War, has never been so much fun!

gennaio 13, 2010


War has never been so much fun!
Go to your brother,
kill him with your gun,
leave him lying in his uniform dying in the sun.

Non so di preciso quand’è successo che mi sono appassionato ai film di Guerra, penso in età preadolescenziale guardando “Platoon” trasmesso dai Bellissimi di Rete4 una notte d’estate con mio padre (“che me ne sbatto il cazzo e domani vado a lavorare stanchissimo che porco giuda c’è Platoon”).
Da allora, complice la stessa gioia nel vedere determinate pellicole da parte di alcuni amici, certi film son stati visti e rivisti. Tra questi spicca un film ingiustamente poco noto: “La croce di ferro” dell’immenso Sam Peckinpah, storia di un reggimento di soldati nazisti in fuga dal fronte russo durante la seconda guerra mondiale, vero e proprio capolavoro del genere.

Cito questo film perché tra le varie pellicole è il più vicino alla monumentale opera di Garth Ennis di cui voglio parlarvi, recentemente ristampata dalla Planeta de Agostini in un unico volumone dal prezzo alto ma più che giusto visto il suo spessore sia dal punto di vista artistico che da quello del numero di pagine.
“War stories” raccoglie tutte le storie scritte dal prolifico sceneggiatore britannico e disegnate da diversi maestri del fumetto dedicate alla seconda guerra mondiale, partendo dalla parabola di una squadra di carristi tedeschi, spostandosi in cielo e in mare senza dimenticare le truppe di terra e le ideologie emerse con particolare vigore durante la guerra civile spagnola.
Se le storie si spostano su diversi angoli temporali e spaziali, raccontando diversi aspetti del conflitto, la narrazione di Ennis, pur dando il giusto peso alla solita (giusta) manfrina “Guerra brutta!” si concentra in maniera più approfondita sulle storie dei semplici uomini, i protagonisti sono i soldati, persone, che si trovano a volte volontariamente, altre loro malgrado, di fronte agli orrori della guerra. Dalle tavole emerge quindi una caratterizzazione dei personaggi perfetta, accompagnata ai dialoghi tanto ganassoni come d’abitudine dell’autore, quanto impeccabili nel raccontare queste storie di guerra, coraggio, vigliaccheria, morte e amore.
Inutile che aggiunga qualcosa sul ritmo di questi fumetti, dire che un lavoro di Ennis si muove a tempi vertiginosi è ormai retorico.

Un volume splendido, che vale ogni centesimo che costa.
E se non avete colto la citazione del titolo ecco un piccolo extra, anche se vi meritereste le scudisciate a non conoscere determinate pietre miliari: