Personaggi: Microchip

gennaio 27, 2010

Vi ricordate quelle vecchie puntate dell’A-Team o di Automan dove si cominciava a far vedere che tramite l’internet e l’utilizzo ganzo dei computer si riuscivano a fare delle cose incredibili come incastrare i cattivi? Erano gli albori dell’internet! E ilmondo era pieno di personaggi bizzarri che di lavoro facevano gli hacker. Ecco, questa sera – sempre grazie alla trasmissione dISPENSER che obbliga con la forza il povero operaio dell’entertainment noto come Costantino della Gherardesca a leggere le nostre puntuali schede – scopriamo insieme l’hacker degli hacker. Che uno pensa che siccome sei uno che sta tutto il giorno al compuer non hai degli amici giusti. Invece no! Ah, tra l’altro pare che Costantino della Gherardesca, grazie a queste letture, orasia stato chiamato a vestiri i panni di The Roboz in un ipotetico remake di Riptide. Che bazza!

LINUS LIEBERMAN AKA MICROCHIP


Clicca per auscultare la scheda.

Solitamente si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Nel mondo dei fumetti, dietro a un grande eroe c’è un piccolo uomo. Solitamente vecchio o grasso. Per esempio il Punitore non sarebbe nessuno senza Linus Lieberman, conosciuto ai più col suo nome di battaglia: Microchip. Linus non ha nessun superpotere: è solo un hacker. Ma è il più bravo di tutti, una vera leggenda della rete. Inevitabilmente la malavita organizzata finisce per richiedere i suoi servizi. Microchip, resosi conto del pericolo, si ritira dal mondo della pirateria informatica e diventa un comunissimo uomo d’affari. Sovrappeso, con pochi capelli e con degli occhiali da vista troppo grossi. Suo nipote però, nel tentativo di diventare famoso come lo zio, finisce nel mirino di personaggi senza scrupoli che lo uccidono. Ignorato dalla polizia corrotta, Microchip decide di tornare in attività come hacker e indagare da solo. Ed è in questo modo che incontra il Punitore, l’unico “dei buoni” che non si fa alcun problema a uccidere chi infrange la legge. I due – dopo aver risolto il caso – decidono di fare squadra. Semplificando: Microchip sfrutta le sue capacità per svolgere delle indagini informatiche e individuare i “cattivi” e il Punitore si occupa del lavoro sporco. Non solo: come un provetto Q per James Bond, Microchip fornisce al suo collega una serie di gadget e armi incredibil per la sua battaglia contro il crimine. Dopo poco tempo, quando il sangue comincia a scorrere a fiumi, Microchip inizia però ad avere qualche problema. Capisce che i criminali si possono fermare senza svuotargli addosso per forza chili e chili di piombo. Questa sua presa di posizione lo porta a criticare apertamente i metodi sbrigativi e violenti del suo socio. Giudicare il Punitore però non è una delle mosse più intelligenti che si possano fare… Microchip, infatti, è morto.

BONUS! Un trailer di un film vecchio e brutto sugli hacker – dal didascalico titolo Hackers – con Angelina Jolie normalmente in carne!

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Crimini Contro L’umanità: Parte Seconda

novembre 23, 2009

Abbiamo cominciato settimana scorsa una lunga e dolorosa discesa negli inferi delle produzione cinematografiche a soggetto supereroistico. Insomma, i film brutti tratti dai fumetti. Se volete scoprire quanto si può cadere in basso, continuate a leggere e puppatevi un’escalation di terrore dalla posizione numero 12 alla 10. Oddio che ansia.

12 The Punisher, Jonathan Hensleigh, 2004

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Qualcuno si ricorda il vecchio film sul Punitore con Dolph Lundgren senza manco il teschio sulla maglia? Dai, quello che in italiano non si sa per quale motivo è uscito con il titolo Il Vendicatore… C’è anche una sequenza dove si vede un telegiornale, un anchorman che parla di tale Vendicatore e dietro di lui c’è una scritta gigante: Punisher… No, per dire l’accurataggine con cui era fatto… Eh? Ve lo ricordate? Eh? Era brutto… Ma questo è peggio. Si prende un altro biondo (Thomas Jane) lo si tinge di nero, gli si mette un teschio sul vestito (almeno quello…) e poi si fa di tutto per rovinare la saga Bentornato, Frank, quella di Ennis e Dillon. E tra un pezzo dei Nickelback e uno del chitarrista degli Evanescence, ce la si fa alla grande. Ad uscirne peggio di tutti è proprio il Punitore, qui snaturato in ogni sua caratteristica, soprattutto – diciamo così – “psicologica”. John Travolta, nella parte del cattivo, è semplicemente deprimente. Per la cronaca l’ultimo film dedicato al personaggio, The Punisher War Zone, massacrato ovunque dalla critica e da noi uscito direttamente in dvd, non è per niente male. Cioè, a confronto sembra un film di Orson Welles e a questo ci straspezza la schiena. Non a caso si è dovuti ripartire da zero… Per farvi capire quante cazzate si possono dire in un film, vediamo come ce li cava a spiegare tutto quello che muove Frank Castle nella sua vendetta cieca e senza fine in soli 32 fottutissimi secondi.

Attore di pregio che qui mette a rischio la sua carriera:
Roy Scheider (R.I.P.)

11 X-Men le origini – Wolverine, Gavin Hood, 2009

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Diciamolo subito, hanno fatto un brutto casino con Deadpool. Un bruttissimo casino. Non è nemmeno un film discreto in cui han fatto un bruttissimo casino con Deadpool, oppure un film che raggiunge a mala pena la sufficenza in cui han fatto un bruttissimo casino con Deadpool, no, è un grosso film di merda in cui han fatto un bruttissimo casino con Deadpool. E dire che dietro c’è la penna del romanziere/sceneggiatore de la 25esima ora di Spike Lee. Al famoso monologo di Norton davanti lo specchio andrebbe aggiunto “Fanculo te! Sceneggiatore, produttore, regista di Hollywood che quando si ritrova ad dover fare un film sui Super Eroi, invece di attingere da quelle migliaia di ottime storie, si inventa cazzate dal nulla, rovinandomi la giornata ed il mio megasecchio di popcorn”

Perchè diamine Deadpool assomiglia a Voldemort sotto steroidi con un giochino della settimana enigmistica sul petto? Perchè?
deadpool-mask

(Girano voci sul fatto che in un probabile Wolverine 2 o spin-off su Deadpool si scoprirà che il pelato di cui sopra non sia in realtà Wide Wilson)

Attore di pregio che qui mette a rischio la sua carriera:
Danny Huston

10 The Spirit, Frank Miller, 2008

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La totale e definitiva perdita di credibilità per un uomo che per un certo periodo è stato nei nostri cuori… come dire: la conferma della fine di Frank Miller passa sicuramente attraverso questo film. Dopo essere stato incoronato dal grande Will Eisner come suo successore e custode dei segreti della non arte, Miller è riuscito a scontentare chiunque facendo trasparire per altro anche una certa cattiva fede. In barba a qualsiasi rispetto per la fonte originale, al personaggio The Spirit viene applicato in laboratorio il trattamento Sin City (vi ricordate? Si può fare lo stesso anche a Charlie Brown) . Il risultato si commenta da solo. Se già il passaggio da carta stampata a grande schermo era stata non priva di difetti per Marv e compagni, figuriamoci in questo caso. Dopo dieci minuti passa la voglia di vivere anche al più entusiasta degli spettatori e l’idea di una possibile uscita in sala di Sin City 2 e Sin City 3 mette paura. Deligato… Fortunatamente non è piaciuto praticamente a nessuno per cui forse Frank Miller per un po’ la smetterà di essere definito un Autore visionario. Ma ne dubito.

Attore di pregio che qui mette a rischio la sua carriera:
Samuel L. Jackson.

Parte 1: dalla 15 alla 13

Adriano & FEDEmc