Il film dei Vendicatori in una parola? Woaaaaaaaaaah!!!!!

maggio 5, 2012

Io sono nato nel 1981, e vivevo in campagna. Con quei due o tre amichetti che vivevano li in giro e che non facevano i contadini la nostra attività principale era giocare nei boschi a prenderci a bastonate. Era un gioco bellissimo d’altri tempi. Ma quando faceva brutto tempo ci rintanavamo in casa di uno o dell’altro, giocavamo coi primi computer (ognuno ne possedeva uno diverso, io avevo il tristissimo Spectrum, mentre il bimbo più ricco aveva il commodore 64… poi arrivò l’amiga e tutti avevamo l’amiga ed era bellissimo, ma questa è un’altra storia), guardavamo cartoni animati di robottoni e leggevamo fumetti.
Poi il fratello più grande di uno di questi amichetti ci fece scoprire il mondo dei giochi di ruolo, di dungeons and dragons, e fu amore preadolescente alla follia.
Come tutti i bimbi sognavamo, e dato che ero figlio unico pensavo a intrattenimenti degni di nota anche per quando i miei amichetti tornavano ognuno a casa sua.
“Sarebbe proprio bello se un giorno facessero videogiochi che sembrano film, magari di d&d…” e direi che sono stato esaudito con gli anni. Basta pensare a un Oblivion, a Dragon Age

E poi sognavo un film dei Vendicatori. E ora, a trent’anni, ho visto il film dei Vendicatori. Un film dei Vendicatori che prende tanto dagli Ultimates di Millar quanto dalle storie classiche, dove ci sono nemici cosmici, intrecci semplici e combattimenti ganassa. In una parola: Woaaaaaaaaaaaaaah!!!!!!!
I difetti di sceneggiatura che affliggono la pellicola li lascio ad altri, io lo so ad esempio chi sono i chitauri, nessuno me lo deve spiegare, e del fatto che nel film non ci provino neanche ad andare oltre al “sono alieni parecchio rognosi che vogliono spaccare tutto sulla terra” non me ne frega molto.
Quello che frega a me è che ho trovato sullo schermo una delle mie immaginazioni di bimbo, e che quando sono uscito dalla sala il mio entusiasmometro era alle stelle. Il film ha tanti difetti, ma ha anche l’unica cosa che gli chiedevo: il sense of wonder.
E del resto chi se ne frega.

Ps: Ho visto il film in ritardo perché ero in Spagna, e una sera mentre mangiavo una Fideuà alla tele davano Rayo Vallecano – Barcellona. Il Rayo è una banda di brughi di un quartiere popolare madrileno con l’inno scritto e suonato da uno peggiori crimini musicali contro l’umanità di sempre, ma aveva come sponsor sulle magliette “I vengadores”! Nonostante ciò hanno preso sette pappine.


Vendicatori: La corona del Serpente

marzo 16, 2012

Non ci speravamo più. Marvel Gold finalmente ha cambiato veste grafica abbandonando quella look da menù del take-away fatto con Photoshop 4. Ora sfoggia una sobria veste bianca e l’aspetto di una collana di storie di qualità adesso è decisamente più consono. Bravi!

I contenuti sono all’interno graficamente allineati col restyle e gli interventi redazionali sono concisi ma efficaci.

La serie di storie qui presentata appartiene al ciclo roboante di fine-gestione di Steve Englehart, che agli Avengers diede tantissimo e in cui prima di congedarsi dai lettori decise di mettere in scena una sarabanda di eventi nello spazio e nel tempo tra Vendicatori e Kang il Conquistatore,  coinvolgendo quanti più personaggi potesse!

Oltre ai Vendicatori appaiono infatti lo Squadroe Supremo, lo Squadrone Sinistro, La Bestia, Immortus, direttamente dagli anni ’50 Rawhide Kid, Kid Colt, Phantom Rider e persino l’eroina dei fumetti rosa degli anni ’40 Patsy Walker che qui apparirà in veste di rompiscatole di Hank McCoy finendo nei guai assieme ai Vendicatori e vestendo per la prima volta i panni di Hellcat e tanti altri piccoli camei di personaggi più  meno noti.

Insomma: una sarabanda di eventi tra l’eroico e il farsesco (Thor vestito da gentiluomo del west vale da solo l’acquisto) in una miniserie ad alto intrattenimento che all’epoca fu sicuramente spiazzante e ancora oggi riesce a divertire seppur con le sue forzature che oggi appaiono magari un po’ ingenue ma che sono uno dei motivi per cui adoriamo i vecchi classici, no? Si, dai.

Ai disegni un giovanissimo George Perez già in forma ma che di li a poco sarebbe entrato nell’Olimpo degli autori più importanti della sua generazione.

Per quanto mi riguarda, come praticamente sempre quando si parla di Marvel Gold, acquisto consigliato se amate il buon fumetto supereroistico di una volta.


ASSEMBLE!

febbraio 6, 2012

Ci siamo quasi. Quei fotogrammi in cui si mettono schiena a schiena, con hulk verde pistacchio, con Cap che salta a cavallina le macchine come gli ha insegnato Alex Ross… Fan service o meno, siamo carichi come un pugno di Giant Man! Ah.

Ah, ora che ci penso ecco perchè il film potrà essere bello ma non bellissimo: manca Giant-Man! Me lo dimentico sempre.

Ma… Magari si è nascosto dietro l’Empire State Building! Eh? Eh?! No eh?.

Sob.

 


Il trailer di Avengers

ottobre 19, 2011

A parte il bamboccio che fa Bruce Banner (che si spera di vederlo più verde e enorme e scemo e distruttivo che bamboccio) è tutto bellissimo!
Pare un miscuglio tra gli ultimates di Millar e i vendicatori classici, e a latveria si scaldano poppi corni e si mettono in frigo le birrette.


Old is the new New

aprile 9, 2011

Sotto con le ristampe in casa Marvel Italia. Come già detto la serie migliore come qualità\prezzo, al di fuori di Volumoni\Omnibus\Raccoltone-Archivi di lusso, è la Marvel Collection che con i suoi 4 volumetti alla volta ristampa un periodo particolarmente significativo degli anni 60-70 di qualche personaggio storico. Dopo gli ottimi Capitan America e Thor stavolta escono praticamente all’unisono le collection de “I Vendicatori” e dei Team-Up de “L’Uomo Ragno”. Anche stavolta come per le precedenti due è disponibile l’edizione con cofanetto dalla grafica retrò.

Quello dei Vendicatori poi esce in contemporanea col relativo “Marvel Masterworks: Vendicatori”. Nella Collection invece ci sono gli albi storici scritti da Roy Thomas (che cura anche una lunga e  piacevole introduzione) e anche le prime storie disegnate da John Buscema, la nascita di Ercole e tanto altro. Ovviamente consigliatissimo.

La collection coi Team-Up de “L’Uomo ragno” esce in contemporanea con il terzo volume dei Masterworks dedicati al testa di tela e presenta storie da Marvel Team Up, inedite in Italia dai tempi della  Corno e che sono rimaste fuori dalla Spider Man  Collection della Marvel Italia.

Si tratta di storie spesso uscite per far conoscere al grande pubblico personaggi all’epoca un po’ in ombra,  usando la collaborazione\alleanza (il Team-Up appunto) spesso con l’Uomo Ragno -che era il campione di vendite- in modo da farli beneficiare in popolarità. Sono storie one-shot, nulla per cui strapparsi i capelli e niente di cruciale per la continuity ma sono carine, godibili e con gente come Gil Kane, Sal Buscema e Jim Mooney a fare il loro mestiere con comprimari come Fantastici Quattro, Fratello Voodoo, Panter Nera, Ka-Zar, Pugno d’Acciaio e tantissimi altri tizi in costume.

Diciamo la verità, dal punto di vista del “must-have” è la Marvel Collection ad oggi meno necessaria alle cronologie delle vostre collezioni ma è assolutamente una lettura piacevole, fresca e sintomatica di quegli anni ’70 fumettistici che qui in Latveria ci piace ricordare. Se con questa primavera esplosa di botto volete godervi una sacrosanta lettura spensierata sul prato, acquistate senza remore.

‘Nuff said!


Ma quanti vendicatori madama Dorè, ma quanti vendicatori

febbraio 23, 2011

Basta! Mi sono stufato di sputazzi sulla Marvel a tutti i costi, mi sono stufato di leggere in giro diatribe, insulti e discussioni infinite su morti, resurrezioni e linee editoriali merdose.
Basta! Io leggo i fumetti della Marvel e con molti di questi mi diverto come raramente mi è successo dal primo albo dell’uomo ragno che mi capitò fra le mani.

Partendo dalle pubblicazioni più recenti, il “Dark reign” a me ha gasato parecchio, confermando alcune ottime impressioni delle prime letture.
“Assedio” come già detto è una cagata pazzesca, ma ci siamo levati dai coglini quei due personaggi di merda di Ares e più che altro Sentry, e sono sicuro che Loki tornerà entro breve.
Arriviamo così alla Heroic Age, e non so se avete letto qualcosa, ma io per ora sono ancora più gasato che col Dark Reign.

Diciamocelo, Steve Rogers a capo dello Shield è un’idea della madonna.
Non mi piace molto la scelta di lasciare i Nuovi Vendicatori (che infatti non ho letto), ma già i Vendicatori ufficiali, nonostante la prezzemolina presenza dell’Uomo ragno e di Wolverine, iniziano col botto, pur con tutti i difetti tipici delle storie di Bendis.
Iron man, Cap e Thor di nuovo insieme sono sempre un bel vedere, e poi il fatto che il tutto parta a 2000 all’ora va a migliorare le cose.
I nostri infatti non fanno in tempo a riunirsi, dare il via al gruppo e fare un brindisino col moscato che arriva un cazzutone come Kang.
Kang a sua volta non fa in tempo a dire “Uè raga come butta nel passato?” che Thor gli tira una martellata in mezzo alla panza. Sta a vedere che ora mi iniziano a garbare pure le storie scritte da Bendis…

Se l’Iron man di Fraction, pur nella sua semplicità e per certi versi ripetitività (una nuova impresa commerciale del buon Tony Stark? Dio che palle!), è sempre una lettura più che piacevole, il vero colpaccio sono le storie contenute nel nono albo di Capitan America.

Partiamo dalla serie regolare di Cap, ormai interamente dedicata al nuovo eroe a stelle e strisce splendidamente interpretato dal buon Bucky. L’arrivo del Barone Zemo incazzoso come poche altre volte e il recupero di supercriminali come Hauptmann Mano di ferro fa pensare a un ritorno alle trame intricate della gestione Brubaker pre-reborn, ossia a una delle migliori serie a fumetti di sempre per il sottoscritto.
Serve altro?
I Vendicatori segreti sempre opera di Brubaker poi si rivelano da subito la squadra più interessante del nuovo corso Marvel, tra spionaggio e avventure spaziali. Anche se a rendere il tutto golosissimo è la presenza di personaggi tra le fila del team come Nova, Moon knight e la Bestia.
Il vero e proprio asso nella mancia di Brubaker arriva però con la serie dedicata a Steve Rogers agente segreto. In pratica lo sceneggiatore mette il vecchio Cap nelle vesti che furono di Nick Fury andando a imbastire una trama supereroistica tra noir e spionaggio.
Steranko a badilate, e non solo per la splendida tavola-citazione presente nell’episodio di Capitan America.

In poche parole le premesse di questa Heroic age sono una gran ganzata, e il buon vecchio Steve Rogers senza scudi e tutine attillate ma a capo della baracca mi si rivela a ogni pagina che leggo sempre più come l’idea migliore passata in casa Marvel degli ultimi anni, se non degli ultimi decenni.


Le seguenti parole potrebbero essere ritrattate in futuro

febbraio 13, 2010

Questa è una bloggata complessa, ci ho messo un sacco a decidermi a postarla perché potrebbe andare a levare la già poca dignità critica dei miei scritti su questo blog, e probabilmente un giorno succederà qualcosa che mi farà rimangiare tutto questo.
È un’affermazione pesante quella che sto per fare, mettete a letto i bambini e se siete facilmente impressionabili smettetela qua di leggere, ma io sono una persona sincera e onesta e quindi devo scriverlo, e dirlo al mondo.
Ecco le parole del misfatto:

A me, personalmente, “Dark reign” sta gasando un sacco.

Ecco l’ho detto, mi son levato un peso.
Non è una cosa che si può scrivere così, sul muro del cesso dell’autogrill, via sms ai numeri che hai ancora in rubrica dei compagni del liceo che non vedi dal giorno del diploma (e che ti tieni lontano da facebook perché non li vuoi assolutamente incontrare nuovamente), sulla sabbia del gatto.
Son parole forti.

Ma ora vi spiego, non è che dico sta cosa così e poi scappo a nascondermi sotto le mattonelle, e nemmeno a piangere sotto la doccia.
A me sta gasando “Dark reign” e non solo per le belle storie parallele come quelle di Elektra e Punisher di cui vi abbiamo già parlato.

Li avete letti i Thunderblots di Ellis?
Spero di si, sennò ora potete recuperare facilmente quel ciclo.
I Thunderbolts di Ellis son stati una ganzata, e Dark reign non è altro che la versione sgrausa (= scritta da Bendis) di quel gruppo.
Ammettiamolo, i cattivi più tozzi trasformati in Vendicatori, anche se al di fuori di un What if, promettono belle cose. Se Bullseye e Moonstone già strameritano, la trama imbastita da Osborn è perfettamente in linea col personaggio, e fottutamente divertente.
Ma vediamo le singole serie:

Dark Avengers: La mano di Bendis, prodiga di stronzate, si sente meno del solito, e come dicevo, il divertimento è tanto. Le tavole di Deodato poi son magnifiche.
Per ora abbiamo visto questi Vendicatori/Thunderblots in azione solo a Latveria, ed è sempre bello vedere storie ambientate in casa.
Fanno un attimo cagare, per inutilità, Daken (il figlio di Wolverine) e Ares ma perché è un personaggio del cazzo. Sembra figa invece la caratterizzazione che Bendis sta facendo di Sentry, che quando stava nei Potenti Vendicatori aveva il carisma di un blocco di ghisa.

Nuovi Vendicatori: La storia si sta concentrando su Hood. E per ora il suo incontro-scontro interno con Dormammu è una merda. Idem il gruppo che passa più tempo a far chiacchiere che a mollare sganassoni. Sembra come se la serie sia lasciata da parte, ma del resto la leggo giusto perché la pubblicano su Thor e mi scazza spendere 3 euri e 30 solo per il Cap di Brubaker.

Thor: Il ridimensionamento dei poteri del dio del tuono, bandito da Asgard, potrebbe portare a belle storie. Però questa serie continua a dirmi ben poco.

Thunderbolts/Deadpool: Ecco. Questa faceva veramente schifo. Deadpool capace di non far ridere come non mai e i nuovi Thunderbolts sono una ciofeca. Il personaggio più carismatico è… non ci sono personaggi carismatici. Vomitevole.

I vendicatori di Pym: Il team di vendicatori più babbeo di sempre, e le storie di Dan Slott a me piacciono quanto trovare degli sputi nei panini. Sputi gialli.

E fin qua direte: e allora perché ti piace sto Dark Reign?

Per i Dark Avengers come già detto, per alcune storie a se stanti, ma più che altro per Iron man. Tony Stark ricercato, l’ottima presentazione di Iron Girl, gli sviluppi della personalità di Maria Hill… sono una goduria da leggere. Del resto le storie di Fraction hanno vinto l’Eisner Award come nuova serie mica per vanvera.

Vedremo come andrà avanti “Dark Reign” (io lo leggo in italiano come avrete intuito, quindi non rompete con sto “The siege” che non ho la più pallida idea di cosa diavolo parli), sono pronto a rimangiarmi tutto, ma per adesso devo ammettere che mi sto divertendo un bel po’.

(tutto quello di cui non ho scritto, tipo spiderman o i fantastici 4, ovviamente non lo sto ne comprando ne leggendo)

Extra: vi anticipo


Personaggi: Wasp

febbraio 10, 2010

Vi abbiamo da poco informati della brillante idea di chiamare la nuova serie rivolta alle influenzabili teenagers ammericane, con un simpatico giuoco di parole che suona più o meno come “le sue troie“. Siccome non ci sembra una cosa particolarmente carina, abbiamo deciso per questa settimana di raccontarvi la storia della più fragile delle Her – Oes.  A leggere la scheda, nel frattempo andata in onda a dISPENSER, il distributore automatico di stimoli quotidiani di Radio Rai Due, il nostro amico Costantino della Ghedradesca che, stando a quanto spifferato dal terribile imperatore Ming, pare sia stato chiamato per doppiare una nuova versione di Flash Gordon.

JANET VAN DYNE A.K.A. WASP

Clicca per auscultare la scheda.

Se vostro marito per il matrimonio vi ha regalato solo un anello di diamanti, potete cominciare a guardarlo male e ad esigere di più. Ci sono mariti molto più generosi. O quantomeno fantasiosi. Per esempio Henry Pym, meglio noto come Ant-Man, a sua moglie Janet Van Dyne ha regalato dei superpoteri. Grazie ad alcune particelle di sua invenzioni – le particelle Pym – ha trasformato la sua amata nella famosa eroina Wasp. Da quel momento Janet, esattamente come il suo sposo, può rimpicciolire fino a diventare delle dimensioni di una vespa o aumentare la sua stazza fino a raggiungere l’altezza di un palazzo. Non solo: ha anche due piccole ali impiantate chilurgicamente che le permettono di volare, emette delle scariche elettriche e riesce a comunicare telepaticamente con le formiche. Certo, non ha un anello da sfoggiare alle cene che contano, ma volete mettere? Non c’è confronto. Inoltre Janet – oltre ad avere un fisico da modella – è una affermata stilista di moda. Questo le permette di guadagnare moltissimi soldi e un modello per tutte le donne del pianeta che ammirano il suo stile di vita. Grazie al suo lavoro poi è in grado di disegnarsi da sola i costumi con cui combatte il crimine. Potete chiedere a tutti i supercvattivi: Wasp, fin dalla sua prima apparizione nel lontano 1963, è sempre stata vestita in modo estremamente elegante e raffinato. Ma dietro a questa vita apparentemente perfetta, c’è un vero e proprio dramma. Suo marito, Henry Pym, colui che le ha regalato i superpoteri, non è esattamente quello che si dice un maritino modello. A causa dello stress accumulato in anni e anni di trasformazioni, ha perso le staffe e ha cominciato a picchiare la povera Janet. Maltrattata fisicamente e psicologicamente, la donna ha però saputo reagire: non solo ha subito divorziato, ma ha anche trovato la forza di crescere come donna, prendendo il comando dei Vendicatori, gli eroi più potenti della Terra.

BONUS! Un video di una coolness esagerata.



Personaggi: Edwin Jarvis

ottobre 2, 2009

E al quarto appuntamento con la collaboratio collaborationis Latverians/dISPENSER, scatta il primo ritardo. Ma d’altra parte la nostra vita da regaz diversamente cool, fatta di fumetti, films e birrini in amicizia, ogni tanto prende il sopravvento, e non è che possiamo stare qui a spaccare il capello in quattro, oh? Cosa credi? Che sia facile? Ma io non lo so…
A leggere la nostra scheda, come sempre, quell’illuminante faro di giustezza che è il Costantino della Gherardesca che dopo queste performances pare sia stato chiamato all’Imperiale a fare lo speaker al posto di Franchino

EDWIN JARVIS

Cliccare per ascoltare in streaming

Se James Brown era conosciuto “the hardest working man in show business”, possiamo tranquillamente definire Edwin Jarvis come “il più instancabile lavoratore di tutto l’universo Marvel”. jarvisÈ infatti fin dalla sua prima apparizione – datata 1964 – che lavora come maggiordomo per i Vendicatori. E accudire la dimora dei più potenti uomini della Terra, non dev’essere di certo una delle occupazione più rilassanti che si possano immaginare. Di umili origini, Jarvis si fa le ossa nella RAF, l’Aereonautiuca Militare del Regno Unito, diventando anche un imbattutto campione di boxe per ben tre anni. Una volta terminata la Guerra, appenderà i guantoni al chiodo per diventare il maggiordomo di Howard e Maria Stark, i genitori del futuro Iron Man, Tony Stark. E saranno proprio quelle mura a diventare il primo quartier generale dei potenti Vendicatori; da un momento all’altro quest’uomo dall’invidiabile aplomb, solitamente alle prese con la perfetta disposzione delle posate a tavola, si trova a doversi occupare dei bisogni – e a condividere le preoccupazioni – di Ant-Man, Wasp, Thor e Capitan America. E se ricoprire questo ruolo può avere i suoi vantaggi, come essere considerato una sorta di zio putativo da personaggi temuti e rispettati in tutto il globo, o come possedere sfiziosi gadgets come lo Scrigno degli Antichi Inverni, la sua vita non è tutto rose e fiori: più volte, l’imperturbabile Jarvis, è finito nel mirino di cattivi senza pietà o morale. Picchiato dai robot del Dottor Destino, minacciato da macchine indemoniate, malmenato dai Signori del Male… Quando non è impegnato a lavare il costume di Capitan America o a rimproverare Wolverine per la sua pessima educazione a tavola, passa il suo tempo pensando romanticamente alla sua ultima fiamma: May Parker, la vecchia zia dell’Uomo Ragno.


“La guerra Kree-Skrull”, ovvero: “Come ti rifaccio il multiverso “.

agosto 5, 2009

uscitokree

La guerra Kree-Skrull, la saga team-up madre di tutte le maxi-saghe Marvel, la saga che gettò le basi per la recente saga della “Secret invasion”, viene ristampata in ben due edizioni (Marvel Italia e la Gazzetta dello Sport) dopo una quindicina d’anni, immagino proprio contestualmente all’uscita di Secret invasion.

“Una guerra in atto da sempre tra due potentissime razze aliene finisce per coinvolgere la Terra.
 Questo evento intreccerà le vite di molti supereroi: Vendicatori, Inumani e Fantastici Quattro su tutti”.

Ecco la trama in soldoni, ma non è quella che mi preme analizzare: ve lo comperate e ve lo leggete se non lo avete ancora fatto… Quello che mi interessa è dire: Roy Thomas è un cazzo di genio!”.

Se andiamo a vedere ad esempio cosa usciva all’epoca (1971-72)  per la “Distinta Concorrenza” in ambito di team-ups, il massimo a cui possiamo ambire sono gli Annuals delle “Crisi”  della Justice League of America con l’ annuale incontro multi-dimensionale  con la Justice Society of America di Terra 2 (raccolti in tre bei volumetti dalla Planeta DeAgostini col titolo “Crisi sulle Terre Multiple”) che si son svolti ogni anno dal 1963 al 1974 : una ventina di tizi in costume si beccavano una volta all’anno per debellare una minaccia che assediava Terra 1, Terra 2 o entrambe… Poi ognuno a casa sua, tipo un cenone di Natale ma con le botte e le tutine.

Zzap! Bang! Sock! Ka-pow! E si risolveva la faccenda, perlopiù, storie divertenti, qualche genialata di Gardner Fox, qualche tavola memorabile… Storie che hanno sicuramente vari meriti, non ultimo il fatto di aver creato ed espanso il concetto di multiverso nei fumetti, concetto sul quale campiamo di rendita tutt’oggi.

Roy Thomas (con l’aiuto di un Neal Adams in collaborazione febbrile)  la fece un po’ più complicata: per quasi un anno tenne mezzo cosmo Marvel in balìa di una guerra trasversale che coinvolgeva tantissimi eroi, pianeti, dimensioni e quant’altro, su più livelli narrativi, unendo con un filo rosso molte trame sparute dell’ allora già nutrita storia Marvel e creando di nuove sottotrame, alcune delle quali si sarebbero dipanate mesi dopo la pubblicazione della saga e le cui eco sono arrivate per anni, fino a oggi appunto con Secret Invasion.

Senza contare poi le varie implicazioni metaforico\sociali sul razzismo, la ricerca di nuovi punti di riferimento per la società ameircana, l’accettazione del diverso etc etc, tipiche delle storie dell’epoca (come già dissi riguardo a L’ Impero Segreto).

La cura inedita con cui Thomas affrontò questa maxi-saga servirà d’esempio per tutti dopo di lui, dando una nuova idea di “continuity”, tutto sembrava ora connesso e vitale, un “tutto” in relazione anche al di fuori di quello che vedevamo nei saltuari team up nelle serie regolari. Qualche anno dopo Thomas andò alla DC e mise il suo spirito da archivista e la sua certosina abilità a collegare i punti delle cronologie al servizio della serie  All Star Squadron, un atto d’amore retrospettivo (e anche un enorme sforzo di ricostruzione) verso la Golden Age senza precedenti allora.

Ai disegni de “La guerra Kree – Skrull” si alternano i fratelli Buscema ma soprattutto Neal Adams, che riesce a mettere in ombra persino un titano come John Buscema.
Adams è il capo della Silver Age, Adams rendeva oro ogni cosa che disegnava:  con le sue tavole dinamiche e drammatiche, coi suoi disegni dettagliatissimi, avrebbe reso avvincente da leggere anche le istruzioni di un aspirapolvere se le avesse illustrate e ti saresti sentito un cretino a saltarne anche una sola vignetta! Ecco cosa penso guardando il lavoro di Adams su questa saga.
Vedergli disegnare qui alcuni eroi per la prima e ultima volta è assieme una gioia e una tristezza.
Nel trambusto di battaglie qua e la nello spazio di questa saga mi sento di segnalre un piccolo detour che è la storia in cui Ant-Man fa un viaggio all’interno del corpo di Visione privo di “vita” per scoprire come riattivarlo: “Viaggio al centro di un androide”, che bomba.
Ecco amici, scusate la lungaggine ma questa saga è una pietra miliare tanto “kids’ entertaining” da un lato, tanto sfaccettata e importante dall’altro… In sostanza, come dicevo sopra: comperatevela.