzione dello storico Pier 13 di Manhattan (il dock più grande dell’epoca) fino alla prima Torcia Umana che si intravede alla fiera delle scienze di Stark fare mostra di se in una teca di vetro o il volto di Arnim Zola che appare in nel monitor di una macchina quasi a citare la sua futura incarnazione. Insomma, pregio a carrettate.

Per la prima volta ho visto un vero sforzo di accorpare in un film solo tante cose senza snaturare o strafare, tutto è sensato: dalla partecipazione di Stark Sr. ai progetti del governo alla frattura dell’H.Y.D.R.A. con il Reich fino alle apparizioni di tutti i comprimari, tutto fila piacevolmente e senti che non è stato accantonato nulla, anche quando capisci che han segato via la A.I.M.. Magie del “Sense of Wonder”. Se avessero fatto un apparizione anche gli Invasori sarebbe stato da collasso.

Poi ecco ci stanno un sacco di mazzate, jeepette che scoppiano, cazzottoni all’antica, un diffuso senso di Indiana Jones (citato esplicitamente nell’abbigliamento di Arnim Zola) e gente che si disintegra in lampi blu. Che volere di più? La Bomboniera Algida? Ce l’avevamo, tiè.

Sul finale diventa un po’ sbrigativo, con i soldati dell’ H.Y.D.R.A. che sono inetti e cadono come mosche al primo colpo, come degli Stormtroopers qualsiasi, ma ormai il risultato era già ampiamente portato a casa già da quando appare Dum Dum Dugan.

Insomma siamo usciti dal cinema facendo le scene del film e facendo i rumori della lotta, come la nostra età cerebrale ci impone, perplessi solo sul perchè il teschio Rosso fosse vestito come il tipo di Hellraiser e perchè Cap si ostinassero a chiamarlo “Captain” invece che Capitàn. Uòzzamerica ok, ma fino a un certo punto dai.

Buuu invece ai gestori delle sale italiane che tengono la luce accesa sui titoli di testa rendendo difficile vedere i teaser dopo i titoli per quei 6 che rimangono in sala appositamente. Dai oh ormai dovreste saperlo persino voi che dopo i film della Marvel c’è il teaserino, essù.

BONUS – Marciate con noi e fatevi uno scudo col coperchio della pattumiera!


Captain America the First Avenger, Teaser Trailer

febbraio 7, 2011

Titolo troppo esterofilo però tant’è.

Promette bene dai, dai che forse è fico davvero.


Ultimate avengers

settembre 16, 2010

Ultimate avengers fa talmente cagare che non mi impegno neanche a cercare un titolo simpatico da dare a questo post, è già stata dura trovare la voglia di scriverlo.

Solleticato, nonostante le recenti porcherie partorite da Mark Millar tipo “Kick ass” o “Nemesis”, dal ritorno dell’autore scozzese nel mondo Ultimate mi sono ostinato a leggere tutta la prima miniserie (appena finita di pubblicare in Italia) di questi nuovi Vendicatori.
Viene introdotto il Teschio rosso, che questa volta non è un gerarca nazista ma il figlio di Capitan America seminato in patria prima della partenza per la guerra. Il figlio sentendo l’assenza del padre viene addestrato dagli americani ma diventa uno stronzone e massacra 400 soldati per poi scarnificarsi la faccia da solo e iniziare ad ammazzare gente random in giro per il mondo compresi neonati. Un cattivone di tutto rispetto quindi, e in questa saga elettrizzante come uno show di star in declino che ballano sulla tv pubblica di sabato sera Millar si diverte a rivedere la mitica storia del cubo cosmico di Lee e Kirby.
Peccato che quando questo Teschio rosso si trova il cubo cosmico in mano invece di dimostrare quanto è un cattivone facendo le peggio cose ai vendicatori sta li ad aspettare che qualcuno lo faccia fuori.
Ultimate avengers fa talmente cagare che ve lo racconto a cazzo di cane.

Si sto spoilerandovi tutta la storia tanto è una cagata pazzesca e non vi perdete niente.
Sappiate che alla fine Cap trapassa il Teschio rosso con la punta di un aereoplano, questo non muore ma finisce in ospedale dove in una scena commovente come una coda alla cassa del supermercato spiega di aver fatto tutto questo (uccisioni, massacri, torture…) per poter cambiare la realtà e crescere con suo padre. Poi arriva la nuova Wasp e lo giustizia con una pistolettata in faccia.
Volevate leggere sta roba? Vi ho fatto un piacere.
Ultimate avengers fa talmente cagare che mi viene il vomito solo a ripensare al finale di questa miniserie.

Ma andiamo avanti.
Vengono presentati anche questi nuovi vendicatori del mondo Ultimate dal carisma di una merda tra le lenzuola. Non mi soffermo troppo sulla loro pochezza se non per la trovatona di Nerd Hulk, ossia un Hulk intelligente e timidone.
Che mattacchione Millar! Ormai sembra quei ragazzetti un po’ sfigati che fanno battutine al bar per poi ridere da soli nell’imbarazzo generale. Contento lui, contenti tutti.
Ultimate avengers fa talmente cagare che evito di sottolineare le evidenti stronzate legate a ogni singolo personaggio.

Non saranno i pessimi Ultimates di Loeb, ma nemmeno quelli ottimi delle due stagioni di Millar, e i disegni di un Pacheco totalmente sottotono non salvano la baracca.
Trovate totalmente prive di mordente, scene ganassa da sbadiglio, e dialoghi insulsi sono la salsa di questo arrosto bruciacchiato. In pratica manca tutto quello che rendeva valido il lavoro dello sceneggiatore scozzese.
Emblematico Cap che scappa da un’esplosione lanciandosi da un palazzo su una moto dicendo (più o meno, non vale la pena sbattersi ad andare a cercare la citazione giusta): “solo una ragazzina si farebbe fermare da una bomba!”.
Riderissimo vero?
Ultimate avengers fa talmente cagare che non ricordo nemmeno dove ho messo il primo albo che conteneva questa esilarante gag.

Proprio Cap diventa ormai una macchietta. L’ultimate Capitan america messo in campo da Millar era un personaggio divertentissimo. Qua invece abbiamo a che fare con uno sparapose reazionario tanto forzato da risultare solo patetico.
Ultimate Avengers fa talmente cagare che non mi impegno neanche a trovare una buona conclusione a questa recensione. Sappiate solo che a leggere i commenti in giro le prossime miniserie sono ancora peggio di questa, se vi ho convinto con queste righe a evitare questa rumenta posso ritenermi più che soddisfatto.


Bei momenti da ricordare: una nuova casa per il Teschio rosso

giugno 28, 2009

Ed Brubaker è un genio.

E il suo Capitan America è la miglior serie marvel attuale.

E non esistono più le mezze stagioni.

Prima dell’uscita di “Reborn” (tornerà Steve Rogers?  No? Tornerà Fenice? No? tornerà il tipografo? Magari!) ci tengo a dire due cose:

1-     Io leggo le cose in italiano e quindi ho appena finito di sfogliare la run “L’uomo che comprò l’America”, ed è un capolavoro.

2-     Mettere il Teschio Rosso dentro il corpo di Armin Zola è una delle mosse più geniali che mi sia capitato di leggere in un fumetto negli ultimi anni.

Quindi il senso di questo post è semplicemente quello di ricordare questo momento, questo bellissimo momento.