Che quando ti spunta li un What If non riesco a lasciarlo sugli scaffali

marzo 5, 2014

MARVELUNIVERSE021I What If sono stati una mia fissa dai miei inizi di lettore di fumetti, tanto che alcune storie classiche (lo scontro Wolverine-Hulk, la nascita di Venom…) le ho lette prima come versione alternativa che in originale.

L’ultima volta che sono passato in fumetteria non mi sono fatto sfuggire il volumetto dedicato al What if di Civil war. Col senno di poi infatti, rileggendola con calma e lontano dai riflettori del maxievento in corso infatti mi sono reso conto che a me piace. Il finale sarà tirato per le orecchie, ma a partire dal suo incipit la storia è appassionante e crea scenari ben elaborati. In più alcuni personaggi sono messi in campo in maniera veramente azzeccata, quindi nonostante la sua conclusione e qualche colpo di scena tanto obbligato quanto insulso alla fine dei conti a me Civil war piace.

In questo albo, pubblicato con giusto qualche annetto di ritardo, ritroviamo quegli scenari, e se il primo what if, nel quale si immagina cosa sarebbe successo se Iron man non ci fosse stato e tutti supereroi avessero seguito la ribellione di Capitan America, è assai carino, il secondo è incredibilmente ben strutturato ed avvincente, partendo oltretutto nel modo con cui partono i What if migliori, ossia da un minimo dettaglio, una frase detta in modo diverso. Immaginare una pacificazione tra le due fazioni contrapposte che permetta soluzioni vantaggiose sia per il governo che per i tizi in calzamaglia apre un possibile mondo alternativo da epoca d’oro entusiasmante.

Nello stesso albo vengono poi proposti i What if dedicati al maxievento successivo: come si sarebbe stati senza Secret invasion? Molto ma molto meglio.

A parte le scontate gags però la prima storia, in cui gli skrull hanno portato a termine con successo l’invasione, è una meraviglia, la migliore dell’albo. Non solo riesce ad essere credibile, ma il finale è talmente cinico e ben congegnato da colpire ad effetto pur sapendo che si tratta di un semplice what if.

In definitiva quindi un ottimo volumetto, compresa la storia conclusiva dei Runaways quali Giovani Vendicatori alternativi, e, anche se forse parla il me appassionato di What if fin dalla tenera età, una lettura sbarazzina più che consigliata.


Pensiero del venerdì mattina

luglio 10, 2009

Stamattina mentre andavo in ufficio mi sono fermato come al solito a fare colazione al bar di sotto.
Mentre leggevo il giornale sono stato distratto dal vociare di un bambino.
“Boom strap, ti spezzo in due! crash!”
Girandomi ho notato che tale infante stava giocando con due action figures, la prima di Hulk, la seconda di Wolverine, e stava facendo corcare di mazzate il secondo dal primo.
Caro bambino, penso che tu non lo sappia, ma stavi ricostruendo uno degli scontri tra supereroi più belli della storia del fumetto, rivisto anche in due dei what if più belli di sempre.

Mentre sorridevo guardando questa scenetta mi sono chiesto “certo che butto soldi, tempo e vista da anni a leggere giornalini a fumetti che potrebbero essere scritti guardando giocare un bambino di sei anni con due bambolotti di plastica in mano… occazzo forse è proprio per questo che li leggo?”.
Questo è un post inutile solo per dire evviva i bambini che giocano con i pupazzetti, evviva chi scrive i fumetti di Hulk e Wolverine e li fa riempire di mazzate, evviva chi legge quei fumetti e ci si diverte come un bambino di sei anni a vedere i supereroi che si disintegrano di botte.

Anche se bisogna ammetterlo, i bambini giamaicani hanno un concetto di divertimento molto più ampio: