Il film dei Vendicatori in una parola? Woaaaaaaaaaah!!!!!

maggio 5, 2012

Io sono nato nel 1981, e vivevo in campagna. Con quei due o tre amichetti che vivevano li in giro e che non facevano i contadini la nostra attività principale era giocare nei boschi a prenderci a bastonate. Era un gioco bellissimo d’altri tempi. Ma quando faceva brutto tempo ci rintanavamo in casa di uno o dell’altro, giocavamo coi primi computer (ognuno ne possedeva uno diverso, io avevo il tristissimo Spectrum, mentre il bimbo più ricco aveva il commodore 64… poi arrivò l’amiga e tutti avevamo l’amiga ed era bellissimo, ma questa è un’altra storia), guardavamo cartoni animati di robottoni e leggevamo fumetti.
Poi il fratello più grande di uno di questi amichetti ci fece scoprire il mondo dei giochi di ruolo, di dungeons and dragons, e fu amore preadolescente alla follia.
Come tutti i bimbi sognavamo, e dato che ero figlio unico pensavo a intrattenimenti degni di nota anche per quando i miei amichetti tornavano ognuno a casa sua.
“Sarebbe proprio bello se un giorno facessero videogiochi che sembrano film, magari di d&d…” e direi che sono stato esaudito con gli anni. Basta pensare a un Oblivion, a Dragon Age

E poi sognavo un film dei Vendicatori. E ora, a trent’anni, ho visto il film dei Vendicatori. Un film dei Vendicatori che prende tanto dagli Ultimates di Millar quanto dalle storie classiche, dove ci sono nemici cosmici, intrecci semplici e combattimenti ganassa. In una parola: Woaaaaaaaaaaaaaah!!!!!!!
I difetti di sceneggiatura che affliggono la pellicola li lascio ad altri, io lo so ad esempio chi sono i chitauri, nessuno me lo deve spiegare, e del fatto che nel film non ci provino neanche ad andare oltre al “sono alieni parecchio rognosi che vogliono spaccare tutto sulla terra” non me ne frega molto.
Quello che frega a me è che ho trovato sullo schermo una delle mie immaginazioni di bimbo, e che quando sono uscito dalla sala il mio entusiasmometro era alle stelle. Il film ha tanti difetti, ma ha anche l’unica cosa che gli chiedevo: il sense of wonder.
E del resto chi se ne frega.

Ps: Ho visto il film in ritardo perché ero in Spagna, e una sera mentre mangiavo una Fideuà alla tele davano Rayo Vallecano – Barcellona. Il Rayo è una banda di brughi di un quartiere popolare madrileno con l’inno scritto e suonato da uno peggiori crimini musicali contro l’umanità di sempre, ma aveva come sponsor sulle magliette “I vengadores”! Nonostante ciò hanno preso sette pappine.

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Vendicatori: La corona del Serpente

marzo 16, 2012

Non ci speravamo più. Marvel Gold finalmente ha cambiato veste grafica abbandonando quella look da menù del take-away fatto con Photoshop 4. Ora sfoggia una sobria veste bianca e l’aspetto di una collana di storie di qualità adesso è decisamente più consono. Bravi!

I contenuti sono all’interno graficamente allineati col restyle e gli interventi redazionali sono concisi ma efficaci.

La serie di storie qui presentata appartiene al ciclo roboante di fine-gestione di Steve Englehart, che agli Avengers diede tantissimo e in cui prima di congedarsi dai lettori decise di mettere in scena una sarabanda di eventi nello spazio e nel tempo tra Vendicatori e Kang il Conquistatore,  coinvolgendo quanti più personaggi potesse!

Oltre ai Vendicatori appaiono infatti lo Squadroe Supremo, lo Squadrone Sinistro, La Bestia, Immortus, direttamente dagli anni ’50 Rawhide Kid, Kid Colt, Phantom Rider e persino l’eroina dei fumetti rosa degli anni ’40 Patsy Walker che qui apparirà in veste di rompiscatole di Hank McCoy finendo nei guai assieme ai Vendicatori e vestendo per la prima volta i panni di Hellcat e tanti altri piccoli camei di personaggi più  meno noti.

Insomma: una sarabanda di eventi tra l’eroico e il farsesco (Thor vestito da gentiluomo del west vale da solo l’acquisto) in una miniserie ad alto intrattenimento che all’epoca fu sicuramente spiazzante e ancora oggi riesce a divertire seppur con le sue forzature che oggi appaiono magari un po’ ingenue ma che sono uno dei motivi per cui adoriamo i vecchi classici, no? Si, dai.

Ai disegni un giovanissimo George Perez già in forma ma che di li a poco sarebbe entrato nell’Olimpo degli autori più importanti della sua generazione.

Per quanto mi riguarda, come praticamente sempre quando si parla di Marvel Gold, acquisto consigliato se amate il buon fumetto supereroistico di una volta.


ASSEMBLE!

febbraio 6, 2012

Ci siamo quasi. Quei fotogrammi in cui si mettono schiena a schiena, con hulk verde pistacchio, con Cap che salta a cavallina le macchine come gli ha insegnato Alex Ross… Fan service o meno, siamo carichi come un pugno di Giant Man! Ah.

Ah, ora che ci penso ecco perchè il film potrà essere bello ma non bellissimo: manca Giant-Man! Me lo dimentico sempre.

Ma… Magari si è nascosto dietro l’Empire State Building! Eh? Eh?! No eh?.

Sob.

 


Il trailer di Avengers

ottobre 19, 2011

A parte il bamboccio che fa Bruce Banner (che si spera di vederlo più verde e enorme e scemo e distruttivo che bamboccio) è tutto bellissimo!
Pare un miscuglio tra gli ultimates di Millar e i vendicatori classici, e a latveria si scaldano poppi corni e si mettono in frigo le birrette.


Old is the new New

aprile 9, 2011

Sotto con le ristampe in casa Marvel Italia. Come già detto la serie migliore come qualità\prezzo, al di fuori di Volumoni\Omnibus\Raccoltone-Archivi di lusso, è la Marvel Collection che con i suoi 4 volumetti alla volta ristampa un periodo particolarmente significativo degli anni 60-70 di qualche personaggio storico. Dopo gli ottimi Capitan America e Thor stavolta escono praticamente all’unisono le collection de “I Vendicatori” e dei Team-Up de “L’Uomo Ragno”. Anche stavolta come per le precedenti due è disponibile l’edizione con cofanetto dalla grafica retrò.

Quello dei Vendicatori poi esce in contemporanea col relativo “Marvel Masterworks: Vendicatori”. Nella Collection invece ci sono gli albi storici scritti da Roy Thomas (che cura anche una lunga e  piacevole introduzione) e anche le prime storie disegnate da John Buscema, la nascita di Ercole e tanto altro. Ovviamente consigliatissimo.

La collection coi Team-Up de “L’Uomo ragno” esce in contemporanea con il terzo volume dei Masterworks dedicati al testa di tela e presenta storie da Marvel Team Up, inedite in Italia dai tempi della  Corno e che sono rimaste fuori dalla Spider Man  Collection della Marvel Italia.

Si tratta di storie spesso uscite per far conoscere al grande pubblico personaggi all’epoca un po’ in ombra,  usando la collaborazione\alleanza (il Team-Up appunto) spesso con l’Uomo Ragno -che era il campione di vendite- in modo da farli beneficiare in popolarità. Sono storie one-shot, nulla per cui strapparsi i capelli e niente di cruciale per la continuity ma sono carine, godibili e con gente come Gil Kane, Sal Buscema e Jim Mooney a fare il loro mestiere con comprimari come Fantastici Quattro, Fratello Voodoo, Panter Nera, Ka-Zar, Pugno d’Acciaio e tantissimi altri tizi in costume.

Diciamo la verità, dal punto di vista del “must-have” è la Marvel Collection ad oggi meno necessaria alle cronologie delle vostre collezioni ma è assolutamente una lettura piacevole, fresca e sintomatica di quegli anni ’70 fumettistici che qui in Latveria ci piace ricordare. Se con questa primavera esplosa di botto volete godervi una sacrosanta lettura spensierata sul prato, acquistate senza remore.

‘Nuff said!


Ma quanti vendicatori madama Dorè, ma quanti vendicatori

febbraio 23, 2011

Basta! Mi sono stufato di sputazzi sulla Marvel a tutti i costi, mi sono stufato di leggere in giro diatribe, insulti e discussioni infinite su morti, resurrezioni e linee editoriali merdose.
Basta! Io leggo i fumetti della Marvel e con molti di questi mi diverto come raramente mi è successo dal primo albo dell’uomo ragno che mi capitò fra le mani.

Partendo dalle pubblicazioni più recenti, il “Dark reign” a me ha gasato parecchio, confermando alcune ottime impressioni delle prime letture.
“Assedio” come già detto è una cagata pazzesca, ma ci siamo levati dai coglini quei due personaggi di merda di Ares e più che altro Sentry, e sono sicuro che Loki tornerà entro breve.
Arriviamo così alla Heroic Age, e non so se avete letto qualcosa, ma io per ora sono ancora più gasato che col Dark Reign.

Diciamocelo, Steve Rogers a capo dello Shield è un’idea della madonna.
Non mi piace molto la scelta di lasciare i Nuovi Vendicatori (che infatti non ho letto), ma già i Vendicatori ufficiali, nonostante la prezzemolina presenza dell’Uomo ragno e di Wolverine, iniziano col botto, pur con tutti i difetti tipici delle storie di Bendis.
Iron man, Cap e Thor di nuovo insieme sono sempre un bel vedere, e poi il fatto che il tutto parta a 2000 all’ora va a migliorare le cose.
I nostri infatti non fanno in tempo a riunirsi, dare il via al gruppo e fare un brindisino col moscato che arriva un cazzutone come Kang.
Kang a sua volta non fa in tempo a dire “Uè raga come butta nel passato?” che Thor gli tira una martellata in mezzo alla panza. Sta a vedere che ora mi iniziano a garbare pure le storie scritte da Bendis…

Se l’Iron man di Fraction, pur nella sua semplicità e per certi versi ripetitività (una nuova impresa commerciale del buon Tony Stark? Dio che palle!), è sempre una lettura più che piacevole, il vero colpaccio sono le storie contenute nel nono albo di Capitan America.

Partiamo dalla serie regolare di Cap, ormai interamente dedicata al nuovo eroe a stelle e strisce splendidamente interpretato dal buon Bucky. L’arrivo del Barone Zemo incazzoso come poche altre volte e il recupero di supercriminali come Hauptmann Mano di ferro fa pensare a un ritorno alle trame intricate della gestione Brubaker pre-reborn, ossia a una delle migliori serie a fumetti di sempre per il sottoscritto.
Serve altro?
I Vendicatori segreti sempre opera di Brubaker poi si rivelano da subito la squadra più interessante del nuovo corso Marvel, tra spionaggio e avventure spaziali. Anche se a rendere il tutto golosissimo è la presenza di personaggi tra le fila del team come Nova, Moon knight e la Bestia.
Il vero e proprio asso nella mancia di Brubaker arriva però con la serie dedicata a Steve Rogers agente segreto. In pratica lo sceneggiatore mette il vecchio Cap nelle vesti che furono di Nick Fury andando a imbastire una trama supereroistica tra noir e spionaggio.
Steranko a badilate, e non solo per la splendida tavola-citazione presente nell’episodio di Capitan America.

In poche parole le premesse di questa Heroic age sono una gran ganzata, e il buon vecchio Steve Rogers senza scudi e tutine attillate ma a capo della baracca mi si rivela a ogni pagina che leggo sempre più come l’idea migliore passata in casa Marvel degli ultimi anni, se non degli ultimi decenni.


Le seguenti parole potrebbero essere ritrattate in futuro

febbraio 13, 2010

Questa è una bloggata complessa, ci ho messo un sacco a decidermi a postarla perché potrebbe andare a levare la già poca dignità critica dei miei scritti su questo blog, e probabilmente un giorno succederà qualcosa che mi farà rimangiare tutto questo.
È un’affermazione pesante quella che sto per fare, mettete a letto i bambini e se siete facilmente impressionabili smettetela qua di leggere, ma io sono una persona sincera e onesta e quindi devo scriverlo, e dirlo al mondo.
Ecco le parole del misfatto:

A me, personalmente, “Dark reign” sta gasando un sacco.

Ecco l’ho detto, mi son levato un peso.
Non è una cosa che si può scrivere così, sul muro del cesso dell’autogrill, via sms ai numeri che hai ancora in rubrica dei compagni del liceo che non vedi dal giorno del diploma (e che ti tieni lontano da facebook perché non li vuoi assolutamente incontrare nuovamente), sulla sabbia del gatto.
Son parole forti.

Ma ora vi spiego, non è che dico sta cosa così e poi scappo a nascondermi sotto le mattonelle, e nemmeno a piangere sotto la doccia.
A me sta gasando “Dark reign” e non solo per le belle storie parallele come quelle di Elektra e Punisher di cui vi abbiamo già parlato.

Li avete letti i Thunderblots di Ellis?
Spero di si, sennò ora potete recuperare facilmente quel ciclo.
I Thunderbolts di Ellis son stati una ganzata, e Dark reign non è altro che la versione sgrausa (= scritta da Bendis) di quel gruppo.
Ammettiamolo, i cattivi più tozzi trasformati in Vendicatori, anche se al di fuori di un What if, promettono belle cose. Se Bullseye e Moonstone già strameritano, la trama imbastita da Osborn è perfettamente in linea col personaggio, e fottutamente divertente.
Ma vediamo le singole serie:

Dark Avengers: La mano di Bendis, prodiga di stronzate, si sente meno del solito, e come dicevo, il divertimento è tanto. Le tavole di Deodato poi son magnifiche.
Per ora abbiamo visto questi Vendicatori/Thunderblots in azione solo a Latveria, ed è sempre bello vedere storie ambientate in casa.
Fanno un attimo cagare, per inutilità, Daken (il figlio di Wolverine) e Ares ma perché è un personaggio del cazzo. Sembra figa invece la caratterizzazione che Bendis sta facendo di Sentry, che quando stava nei Potenti Vendicatori aveva il carisma di un blocco di ghisa.

Nuovi Vendicatori: La storia si sta concentrando su Hood. E per ora il suo incontro-scontro interno con Dormammu è una merda. Idem il gruppo che passa più tempo a far chiacchiere che a mollare sganassoni. Sembra come se la serie sia lasciata da parte, ma del resto la leggo giusto perché la pubblicano su Thor e mi scazza spendere 3 euri e 30 solo per il Cap di Brubaker.

Thor: Il ridimensionamento dei poteri del dio del tuono, bandito da Asgard, potrebbe portare a belle storie. Però questa serie continua a dirmi ben poco.

Thunderbolts/Deadpool: Ecco. Questa faceva veramente schifo. Deadpool capace di non far ridere come non mai e i nuovi Thunderbolts sono una ciofeca. Il personaggio più carismatico è… non ci sono personaggi carismatici. Vomitevole.

I vendicatori di Pym: Il team di vendicatori più babbeo di sempre, e le storie di Dan Slott a me piacciono quanto trovare degli sputi nei panini. Sputi gialli.

E fin qua direte: e allora perché ti piace sto Dark Reign?

Per i Dark Avengers come già detto, per alcune storie a se stanti, ma più che altro per Iron man. Tony Stark ricercato, l’ottima presentazione di Iron Girl, gli sviluppi della personalità di Maria Hill… sono una goduria da leggere. Del resto le storie di Fraction hanno vinto l’Eisner Award come nuova serie mica per vanvera.

Vedremo come andrà avanti “Dark Reign” (io lo leggo in italiano come avrete intuito, quindi non rompete con sto “The siege” che non ho la più pallida idea di cosa diavolo parli), sono pronto a rimangiarmi tutto, ma per adesso devo ammettere che mi sto divertendo un bel po’.

(tutto quello di cui non ho scritto, tipo spiderman o i fantastici 4, ovviamente non lo sto ne comprando ne leggendo)

Extra: vi anticipo