Il babbeo del giorno # 27 – Orco

settembre 17, 2015

Sento come un eco di qualche vecchio lettore che pensa “ebbasta co ste pizze de recensioni, che se me se apre ancora sto blog del cazzo che aggiornate quando ve pare e poi sparite di nuovo è solo per il babbeo del giorno!”, e quindi caro lettore immaginario, eccoci tornare a parlare di quei bei personaggi insignificanti che affollano il mondo dei fumetti.

ogrefactor31Nome: Orco

Vero nome: Ignoto, parliamo di un personaggio che non è nato l’altro ieri, ma che fa la sua prima apparizione in fumetti degli anni ’60, ma a nessuno è mai fregato qualcosa di sapere chi cazzo fosse sto tizio.

Genesi del personaggio: Come dicevo una riga fa, parliamo di un personaggio antichissimo, nato dalla penna di Roy Thomas sul finire degli anni sessanta sulle pagine degli x-men. Erano anni sgarzolini nel mondo dei fumetti, nei quali però si faceva un gran uso di raccontare le origini dei vari personaggi, spesso anche di quelli più ininfluenti. Per Orco non solo non venne dato un nome vero e proprio, ma nemmeno un’origine. Orco è questo, e qui, e non ve ne deve importare d’altro. Giusto così!

Aspetto: Orco è un panzone vestito di viola. Alla sua prima apparizione non possiamo ancora determinare la sua età, ma di certo non è un pischello, ed è dotato di quello sguardo da “voi non sapete chi sono io, ma io sono Orco, e sono antipatico come una merda nel letto! Ah!”.

Verso fine carriera invece appare come un vecchio vestito di viola, ma dal più bonario aspetto vagabondo/saggio/fricchettone.

In entrambe le sue forme non è però che abbia molto di orchesco. Un cattivo chiamato così me lo immagino tipo come una nemesi di Hulk, un energumeno mostruoso e puzzolente dalla forza fisica pazzesca, non certo come un panzone e/o anziano di viola vestito.*

Poteri: Orco, pur avendo un’origine sconosciuta, pur non avendo un nome, non è un mutante, né un alieno, è un semplice umano intelligentissimo (e direi che il suo look mostra tutto questo acume). A differenza però di tutti gli umani intelligentissimi dei fumetti, particolarmente quelli che si dilettano con le robe scientifiche, non ha utilizzato il suo sapere per avere dei poteri, e i suoi poteri non sono frutto di un esperimento sbagliato. I suoi poteri sono frutto di…. non ha alcun potere!

1729782-ogre2Orco è un umano, vestito malissimo, senza poteri, che però se la cava bene con le robe da cervellone e vende la sua abilità al miglior offerente.

Il suo esordio è in qualità di membro del gruppo criminale Fattore tre. Una cricca di mentecatti che voleva far scoppiare la terza guerra mondiale per poi governare un mondo deserto ridotto in cenere dalle testate atomiche.

Ora, io non ho mai capito bene questa cosa di molti supercattivi dei tempi di voler distruggere il mondo per poi fare gli scoreggioni su un cumulo di macerie tanto in voga in quegli anni, ossia, a parte l’incarnare il terrore da guerra fredda della megadevastazione nucleare, che cazzo di senso ha se non sei un perfetto idiota? Sarebbe come andare in un negozio di elettrodomestici, sfasciare la televisione più grande che hanno, e poi rubarla e portarsela a casa. Ti occupa mezzo salotto, hai rischiato di farti arrestare, e non serve a un cazzo.

Comunque questi tizi di Fattore tre si credono di superare indenni la terza guerra mondiale perché sono mutanti. Ma Orco non lo è. Quindi cazzo ci sta a fare con loro se in caso di successo lui morirebbe? Se si fosse posto questa domanda probabilmente non avrebbe trovato spazio in questa rubrica. E tanto poi si scoprì che in realtà Fattore tre era comandato da un alieno che voleva la distruzione totale globale per poi dare il via a un’invasione (di un pianeta in cenere, ma qua andremmo a ripeterci).

Fattore tre aveva assoldato Orco per le sue qualità da cervellone con il compito di rapire Xavier, che è un po’ come comprare Messi per farlo giocare a basket, ma del resto parliamo di tempi in cui la logica era molto relativa nel mondo dei supertizi. Ovviamente fallisce, scappa e sparisce dal mondo, dai fumetti e dalla memoria di chiunque abbia posato il suo sguardo sulla sua orribile figura.

ogreLa fine: Se mai qualcuno negli anni sessanta s’era affezionato ad Orco, deve aspettare trent’anni per rivederlo. Rispunta infatti dal nulla con il suo nuovo look in quelle storie orribili dei Thunderbolts a cavallo tra gli anni novanta e primi anni del duemila. Scopriamo infatti che dopo la fine di Fattore tre il nostro ha semplicemente continuato ad abitare la loro base segreta (che nel frattempo era stata occupata da altri supergruppi di cattivoni, i quali avevano tutti ignorato la presenza di Orco). Orco si unisce a quel gruppo di merda, senza intaccarne minimamente la scala di sfiga che già era alle stelle.

Dopo alcuni affanni (a farla breve, il cattivissimo Techno, per un po’ si sostituisce a Orco, ma poi schiatta e così gli altri Thunderbolts ritrovano il vero Orco surgelato e tutto torna come prima. In pratica Orco è una pippa anche quando impersonato da altra gente sulla carta più cazzuta) spunta fuori la storiaccia: i Fattore tre avevano tenuto ibernato un tizio potentissimo che a dispetto del nome non ha solo il potere della crema di ceci senziente: Humus sapien.

Oggi Humus sapien sarebbe tipo l’emblema dei supercattivi vegani, e probabilmente aprirebbe un blog che parla di cibo che puzza (e sa)di cartone bagnato, ma questo è invece un mutante cazzutissimo che può disintegrare ogni cosa non organica. Questo viene risvegliato, si incazza, e fa crepare uno sfacelo di gente. Dopo essersi reso conto che non deve andare a lavorare e che non era neanche lunedì capisce che è stato un pochetto una merda e decide di autoesiliarsi nello spazio perché quando gli rode il culo che lo svegliano è troppo pericoloso.

Il nostro amato Orco, probabilmente conquistato da tanta beltà d’animo (oppure no… del resto il suo vestitino non è proprio da emblema del supereroismo virile, ma ai tempi non si finiva ancora nella colonna di destra di repubblica.it con determinate storie diversamente eterosessuali), decide di andare con Humus Sapien per tenergli compagnia che uno a stare esiliato da solo nello spazio profondo capace che si rompa un pochetto le palle dopo qualche giorno, e da allora di lui non abbiamo saputo più nulla.

Peccato, ci tenevo a sapere almeno come cazzo si chiamava il povero Orco.

*Effettivamente anni dopo apparve un altro Orco (Ogre in originale) nel mondo dei fumetti, che finalmente era un gigantesco energumeno bruttissimo. Noi però preferiamo il protagonista di questo articoletto.


Il babbeo del giorno # 26 – Il carnefice

marzo 25, 2014

Qualche tempo fa avrei voluto fare un annual del babbeo del giorno coi Thunderbolts del periodo Dark Reign, una delle peggiori squadre supereroistiche mai concepite (e che infatti ha avuto vita brevissima, lasciando nel team solo i personaggi che funzionavano come il fantasma). Poi sono arrivati i nuovi Dark avengers che fanno ancora più cagare (e che infatti hanno avuto vita editoriale ancora inferiore) e m’è rimasto tutto in sospeso.
Dei Thunderbolts dell’epoca Dark reign ce n’era però uno che penso sia nella top ten dei personaggi più insulsi apparsi su un fumetto: Il Carnefice

HeadsmanLayeredNome: Carnefice

Vero Nome: Cleavon Twain

Genesi del personaggio: Il tenero Cleavon viveva in un tenero boschetto col fratello. Per vivere cacciavano dei polli (a quanto leggo su wikipedia, che poi sei in un bosco e tutto quello che riesci a cacciare sono dei polli?) per poi decapitarli su un ceppo e mangiarne le carni.
Un’educazione d’altri tempi.
Cleavon ha poi un tenero cagnolino, che un giorno il fratello a cui sta bestia stava sui coglioni (oppure s’era stufato di mangiare solo pollo tutte le sere) decide di decapitare.
Il nostro eroe non la piglia proprio benissimo, ma invece di ammazzare quello stronzo di suo fratello decide di uscire dal tenero boschetto e di iniziare a squartare a colpi d’ascia tutti quelli che incontrava.  Una reazione da vero genio del crimine!
Un personaggione di tale risma non poteva che finire tra le file di Norman Osborn, che pensa bene di dotarlo di un aliante e di un’ascia più ganza di quella che già possedeva, per poi ripensarci un attimo e spedirlo in qualche modo in galera (da quanto ho capito), facendo si che non si sentisse più parlare di lui fino a questa serie dei Thunderbolts.

Aspetto: Il classico energumeno anonimo, con cappuccio viola e un’ascia.

Poteri: Tutti i poteri che ha glieli ha dati Osborn. Di suo aveva solo che è spesso. Ha un’ascia cazzuta e vola su un aliante. Per il resto è un idiota come tanti altri.

La fine: Finora non è che ci siano molte caratteristiche da babbeo, a parte il fatto che qualsiasi essere minimamente razionale se la sarebbe presa col fratello invece di uccidere gente random e finire tra le grinfie di Osborn. Io l’ho conosciuto con i Thunderbolts, e se già prima aveva tutte le caratteristiche del perfetto tontolone, nella squadra di criminali redenti(ribadiamo, in queste storie a dir poco pessime) il caro Cleavon non ne azzecca una: solo figure da imbecille o da perfetto inetto, una di fila all’altra.
A rendere il tutto ancora più inutile è la sua morte.
Durante uno scontro tra Thunderbolts e Agenti dell’Atlas (gruppo ganzissimo! fateli tornare più spesso disgraziati!!!!) l’uraniano ipnotizza Nuke (se non erro) per fargli uccidere Osborn, il quale però appare al gruppo come ologramma e al posto suoa prendersi il proiettile in faccia è quello sfigato subito li dietro, e potete facilmente indovinare di chi si tratti.

Che poi a dare una riletta veloce più che un babbeo il Carnefice è un personaggio semplicemente insulso. Un omone armato di ascia con un’origine da mentecatto, un cattivo dallo spessore nullo e insignificante…
Diciamo che questo articolo può essere visto quasi meglio come un “Cristo quanto facevano stracagare i Thunderbolts durante Dark Reign”, ma a pensarci bene erano meglio di quelli attuali che come già detto sono una porcheria agghiacciante. Beh, vi allieto con una bella immagine che non centra un accidente, dai, che nulla vada sprecato:

tumblr_n2lsd7P4va1qzd9ino1_500che qua da quando è assente sua eccellenza mancano le robine d’annata.


I nuovi Thunderbolts Marvel Now che non è che ci garbino poi tanto

novembre 27, 2013

Thunderbolts-01-Cover-rev

State seguendo la rivoluzione Marvel now? Io sinceramente no. Andava benissimo quel nuovo inizio dei numeri uno, bastava e avanzava, almeno secondo me, e questo ennesimo rimpasto sinceramente mi ha entusiasmato così tanto che ho smesso di seguire anche varie uscite, su tutte Capitan America e le varie testate vendicative. Se però sbaglio qualcosa ditemelo che magari qualcosa di buono c’è, ma sinceramente i vari albi che vedevo spuntare mi attiravano quanto una tagliola.

L’unica testata “Marvel now” che mi è capitato di leggere è quella dedicata ai Thunderbolts, ma solo perché la trovo in fondo al mio adorato Devil di Mark Waid.

Come al solito però la prendo alla lontana.

Non parlo su queste pagine dei Thunderbolts da quando erano stati dati in mano a Luke Cage come padre-padrone della squadra, una “stagione” del gruppo variabile di criminali al soldo della giustizia che con i suoi alti e bassi mi è piaciuta parecchio. Abbiamo poi avuto il, grazie a dio breve, periodo dei nuovi Dark Avengers, che magari prossimamente ne parlerò in maniera più approfondita dato che non ricordo praticamente niente se non che mi hanno fatto pena (devo quindi andare a vedere dove ho lanciato con rabbia gli albi).

Come sono i Thunderbolts dell’era Marvel Now? Pessimi!

Partiamo dal concetto stesso di Thunderbolts: sono ex-criminali se non criminali veri e propri, spesso in galera e volontariamente costretti a partecipare al progetto con quella storia dei naniti, che si trovano per vari motivi ad affrontare missioni che potrebbero essere tranquillamente svolte anche dai Vendicatori, o dagli X-men. In pratica si trovano a dover fare la parte dei buoni. E la cosa ganza dei Thunderbolts sta tutta li, tanto che guardando agli ultimi tempi, persino un babbeo come Boomerang può avere un suo ruolo, una sua forza, un suo scopo editoriale nei Thunderbolts.

Arriviamo a questi nuovi Thunderbolts. Sono guidati da uno dei personaggi meno carismatici degli ultimi anni, ossia da Hulk Rosso, e per quanto siano personaggi scomodi o violenti, centrano veramente poco col concetto pocanzi espresso. Partiamo dal Punitore, che se guardiamo la continuity dovrebbe essere in una cella costruita da Tony Stark da cui non potrebbe scappare neanche un’unione tra Void e Galactus.

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Poi abbiamo Elektra, che non so cosa abbia fatto di rilevantedopo il ritorno post-secret invasion, ma qua è protagonista di quello che dovrebbe essere il mega-colpo-di-scena-pazzesco: Elektra e il Punitore che se la limonano e se la  scopazzano alla grande. Una trovata talmente fuori dai personaggi, particolarmente quello di Frank Castle, che per quanto mi riguarda l’ho trovata più fastidiosa di un Frankencastle e quasi ai livelli del punitore-zombi-angelico di qualche anno fa.

Il nuovo Venom è troppo insulso per sprecarci tante parole, e Deadpool… ecco, Deadpool, che praticamente dovrebbe essere il personaggione comico della Marvel NON FA RIDERE! Odio Deadpool con tutto me stesso, e la sua sola presenza mi fa disprezzare qualsiasi fumetto.

A voler sintetizzare quindi, la squadra fa pena, i personaggi coinvolti che sarebbero ganzi vengono usati malissimo e il nome Thunderbolts è messo li a casaccio. Le storie però come sono? Una grandissima palla per ora, noia noia noia noia noia noia.

Non si salva proprio niente quindi, compresi i disegni di Dillon, che dimostra sempre di più che con i supereroi rende veramente zero. Neanche il sesso fra noti personaggi a fumetti dà un senso a questa porcheria, ed è tutto dire.


Io volevo parlarvi del Capitan America di Mark Waid…

settembre 26, 2011

Io volevo parlarvi del Capitan America di Mark Waid. Ma tipo che son due mesi che provo a scrivere l’articolo e mi esce un pattume incredibile di farneticazioni.
Prendiamo la partenza dell’articolo. A furia di riscriverlo partendo dal film dedicato al capitano a stelle e strisce mi avvicino sempre di più al momento in cui lo daranno in prima tv su canale 5.
Perché il film di Capitan America è bello, e questo l’abbiam già detto. Ed è bello perché ci riporta a quel fumetto di sganassoni e intrecci narrativi che negli anni novanta usciva dalla penna di Mark Waid.
Poi avrei parlato di come non tutto il mondo Marvel degli anni novanta era da buttare, la rinascita degli eroi, il ragno rosso e simili sono una merda senza eguali, e questo è un dato di fatto, ma il Capitan America di Waid era una figata, e avrei scritto come la nostalgia degli anni novanta mi fa sentire vecchio lanciandomi in qualcosa di molto sconclusionato sulla figura tragica di Mauro Repetto e sulla sua parabola discendente.
Tutto per arrivare a consigliarvi l’acquisto di “Capitan America – Operazione rinascita”, saga meravigliosa da poco ripubliccata in volumone, e ancora di più il ritorno di Waid attuale alle storie di Steve Rogers con quella specie di splendido What if che è “Capitan America – Man out of time” che sta venendo pubblicato su “I Vendicatori la leggenda” da tre mesi e che vede in maniera anche abbastanza gonza Capitan America svegliarsi nel mondo di oggi.

Volevo fare questo, scrivere questo articolo e dilungarmi su tutte queste cose. Ma mi usciva sempre qualcosa di cagosissimo e quindi vi parlo dei nuovi Thunderbolts.

I Thunderbolts dell’era “Heroic age” sono guidati da Luke Cage, uno dei miei tamarri preferiti, e hanno tra le loro fila membri del calibro del Fenomeno e Crossbones, quindi sono ancora più tamarri. Ma più che altro danno spazio a un grandissimo dell’universo Marvel, ossia l’Uomo Cosa, la versione tarocca di Swamp thing.
Il fantastico paludone (non scrivo paludoso perché mi viene troppo da pensare al personaggio di Simon the sorcerer e rido nerdicamente da solo come un idiota per un’ilarità di cui io stesso mi vergogno) ricopre in questa serie il bellissimo ruolo di veicolo a sbafo per la squadra grazie alla sua abilità di teletrasporto. E basta.

Non solo le storie sono allo stesso livello di tutte le avventure recenti dei Thunderbolts, non solo c’è l’uomo cosa, ma c’è anche, nel volume appena pubblicato in Italia, una bellissima storia sulle origini del Fantasma il cui significato è “non fate mai, e quando dico mai intendo mai, incazzare un nerd con della figa!”.

Quindi se non sapete cosa leggere ultimamente non limitatevi ai classiconi di Mark Waid, o al suo bellissimo ritorno alle storie di Capitan America, ma gustatevi anche questi Thunderbolts. E se non vi basta il fatto che io volevo parlarvi di una saga storica e son finito a parlarvi dell’Uomo cosa usato come mezzo di trasporto non saprei che altro aggiungervi.


Il babbeo del giorno #10 – Slyde

aprile 1, 2010

Dopo una piccola serie di babbei particolari torno finalmente a parlare di un babbeo classico, che va quasi a ricollegarsi come storia al fantastico personaggio che inaugurò questa rubrica: il Tipografo.
Sto infatti per narrarvi la storia di un uomo rovinato da una crisi lavorativa, e dall’incapacità di tenersi vicine le persone perché troppo viscido: Slyde, un supercattivo che deve il suo potere al tentativo di rendere migliore la vostra cucina!

Nome: Slyde

Vero nome: Jalome Beacher

Genesi del personaggio: Il povero Jalome era un chimico che studiava un modo per rendere la vostra padella antiaderente ancora più antiaderente, roba di quella che viene venduta sulla migliori fiere di paese dai più impavidi imbonitori armati di megafono. Quelle padelle che quando siete bambini vi stanno troppo sulle palle perché vostra madre si ferma a guardarle ammirata mentre preparano le migliori zucchine trifolate di sempre mentre voi volete andare a riempirvi di bomboloni e marzapane.
Ma sto divagando.
Jalome non solo riesce a creare un composto che mai più farà attaccare l’arrosto al fondo delle vostre pentole, ma viene anche licenziato appena fatta la scoperta senza nessun apprezzabile motivo.
Dato che i sindacati stavano probabilmente organizzando qualche maxiconcerto retorico affidando il tutto a qualche società che si avvale di tecnici di palco e addetti all’organizzazione in nero, nessuno si caga i piagnistei di Jalome che s’incazza come un lamantino, si fa uno sfavillante costume bianco, lo riempie della sua roba maggggica super-anti-aderente e inizia a rapinare banche finchè non si imbatte nell’Uomo ragno.

Ammettiamolo, la carriera criminale di Slyde non inizia nemmeno malissimo, tanto che entra pure nei Signori del male/Thunderbolts nel periodo post-Onslaught.

Aspetto: Inizialmente una tutina bianca dal carisma di una larva, poi cambiata in una tuta nera tipo ninja ugualmente insulsa.

Poteri: Tutti i suoi poteri vengono dalla roba per le padelle. Quindi scivola velocissimo, e non si riesce ad afferrare e fa delle patatine fritte da leccarsi i baffi. Mica male eh?

Dalle stelle alle stalle: Dopo il fallito tentativo di conquistare la fiducia del popolo col suddetto piano diabolico Signori del male/Thunderbolts Slyde ricomincia a rapinare banche, ma viene beccato con le mani nella marmellata dall’uomo ragno e spedito in galera.

Mentre Jalome sta al gabbio viene sostituito nei panni di Slyde dal fratellastro Matt, il quale però non brilla particolarmente in fortuna, infatti viene ucciso dopo neanche cinque minuti dalla Mano (da Elektra stessa se non erro), per poi essere ucciso nuovamente nel tempo di un paio di sigarette da Wolverine.

La triste fine: Quando Jalome esce di galera e può finalmente riprendere il suo costume siamo in piena Civil war, viene contattato da Testa di martello per fare un po’ di macello insieme, si rifiuta e tale Underworld, un superkiller abbastanza incazzoso, gli spara una pistolettata in testa.

Se le vostre omelette non vengono come desiderate adesso sapete perché.


Le seguenti parole potrebbero essere ritrattate in futuro

febbraio 13, 2010

Questa è una bloggata complessa, ci ho messo un sacco a decidermi a postarla perché potrebbe andare a levare la già poca dignità critica dei miei scritti su questo blog, e probabilmente un giorno succederà qualcosa che mi farà rimangiare tutto questo.
È un’affermazione pesante quella che sto per fare, mettete a letto i bambini e se siete facilmente impressionabili smettetela qua di leggere, ma io sono una persona sincera e onesta e quindi devo scriverlo, e dirlo al mondo.
Ecco le parole del misfatto:

A me, personalmente, “Dark reign” sta gasando un sacco.

Ecco l’ho detto, mi son levato un peso.
Non è una cosa che si può scrivere così, sul muro del cesso dell’autogrill, via sms ai numeri che hai ancora in rubrica dei compagni del liceo che non vedi dal giorno del diploma (e che ti tieni lontano da facebook perché non li vuoi assolutamente incontrare nuovamente), sulla sabbia del gatto.
Son parole forti.

Ma ora vi spiego, non è che dico sta cosa così e poi scappo a nascondermi sotto le mattonelle, e nemmeno a piangere sotto la doccia.
A me sta gasando “Dark reign” e non solo per le belle storie parallele come quelle di Elektra e Punisher di cui vi abbiamo già parlato.

Li avete letti i Thunderblots di Ellis?
Spero di si, sennò ora potete recuperare facilmente quel ciclo.
I Thunderbolts di Ellis son stati una ganzata, e Dark reign non è altro che la versione sgrausa (= scritta da Bendis) di quel gruppo.
Ammettiamolo, i cattivi più tozzi trasformati in Vendicatori, anche se al di fuori di un What if, promettono belle cose. Se Bullseye e Moonstone già strameritano, la trama imbastita da Osborn è perfettamente in linea col personaggio, e fottutamente divertente.
Ma vediamo le singole serie:

Dark Avengers: La mano di Bendis, prodiga di stronzate, si sente meno del solito, e come dicevo, il divertimento è tanto. Le tavole di Deodato poi son magnifiche.
Per ora abbiamo visto questi Vendicatori/Thunderblots in azione solo a Latveria, ed è sempre bello vedere storie ambientate in casa.
Fanno un attimo cagare, per inutilità, Daken (il figlio di Wolverine) e Ares ma perché è un personaggio del cazzo. Sembra figa invece la caratterizzazione che Bendis sta facendo di Sentry, che quando stava nei Potenti Vendicatori aveva il carisma di un blocco di ghisa.

Nuovi Vendicatori: La storia si sta concentrando su Hood. E per ora il suo incontro-scontro interno con Dormammu è una merda. Idem il gruppo che passa più tempo a far chiacchiere che a mollare sganassoni. Sembra come se la serie sia lasciata da parte, ma del resto la leggo giusto perché la pubblicano su Thor e mi scazza spendere 3 euri e 30 solo per il Cap di Brubaker.

Thor: Il ridimensionamento dei poteri del dio del tuono, bandito da Asgard, potrebbe portare a belle storie. Però questa serie continua a dirmi ben poco.

Thunderbolts/Deadpool: Ecco. Questa faceva veramente schifo. Deadpool capace di non far ridere come non mai e i nuovi Thunderbolts sono una ciofeca. Il personaggio più carismatico è… non ci sono personaggi carismatici. Vomitevole.

I vendicatori di Pym: Il team di vendicatori più babbeo di sempre, e le storie di Dan Slott a me piacciono quanto trovare degli sputi nei panini. Sputi gialli.

E fin qua direte: e allora perché ti piace sto Dark Reign?

Per i Dark Avengers come già detto, per alcune storie a se stanti, ma più che altro per Iron man. Tony Stark ricercato, l’ottima presentazione di Iron Girl, gli sviluppi della personalità di Maria Hill… sono una goduria da leggere. Del resto le storie di Fraction hanno vinto l’Eisner Award come nuova serie mica per vanvera.

Vedremo come andrà avanti “Dark Reign” (io lo leggo in italiano come avrete intuito, quindi non rompete con sto “The siege” che non ho la più pallida idea di cosa diavolo parli), sono pronto a rimangiarmi tutto, ma per adesso devo ammettere che mi sto divertendo un bel po’.

(tutto quello di cui non ho scritto, tipo spiderman o i fantastici 4, ovviamente non lo sto ne comprando ne leggendo)

Extra: vi anticipo


A sto giro Giobatta s’incazza come un Grizzly!

febbraio 1, 2010
Giobatta is not amused

Giobatta is not amused

Io vorrei che tutti quelli che osanna(va)no la Planeta de Agostini e le sue scelte editoriali ora fossero qua. Vorrei metterli di fronte a Giobatta a sentirgli dire al nostro anziano amico ligure “Eh ma alla fine è giusto, la qualità! Cacchio, la qualità!”, oppure “certo ok, ma la proposta è sempre meglio di quella della marvel/panini”, e questo perchè in pochi ricordano il lavoro svolto da “El magnifico tradutor” con le prime uscite italiche della casa editrice spagnola, quando ti trovavi un baloon su tre nella lingua di Sancho Panza, se non intere pagine ed editoriali.

Li vorrei qua adesso i Planeta fanboys, davanti a Giobatta, a spiegargli questo:

TRE EURO E CINQUANTA PER 48 PAGINE!
Altafini direbbe “incredibbile amisci!”.
Non contenti l’aumento di prezzo è segnalato da un simpatico adesivo messo alla cazzo di cane a rendere ancora più appetitosa la vostra copertina, un po’ come gli avanzi di magazzino di Skorpio e Lancio story che trovi all’edicola della stazione di fianco ai pornazzoni.
Che meraviglia di iniziativa editoriale!
Che edizione pregiata!

E intanto per la collana Le grandi saghe oggi esce il volume con TUTTA la run di Ellis dei Thunderbolts. Roba che se non lo comprate siete nemici del fumetto.
Inizio a pensare che la Planeta faccia proposte degne di nota quasi esclusivamente con ristampe e volumoni da fumetteria…